giovedì 30 giugno 2016

Ho un sacco da fare


Si ancora tutto non funziona lo so ma ho un sacco da fare. Sono ancora dietro a papà. Però vicino alla ricorrenza qualche domanda me la faccio. Perché siete venute da me? Non sono bello. Si ok, come dico spesso non faccio tutto ma quello che faccio, visto che mi piace, in genere viene fuori straordinariamente bene ma di stronzi ne trovate quanti volete in giro. Bei fighi, frasi e atteggiamento impostato. E beh, ne vedo e ne sento tutti i giorni.
Perché siete venute da me, avete rebloggato e condiviso i miei posts, avete detto tutto ed il contrario di tutto. Mi ricordo un anno e mezzo fa quando successe un casino ad un'amico master che c'era una che diceva: "Eh, non è più  lo stesso". Solo che poi lei fece peggio visto che l'unica seria malattia che aveva era quella di non avere né anima, né stima di nessuno. Questo è un posto dove non dovrebbe esistere dolore. Alle volte le cose non vanno e anzi, spesso è così. Quello che mi rende sempre perplesso e che è veramente inconcepibile per me è la gratuità della cattiveria soprattutto quando galleggia in un mare di superficialità.

Da http://www.repstatic.it/
Eppure quello che ha reso grandi le persone nel corso del tempo è la capacità dell'uomo di soccorrere i suoi simili nei momenti di difficoltà. E' strano perché alla fine ci penso, ci sono spesso o sempre stato. Nei miei tempi, nei miei modi. Nel mio anche discutibile modo di fare ma mi son fatto in 4 ed anche in cinque eppure...
Bah, sono domande che rimarranno come al solito senza risposta. Andate a fanculo, tanto leggete e non capite :)
Psss, lo so che ancora non funziona ma non ho tempo per spostare il tutto. Google rifà fuori i vecchi files dopo 60 gg e ancora ha da correre. Non posso usare un FTP che qui non funziona. Abbiate pazienza. Ah, mi raccomando, NON AVVERTITE se NON TROVATE una pagina. In fondo, v'importa una sega :) .


Stasera per caso mi sono accorto che la piazza del comune di Radda in Chianti è dedicata a Francesco Ferrucci. Guarda un po'... :)

venerdì 24 giugno 2016

Psss

Psssss
Dimenticavo. Vedo e sento qualcuna.  Le cambiali in bianco sono finite da un pezzo. Per quelle passate:
NO COMMENT
per nessuna ragione al mondo.
Ieri il Regno Unito ha votato l'exit dalla UE. Capita a chi si è rotto le @@ di chiacchiere in un modo e fatti in un altro. Così è per rimanere sui fatti piacevoli,  il gatto per la Micia o insomma, per loro, è arrivato.
Ci siamo visti purtroppo di corsa ma è stato bello. Eccolo, il Re. Si chiama.... no, non ve lo dico. :)


giovedì 23 giugno 2016

L'accondiscendenza

E' una cosa strana questa cosa qua.
Se si va a cercare il significato di accondiscenza, ecco che ne esce: condiscendenza, arrendevolezza, remissività, acquiescenza, indulgenza, tolleranza, docilità, bonarietà, mitezza.
Da http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/A/accondiscendenza.shtml

Ed in modo più ampio:
Condiscendente, arrendevole
derivato di condiscendere, dal latino condescendere, composto da con e descendere discendere. Discendere insieme. Accondiscendente con qualcosa, o verso qualcosa, è chi non vi si oppone, chi non si erge a contrastarlo; infatti l'immagine etimologica è quella di un abbassarsi arrendevole. Un'immagine piena di grazia, lieve come il gesto di chinare il capo. Nei dizionari si legge che "accondiscendente" è fondamentalmente un sinonimo meno comune di "condiscendente" - ed in effetti il grosso del significato di queste due parole coincide (anche se non c'è da essere così sicuri su quale delle due parole sia più comune). Si potrebbe giustamente guardare a quel prefisso "a" come a un semplice rafforzativo; ma forse si può pensare che l'accondiscendenza, rispetto alla condiscendenza, connoti, meglio che l'arrendevolezza, l'inclinazione ad essere arrendevole.
La condiscendenza, ossia l'arrendevolezza, già di per sé è un'inclinazione ad arrendersi, e quindi la sfumatura notata sarebbe un'inclinazione ad un'inclinazione. Certo non è una sfumatura che cambia la vita; ma così come in matematica, nello studio di funzione, la derivata prima ci parla dell'inclinazione della tangente in un punto e la derivata seconda ci spiega la concavità della curva della funzione in quel punto, così notare una disposizione generale ad essere inclini all'arrendevolezza - l'accondiscendenza - ci spiega un'attitudine ulteriore rispetto all'inclinazione all'arrendevolezza in un certo singolo momento - la condiscendenza. "L'universo è scritto in lingua matematica", diceva Galileo. Cercare la differenza fra parole che potrebbero essere liquidate facilmente come sinonimi è importante: ciascuna parola ha il suo colore unico. Fermo restando che ciascuno potrebbe sentire la differenza fra "accondiscendere" e "condiscendere" in modo diverso: è praticamente una terra vergine, che sfugge allo studio.


