lunedì 27 giugno 2011

Ryu 流 - il Drago. Leggende e mitologia Giapponese.


Il Drago (Ryu )
Il drago celeste,
disegno giapponese
I Quattro Re Dragoni
Presente sia nella mitologia giapponese che in quella cinese.
4 draghi che governano i 4 mari.
Il Dragone celeste, il Dragone Spirituale, il Dragone della Terra e il Dragone dei tesori nascosti.

I Quattro Guardiani Celesti
Ssu Ling (China) o Shitenno (Japan)
Secondo la mitologia cinese, i quattro punti cardinali sono protetti da uno dei quattro Ssu Ling (simile allo Shitenno giapponese). Il Dragone conosciuto come il guardiano dell'Est è identificato con la stagione della primavera, il colore Blu, l'elemento Acqua e l'energia maschile Yang. Il guardiano del Sud, Ho-oo (Fenice), è nemico del dragone, e si dice che mangi i draghi. In effetti la Fenice è nemico di tutti i Naga (termine che copre tutti i tipi di creature serpentiforma) inclusi serpenti e draghi. Sia il Dragone dell'Est che l'Ho-oo (Sud) rappresentano lo YANG, ma sono spesso rappresentati come nemici, poiché il Drago rappresenta l'acqua mentre la Fenice il Fuoco. A volte sono anche rappresentati come compagni. Il Drago è il Maschio controparte della Fenice Femmina ed insieme simbolizzano i conflitti e le meraviglie matrimoniali.
Tipologie di dragoni
Nella mitologia giapponese vi sono quattro tipologie di dragoni. I dragoni celesti fanno la guardia alle dimore degli dei; i dragoni spirituali sono responsabili di portare la pioggia e le nuvole, causando alluvioni; i dragoni della terra ripuliscono i fiumi e scavano i fondali degli oceani; i dragoni guardiani di tesori, la quarta categoria, proteggono gli oggetti preziosi. I dragoni giapponesi, diversamente da quelli di altre regioni asiatiche, sono rappresentati con tre artigli. Nella mitologia Giapponese, più un drago viaggia lontano dal Giappone più artigli ottiene



Un'altra leggenda…
Nell'antico Giappone, una perla pegno d'amore fu smarrita in un tratto di mare controllato da un drago; il responsabile della sua perdita si rifugiò in un paese isolato, dove una giovane pescatrice strappò a costo della vita, la perla dal regno del drago per dimostrargli il suo amore.

E ancora un'altra...
Sempre in Giappone, una fanciulla, Tokoyo, sfidò l'usanza di dare in pasto le giovani ad un drago del mare ed, insieme ad un samurai, lo sconfisse. Un adattamento nipponico della leggenda di san Giorgio e il drago

Da dove ha origine il nome giapponese del Drago? (Ryu)
Il Palazzo dei Re dei Draghi (Ryugu) si dice che sia situato in fondo al mare, vicino alle Isole Ryukyu (Okinawa). Esso è abitato da Ryujin (il nome giapponese del Re Dragone). Il Palazzo è anche conosciuto come "La terra sempreverde" nel libro del Professor Chamberlain, egli fa riferimento ad una poesia del Man-yo-shu in cui si legge che le arance vennero portate in Giappone dalla "Terra sempreverde" che si trova a Sud.Nel palazzo sono custodite le Gemme della marea (quella dell’Alta Marea e quella della Bassa Marea). Sul lato settentrionale del palazzo si trova la Sala dell’Inverno, dove cade incessantemente la neve. Sul lato orientale c’è la Sala della Primavera, in cui le farfalle si posano su fiori di ciliegio, mentre cinguettano gli usignoli. Sul lato meridionale del palazzo si trova la Sala dell’Estate, in cui cantano i grilli durante la sera calda. Infine, sul lato occidentale c’è la Sala dell’Autunno, dove gli aceri avvampano di vivaci colori.
Ci sono tante storie che riguardano questo mitico palazzo, costruito in corallo rosso e bianco, guardato da draghi e pieno di tesori. I Pesci e le altre creature marine servono Ryujin come vassalli e le tartarughe marine sono utilizzate come messaggeri. Per un essere umano un giorno in questo palazzo equivale a 100 anni sulla terra.

Meglio ricordare la storia di Urashima Tarou.
Urashima era un pescatore che un giorno catturò una grande tartaruga nella sua rete. Questa tartaruga parlava e disse lui che aveva migliaia di anni. A questo punto Urashima liberò la tartaruga che in effetti era Otohime la figlia del re dragone. La principessa invitò il giovane uomo alla corte del padre dove si trasformò in una bellissima ragazza che lo sposò. Dopo tre giorni Urashima sentì un forte desiderio di rivedere i suoi genitori. Ma quando tornò sulla terra scopri che erano passati 300 anni. A questo punto Urashima cercò di tornare dalla moglie ma, non conosceva il modo per ritornare al palazzo. La moglie, come pegno d'amore gli aveva dato una scatola magica (Tamate Bako) ma gli aveva detto anche di non aprirla mai. Tuttavia pensando che all'interno della scatola avesse trovato il modo di tornare al palazzo del Dragone la apri ed immediatamente perse la sua gioventù crollando a terra morto. Urashima è venerato ancora oggi.

