mercoledì 18 novembre 2015

Liberté, egalité, fraternité


Guerre ri religione? No. Guerre di principi?  Si.
Una volta avevo letto che: "per ottenere la libertà bisogna combattere, per perderla è sufficiente non fare niente.".  Era attribuito ad un grande della nostra storia mondiale,  il Sig. Benjamin Franklin. Non sono mai riuscito a trovare similari e conferma attribuzione ma è un concetto verissimo.
La libertà parte dalla mente ed è prima di tutto equidistanza tra gli elementi che si valutano o a quello che si pensa. Facile insomma dire e parlare presi dall'emozione del momento, difficile è confermare o fare le stesse valutazioni al sopraggiungere di un qualsiasi elemento nuovo condizionante. La libertà è il valore primario per quale ogni cosa vale la pena di vivere. La libertà di decidere, di pensare, di andare e di fare. Libertà è pensiero puro,  sentimento puro. Libertà senza uguaglianza sarebbe niente. Il più stronzo, più intelligente, più bravo magari in alcuni settori economico-sociali farà presto a fare man bassa di risorse o di libertà altrui. Nemmeno l'equità è sufficiente a far si che giustizia legale e sociale sia trovata e mantenuta. Eguaglianza è avere prima di tutto gli stessi diritti e gli stessi doveri l'uno verso gli altri. L'eguaglianza è quello che da un senso di giustizia alla libertà e che va pure oltre il rispetto. Questo è come l'equità.  È semplicemnte implicito nell'uguaglianza.
E infine la fraternità. Il vecchio testamento è in comune con le grandi religioni monoteiste e la storia di Caino e Abele la raccontano tutti. E beh mi pare quasi superfluo raccontare cosa sia la fraternità e cosa non anche se qualcuno preferisce parecchio mettere davanti il desiderio o l'interesse o il comodo a questo sentimento. Gli tirza il cazzo o gli prude la passera e chi se ne fotte. Poi il contrario o forse no. L'importante è fare. Già. Lo diceva pure la Fallaci nella citazione di qualche post fa. "L'importante è fare" ma non è mica vero. Fare male è peggio che non fare e non fare è il non vivere e siamo di nuovo all'equidistanza, alla ruota del carro.
Perché è indubbio che qualsiasi male che tu dai che alla fine provoca una reazione, soprattutto se lo fai a qualcuno incolpevole. Che sia uomo, donna, bambino non importa.  È la gratuità del male che lo rende peggiore del male stesso ed alle volte la giustizia arriva a diventare "vendetta".
Così ritorno all'amato S. Agostino che diceva che tutti i pregi portati all'estremo diventano difetti.  La parsimonia diventa avarizia, l'amore diventa gelosia e così in tutte le cose della vita. Ne avevo già parlato in tempi non sospetti ma anche questo è passato da un orecchio all'altro così, senza lasciare traccia.
Così è come quello che tirava i sassi e gli dicevano "basta, basta". E lui smetteva per un po e poi rincominciava. Un giorno chiamarono i gendarmi senza dirgli niente e lui si mise a piangere implorando di non essere punito.
Ecco. Molti qua sono così.  Fanno i grandi, distribuiscono dolore e se qualcuno/a sbotta, la "colpa" è la sua.
Mentre son qui in tv si parla di droni e di privacy. Il garante dice che si potranno anche abbattere. Si penso io, fintanto che si vedono. Quando saranno grandi poco più che un insetto o che tutti ne avremo uno, sarà impossibile. La privacy crea la libertà per mostri di Parigi. Il controllo è oppressione. La migliore libertà è non avere niente da nascondere soprattutto in campo sociale e sessuale anche perché se nascondi poi va a finire che puoi provare  negare anche l'evidenza.
Buona serata a chi legge, se c'è.

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