martedì 20 novembre 2012

Il cuore e il cervello



Seduti ad un bar, in un caldo pomeriggio d’estate il cuore disse al cervello: “Beato te amico mio che sai sempre quello che vuoi, che riesci a capire senza troppi problemi le persone, le situazioni, trovando una soluzione adatta per tutti. Ti invidio molto. Vorrei assomigliarti, avere la tua razionalità, vorrei vivere come te." Il cervello rispose: "Non ci vuole poi molto. Basta far finta di capire chi ti circonda. Solo così puoi raggiungere i tuoi scopi. Devi imboccare la strada più semplice e breve se vuoi ottenere dei risultati. Se vuoi che la vita ti dia ciò che ti spetta di diritto. Personalmente non capisco il modo che hai di gestire te stesso e tanto meno le persone. Nessuno merita quello che ti ostini a dare, nessuno è così importante. Non sperare in questo modo di diventare adulto, non avrai nulla in cambio, resterai solo con
i tuoi sentimenti, solo con la tua malinconia." Il cuore con voce lieve concluse: “E’ questo che sbagli. Non mi sentirò mai una nullità finché riuscirò ancora a distinguere il dolore, la rabbia, la malinconia dalla gioia, la felicità dalla serenità." Detto questo, le due zoccole incontrate lo scorso w.e. sono del primo tipo. Una montecatinese falsa e bugiarda, l'altra una lesbica di milano che sa di donna fallita, piena di tante attrezzature ed atteggiamenti ma entrambe prive della benché minima umanità. D'altra parte per conoscere le persone bisogna verificarle. Incontrarle e viverle per capire. Meno male che le voci girano veloci, più veloci della loro stronzaggine e nel bene e nel male, il giro delle mie amicizie mi permette di essere orgoglioso di meritarle. Persone speciali, ognuna che ha qualcosa da dire con l'anima e non con uno strap-on o con frustino a conferma che questo mondo è pieno di gente fasulla e vuota. Che peccato però.

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