Ci sono tantissime leggende che parlano dei Draghi giapponesi, fra queste:

La storia dei gioielli e dell'imperatrice Jingo
Molti secoli fa l’imperatrice Jingo pianificò l’invasione della Corea. Pregò Ryujin presso il tempio a lui dedicato e qui ricevette i “magici gioielli delle maree”.
Ora era tutto pronto: la flotta giapponese partì alla volta della Corea. Avvistate in lontananza le vele giapponesi, dalla Corea salparono tutte le navi per difendere il proprio territorio. Quando i coreani furono abbastanza vicini, Jingo buttò in mare il “gioiello della bassa marea” così che tutte le navi coreane si insabbiarono e i coreani saltarono su quello che era il fondo del mare per un assalto via terra, ma in quel momento l’imperatrice gettò il “gioiello dell’alta marea” che prontamente arrivò e spazzò via tutto l’esercito nemico. Come se non bastasse l’onda di alta marea trasportò l’intera flotta verso il porto coreano e quindi verso la vittoria. Si narra che molti anni più tardi Ryujin presentasse personalmente i “gioielli delle maree”, posti su una bellissima conchiglia rosa, al figlio dell’imperatrice, Ojin.

La storia del Drago Ryujiin.



I dragoni e la famiglia imperiale
Secondo un mito la famiglia imperiale giapponese discende da un dragone. Il “Racconto di Hori” narra la storia del primo imperatore giapponese. Il cacciatore Hori sposò Toyotama, la figlia del re dragone. Essi vissero insieme sul fondo del mare per tre anni, finchè la nostalgia di Hori per il “mondo superiore” lo portò a lasciare la moglie. Toyotama partorì un maschio ed egli ebbe poi a sua volta quattro figli. Il minore dei nipoti di Hori, Jinmu Tenno, divenne il primo imperatore umano del Giappone. L’imperatore Hirohito sosteneva di discendere da Toyotama.



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Il drago d'oro - Bellezza, gentilezza, salute.

Il Drago giallo - Il centro della terra

Il Drago rosso: il temporale, il sud, l'estate,
 la terra, il fuoco, la buona fortuna

Black Dragon -  Il temporale del nord, l'inverno,
 la vendetta, ansietà.

Il Drago bianco - Lutto, fallimento, morte.

Il drago verde e blu - Primavera, 
buona fortuna, buona salute.


Curiosità
I pompieri giapponesi del periodo Edo si tatuavano disegni di draghi per ottenere una doppia protezione: per esorcizzare il pericolo del fuoco e il dolore cui si sottoponevano rappresentava un sacrificio offerto agli spiriti malevoli del fuoco per accattivarsi la loro benevolenza. Questa convinzione appare chiaramente nelle loro cerimonie: dopo aver appiccato il fuoco ad una corda, la agitano in aria verso il cielo allo scopo di "provocare" l'acqua - elemento opposto al fuoco - e in questo modo di attirarla. Poichè tutte le divinità nella mitologia giapponese hanno una componente benevola e una malevola - che non sono in cottraposizione, ma che operano separatamente ognuna per la sua strada - e la parte benevola è quella più forte, l'uomo deve agire in modo che essa sia libera di manifestarsi, neutralizzando quella malevola. Dati questi presupposti, il "drago delle nuvole" Unryu, che si tatuano i pompieri, risponde all'esigenza di ottenere la protezione del drago (l'acqua) e della sua forza positiva da contrapporre a quella negativa del fuoco (forza distruttiva) sommata ala potere degli dei dei campi e delle montagne (rappresentati dalle nuvole) attirando le loro forze positive che portano la pioggia (buona) alle coltivazioni e il fuoco (buono) che le purifica dagli insetti infestanti. 

Poteri
In base al mito, i dragoni giapponesi hanno il potere di assumere forma umana, potendo così interagire con gli esseri mortali. Alcuni imperatori giapponesi affermavano di avere dragoni tra i loro antenati. Pur essendo saggi e benevoli, i dragoni spesso restano indifferenti alle questioni umane, ma si dedicano alle grandi questioni dell’Universo. Nondimeno, essi sono in grado di portare buona fortuna agli umani che li soddisfano, in particolare i pescatori, a cui assicurano bel tempo e una ricca pesca. I dragoni hanno anche il potere di portare la pioggia, aiutare i contadini e assicurare un buon raccolto.

NB: anche questo è un "bricolage". Non si trovano molte storie di cultura e mitologia giapponese in italiano e neppure in inglese purtroppo.

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