Vi ricorda qualcosa? :D
Naaaaaaaaaaaaa!!! :)
Cosa c'è dal punto di vista di un/a top, qualcosa di migliore o di palesemente dimostrato di una chiara e manifesta accondiscendenza verso di lui/lei? Gentile, apparentemente sincero/a, aperto/a e molto disposto/a a capire e sorreggere il suo punto di vista. Se ci mettiamo poi che il tutto è condiviso e confortato da situazioni di letto molto spinte, è semplicemente il paradiso.
Giro come al solito la frittata altrimenti il caso è univoco e vediamo come l'accondiscendenza di un/a top verso un/a bottom, abbia altrettanto valore ed importanza. Il top vi mette a vostro agio, vi conforta e vi rende sicure/i di essere nel posto giusto. Accondiscendenza è molto vicina a protezione e a sicurezza perché non è contrario al vostro essere ma anzi lo esalta. Non importa che siate in sintonia con il vostro partner top; l'importante è che vi sentiate a vostro agio o e di conseguenza, abbassiate le difese.

Ebbene, l'accondiscendenza è il primo approccio del Narcisista. Lo fa per conquistare la vostra fiducia e passare le vostre barriere. Quando sarete sicuri di non temere nessun fatto eclatante o contrario allo svolgersi della vita quotidiana assieme, avrete la loro reazione. 

Chi è il narcisista perverso? E’una persona sorridente, spiritosa, premurosa. All'inizio sembra darsi molto da fare per il rapporto e incista in tal modo una dipendenza nella partner. Ma  alle prime tensioni che non lo vedono più al centro dell interesse della donna, svela i suoi veri difetti: presunzione, cecità  e sordità rispetto ai sentimenti altrui. Chi di noi può dire di non averne incontrato almeno uno. Cinzia Mammoliti, "I serial killer dell'anima." 

C'è un dato particolare. Come si discuteva qualche tempo fa con la tipa di legami (cercasi post indietro), agli albori della psicanalisi, una delle cure particolarmente indicate per curare le deviazioni psicologiche femminili, era provocare orgasmi. Credo che siano nati così i vibratori elettrici nel nostro mondo. E' solo da qualche anno che ci siamo guardati intorno. Vi siete mai letti "Tecnologia dell'orgasmo - Isteria, vibratori e soddisfazione sessuale delle donne" di Rachel P. Maines? Su Amazon sta a 12.90 e beh, fatelo. :)



"La ragione per cui l’adulazione non è spiacevole è che sebbene menzognera, dimostra come si sia abbastanza importanti, in un modo o nell’altro, da indurre le persone a mentire per conquistarsi la nostra amicizia: un problema loro". George Gordon Byron

