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domenica 8 novembre 2015

Filosofia della reciprocità,

Questa ve la riposto. Non ho capito se vi era piaciuta o se il resto del post che avevo scritto a cazzo in tre o quattro volte e non mi piaceva. Facilmente male interpretabile. Scegliete la vostra religione o non ma seguiteli e anche questa è armonia. Da wiki.
Filosofia greca antica
"Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui" (Pittaco)
"Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare" (Talete)
"Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri" (Isocrate)
"Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri" (Epitteto)
Un detto analogo si trova anche nelle Sentenze di Sesto, un'opera di epoca e autore sconosciuto
Buddismo
Mettendosi al posto di un altro, non si uccide né si spinge qualcuno a uccidere.
Colui che mentre cerca la felicità, opprime con la violenza altri esseri che pure desiderano la felicità, non raggiungerà la felicità per questo.
Inoltre, il Dalai Lama ha dichiarato: "Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice, pratica la compassione."
Ebraismo
« amerai il tuo prossimo come te stesso »
(Levitico 19,18)
La regola d'oro è una costante dell'ebraismo. Al celebre rabbino Hillel (nato almeno mezzo secolo prima di Gesù) viene attribuita la massima:
« Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te: questa è tutta la Torah. Il resto è commento. Va’ e studia. »
Cristianesimo
Nei vangeli di Matteo (7,12; 22,36-40) e di Luca (6,31; 10,27) Gesù esorta ripetutamente ad applicare la regola d'oro del Levitico (cioè nella sua formulazione positiva, quella più esigente). Per esempio:
« Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. »
(Gesù nel discorso della Montagna, dal Vangelo secondo Matteo 7,12)
Nel vangelo di Giovanni, però, Gesù invita i cristiani ad andare oltre la regola aurea e ad amare gli altri più di se stessi, non esitando a spendere la propria vita per loro come lui ha fatto per noi (Gv 15,9-17). La misura dell'amore, quindi, non è soltanto l'uomo (fa' agli altri quello che vorresti fosse fatto a te), ma Dio stesso. Nel Nuovo Testamento, inoltre, si chiarisce l'universalità dell'impegno ad amare (Atti 10,34-35), che nell'Antico Testamento sembrava limitato ai membri del proprio popolo (Lev 19,18)..
Il giudeo-cristianesimo mette in evidenza la duplice ragione del valore della regola d'oro: innanzitutto, l'uomo merita di essere amato perché creato ad immagine di Dio e, quindi, già amato da Dio stesso; inoltre, Gesù afferma di valutare ciò che viene fatto agli altri, anche ai nemici, come se venisse fatto a lui stesso (Matteo 25,40) .
Islam
La regola d'oro è implicitamente espressa in alcuni versi del Corano ed è esplicitamente dichiarata nei detti di Maometto. Un translitterazione comune è: ِAheb li akheek ma tuhibu li nafsik, che può essere tradotta come "Desidera per il tuo prossimo ciò che desideri per te stesso" o "Ama il tuo prossimo come ami te stesso".
Confucianesimo
Nell'insegnamento confuciano, altamente importante è la solidarietà.
Chiese Tzu Kung
"C'è una parola in accordo alla quale, agire per tutta la vita?"
Disse Confucio:
"E' perdono. Ciò che non vuoi sia fatta a te, non farlo agli altri" (lun yu 15,23)

E adesso per la decima volta che leggere i post vechi vi fa fatica. Bushi-do, di nuovo. Qui di gente che ammazza altri per strada non ce n'è. Sul logo c'è scritto DRAGO PROTETTORE, non sputtanatore ma come ho scritto che voglio bene a tizia o caia, scriverò anche le cose che non mi tornano e mi offendono di tizia e caia. Se giochi con me on line, io rispondo on line. Sarà pure sbagliato ma questo rimane. I miei errori gli ho appena riconosciuti.  On line. Se hai dei comportamenti di merda on line  o con le persone nella vita reale, chi è che sbaglia, colui che li compie o colui che gli mette in evidenza? Ah, ribadisco, cerco e ho cercato sempre un dialogo civile, fuori da qua. Questo non è il posto giusto. Lo so qualunque cosa si dica non v'è anima in un bit. Ah, non ho scelto a caso un samurai in ginocchio...
Samurai, oggi non è un  guerriero che ammazza a destra e a manca.  Samurai è servitore e questo è il quanto.
義, Gi: Onestà e Giustizia-Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
勇, Yu: Eroico Coraggio-Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.
仁, Jin: Compassione-
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.
, Rei: Gentile Cortesia-I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.
誠, Makoto: Completa Sincerità. Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
名誉, Meiyo: Onore-Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso. 
忠義, Chugi: Dovere e Lealtà Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

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