C'è una bella descrizione trasversale in questo articolo: http://www.paoladanieli.com/lamica-letale-narcisismo-al-femminile/
"E’ una grandissima dama, stupenda prima donna capace di scene da gran duchessa e vera e propria regina del dramma. Tutto può essere tragedia, quel che conta davvero è la rappresentazione, che non deve mai essere scadente ma luccicante, inebriante, sconvolgente, attraente, seducente e incastonata di aggettivi e colpi di scena da far impallidire i detentori di mille pallide vite assolutamente non all’altezza della sua. E’ convinta di essere grande e unica, un essere speciale, profondamente invidiata, detentrice della verità. Esige continue prove d’amore e di riconoscimento e legge la realtà che le sta intorno, anche la più autentica, con machiavellica malizia. E’ impegnata in relazioni altamente conflittuali e continuamente rotte dalla lacerante ingratitudine e dalla cattiveria degli altri. Nelle relazioni affettive, la donna narcisista si comporta inizialmente come il suo collega narcisista perverso maschio. Realizza degli slanci pazzeschi, grandiosi e sorprendenti, delle azioni d’amore uniche. All’inizio di una relazione è avvolgente, generosissima e capace di adorazione e, mentre il maschio narcisista nella fase successiva si fa espulsivo e distruttivo, lei diventa profondamente invischiante e tenta di cambiarlo in tutte le sue caratteristiche essenziali, profondendo in lui un dilagante e pervasivo senso di inadeguatezza. Lui non è mai abbastanza e non fa mai abbastanza, certamente non è un uomo vero, non corrisponde a come dovrebbe essere e non corrisponde mai all’ideale di lei. A lei di lui non va bene nulla e la critica coinvolge tutti gli aspetti: il suo lavoro, la sua famiglia, il suo status. La relazione diventa un terremoto che ha come epicentro l’infelicità di lei dovuta all’inadeguatezza di lui e i tentativi del malcapitato di rispondere in maniera adattiva alle elevate richieste. E’ una relazione centrata su grandi eventi e grandi drammi: tradimenti, interruzioni e ricongiungimenti anche quando sembrava tutto altamente compromesso. Gli eventi della relazione, intensamente messi in scena da un regista di melodrammi o soap opera si concludono in lui che giura di cambiare e lei che concede il perdono, oppure lei che torna dopo aver giurato esattamente il contrario, salvo poi presentare il conto dell’insoddisfazione."

Nell'articolo de "Il mio psicologo" riporto invece:
"Qualsiasi incontro con un altro essere umano rappresenta un occasione, di arricchimento, confronto e crescita. Sono convinta che questi aspetti siano presenti anche nella relazione con il narcisista. Siamo attratti da una persona perché possiede delle qualità che ammiriamo e che ci mancano. Qualità che abbiamo bisogno di sviluppare e di integrare nella nostra personalità. Il narciso spesso è una persona brillante, professionalmente realizzata, che sa muoversi nel mondo. Chi sceglie un partner di questo genere ha spesso un forte bisogno di autoaffermazione di cui non è consapevole e che vive attraverso di lui ( per esempio una donna esprime il bisogno di avere successo e di essere ammirata diventando la moglie di un professionista affermato). Un altro aspetto dei narcisi che le vittime trovano affascinante è l’ approccio edonistico e autoindulgente che molti narcisisti hanno verso l’esistenza. Il narciso fa solo quello che gli piace, quando ha voglia e non si fa problemi a dire di no, diventando a volte irresponsabile."

Foto da Panoramio
A Firenze abbiamo un modo di dire "storico" che richiama alla mente Francesco Ferrucci e che ben si confà a definire il modus operandi dei narcisisti.
 "Siamo allì 2 d' Agosto, e ci troviamo a Calamec, ed intendiamo Fabrizio che marcia alla volta di costà: domattina, piacendo a Dio, marceremo alla volta del Montale; e ci bisognerà, a voler pascere la gente, sforzar qualche luogo, perché non troviamo corrispondenza di vettovaglia. Francesco Ferrucci general Commissario". »
Ferrucci il 3 agosto 1530 uscì in campo aperto e tentò un ultimo scontro per spezzare l'assedio in quella che divenne la battaglia di Gavinana. Il capo delle truppe imperiali Filiberto di Chalons venne ucciso nel combattimento da due colpi di archibugio, ma Ferrucci venne sopraffatto da forze preponderanti, rimase di nuovo ferito e con i pochi superstiti si arrese decretando la fine della battaglia. Fabrizio Maramaldo si fece condurre il prigioniero sulla piazza di Gavinana ed ordinò:
« Ammazzatelo chillo poltrone, per l'anima del tamburino quale impiccò a Volterra!. »
Poiché i soldati non osarono alzare le mani sul comandante fiorentino ferito, lo disarmò e contro tutte le regole della cavalleria si vendicò delle offese precedenti, ferendolo a sangue freddo e lasciandolo poi trucidare dai suoi soldati. Le cronache tra loro non concordano sul tipo di ferita inferta a Ferrucci, che viene indicata alternativamente al petto, o alla gola, o al viso, mentre tutte riportano che Francesco Ferrucci prima di spirare gli abbia rivolto con disprezzo le celebri parole: « Vile, tu uccidi un uomo morto! » o più fiorentinamente:  « Tu dai a un morto!. »
Lo storico Paolo Giovio (1483-1552), invece, descrisse in questi termini il dialogo tra Fabrizio Maramaldo e Francesco Ferrucci:
« “Poi il Ferruccio, così armato com’e gli era, fu menato dinanzi al Maramaldo. Allora il signor Fabrizio gli disse: pensasti tu mai quando crudelmente e contra l'usanza della guerra, tu impiccasti il mio tamburino a Volterra, dovermi venir nelle mani? Rispose egli: questa è una delle sorti che porta la guerra, la quale guerreggiando a te può ancora avvenire; ma quando anco tu m’ammazzi, non perciò né utile né onorata lode t’acquisterai della mia morte. Il signor Fabrizio tuttavia... gli fece cavare la celata e la corazza e gli passò la spada nella gola". » Fonte

Si è vero che impiccare un tamburino ad un albero che privo di armi n'aveva poco a che vedere con la cavalleria così come questa. Forse perché la storia ha qualche lato nascosto o perché è stata tramandata così che ha assunto la propria verità e assolutezza. Non sposta il solito punto di una virgola. "Uccidere" qualcuno inerme sopratutto nei sentimenti è lo scopo primario di un narcisista. Semplicemente non lo capiscono perché non li hanno. Vedono solo il comodo e non so come altro definirlo. A Firenze, il nome "Maramaldo" è bandito e anzi, nella storia ha assunto un significato particolare, quello di un aggettivo dispregiativo di un vigliacco nel modo più bieco ed abbietto. Infatti, "Sei un Maramaldo": "Uomo malvagio, spavaldo e prepotente soprattutto con i deboli, gli indifesi, gli sconfitti." Come per un'altra storia, anche Bischero ha la stessa "provenienza" storica legata a fatti reali.
Così questi soggetti, finito l'interesse per la persona a cui hanno dato così tanta accondiscendenza, si girano da un'altra parte seguendo altri obiettivi e per dirla sempre in storia: "Non ti curar di loro ma guarda e passa". Chi un giorno era importante o si sentiva tale, si trova ad essere la fonte di tanti o tutti degli altrui mali. Ecco quindi che siamo arrivati al: "Tu scendi" ti tutto un botto perché magari in quel momento danno più importanza all'auto da tenersi che alla pulzella da mantenere. In fondo di pulzelle se ne trovano a vagonate e gratis, le auto vanno pagate.

Da http://th.petsblog.it/
Da http://www.ilfattoquotidiano.it









Da
http://www.operaicontro.it/oldsite/affa.jpg


C'è qualcosa che mi sfugge si? :)
E di stamane che per lo meno l'ho vista oggi:
ABBANDONA IL CANE SULLA SORA-CASSINO, BECCATA DAI CARABINIERI








Ma la cosa bella è che spesso ci è stato stare lontano che tizio è geloso, che mastro non si sa che fa con le pulzelle, che il rispetto, le relazioni e poi, di nuovo: "Scendi cazzo, e chi ti conosce?"
O meglio ancora dal come stai, come ti senti, quando ci vediamo, mi manchi al: sono pieno/a di lavoro, ho portato il cane a fare una passeggiata, etc. etc. etc.. Notevole!!! :)
Luogo comune che un uomo e una donna non possano essere solo amici. Come no? Magari siamo due mosche bianche nun so ma è il quanto ed è bello ogni tanto una rimpatriata per una bistecca per poi inventarsi cazzate a cui il mondo abbocca come se fossero tutti dei persici.

"L’adulatore è un essere che non ha stima né degli altri, né di se stesso. Egli aspira soltanto ad accecare l’intelligenza dell’uomo, per poi fare di lui quello che vuole. È un ladro notturno che dapprima spegne la luce e poi incomincia a rubare". Denis Ivanovi? Fonvizin e nel 1700, ancora la psicanalisi non era stata inventata. :)

Sta di fatto che l'accondiscendenza è la prima cosa da temere. Le persone "sane" ti fanno sentire bene ma quando ti fanno sentire "troppo bene", qualcosa non va e mi pare un dato di fatto. Le alternative sono solo due: o sei davanti ad una persona seria, altruista e comprensiva quasi un'altra mosca bianca oppure sei di nuovo nella padella accuratamente mascherata che lo spiedo è troppo visibile.
Credo che tutto sto bordello e la spersonalizzazione narcisistica del partner, abbia avuto una spinta notevole dai mezzi e dalla mancata educazione e il saper gestire un troppo esagerato numero di sensazioni in qualità che in quantità. Come hai detto più volte, se fosse stato vicino, saresti andata a trovarlo per dargli una ginocchiata nei coglioni. Ok, magari poi non lo facevi ma andare a guardarlo nelle palle degli occhi si. E' facile trovare qualcuno qui. Se vai al bar del paese, sempre che ci sia un bar ed un paese, non puoi dire che fai bdsm e cerchi un/a partner. Qui si e ti rispondono in tanti. Troppi, ed arrivi a non capire più un cazzo. Morto un papa si fa un papa ed un cardinale. Ecco, qui di cardinali se ne fanno a centinaia. C'è la fila e pur di trombare si racconta qualsiasi cazzata.

"Sappiate che tutti gli adulatori vivono a spese di quelli che li ascoltano". Jean De La Fontaine. Nemmeno nel 1600!

Il mezzo non solo rende anonimi ma raggiunge un pubblico più vasto. Non c'è niente da fare se non guardare avanti e stare comunque con gli occhi bene aperti a che la cortesia, la gentilezza e il confronto tra due persone, non sia da subito accondiscendenza. Allora scappa, scappate, scappiamo che qui l'umanità non c'è o meglio c'è n'è troppa ma di quella che fa male e pure tanto. Mi viene in mente un'altra amica, stessa musica e la frase che mi ha colpito come un pugno: "Non mi scorderò mai come mi guardava". Già, hanno la capacità  di farti sentire unica, irripetibile. Il massimo della realizzazione ed un attimo dopo, l'inferno. A che serve tutto sto discorso alla fine?
Come tutto sto blog, a niente. Cazzo lo leggete a fare? :)

"La ragione per cui l’adulazione non è spiacevole è che sebbene menzognera, dimostra come si sia abbastanza importanti, in un modo o nell’altro, da indurre le persone a mentire per conquistarsi la nostra amicizia: un problema loro". George Gordon Byron

Il carattere masochista - Ma è tutto vero?


Leggete con attenzione per piacere e come al solito... la musica, non a caso ;) :
"Il comportamento patologico dell'individuo medio della massa manifesta chiaramente gli stessi aspetti che ci sono familiari attraverso l'osservazione dei singoli pazienti: una generale inibizione sessuale; il carattere coercitivo delle prescrizioni morali; l'incapacità di considerare compatibili la soddisfazione sessuale e le realizzazioni del lavoro; la particolare convinzione che la sessualità dei bambini e degli adolescenti sia un'aberrazione patologica; il non riuscire a concepire altra forma di sessualità che non sia una monogamia destinata a durare tutta la vita; la mancanza di fiducia nelle proprie forze e nel proprio giudizio, e quindi l'acuto bisogno di una figura di padre onnisciente che faccia da guida, eccetera." William Reich
Ci sarebbe un'altra pagina da leggere ma siccome è troppo lunga, metto il link così che se volete, potete avere un quadro più completo. L'articolo è del Dott. Cosimo Aruta dal titolo: "Il carattere masochista". Insomma, conosci i tuoi polli, sai cosa dargli da mangiare.

Due le considerazioni da fare. La prima sulla frase di Reich che ci conduce sempre ed inevitabilmente al condizionamento della filosofia della società in cui viviamo.

La seconda mi viene direttamente da Freud: "Il problema dinanzi a noi è come liberarci del più grande impedimento alla civilizzazione-cioè, l'inclinazione costituzionale degli esseri umani ad essere aggressivi l'un verso l'altro... E impossibile realizzare il comandamento: "Ama il vicino come te stesso"; una tale enorme inflazione di amore può solo abbassarne il valore, non liberare dalla difficoltà". (Il disagio della civiltà)

Per definizione le cose facili,  non sono problemi. Chi è di noi che considera un problema es, cambiare un rubinetto? Uno che non ha conoscenze di idraulica. Così per un masochista o un narciso o un sadico e ci metto pure me così non faccio torti a nessuno, il problema non sussiste in merito al loro atteggiamento. Il problema è degli altri. La reazione, quando si "attacca" qualcuno, è subito per difesa e molto più spesso, si attacca per prevenire. Non esistono a mio parere persone del tutto "sane". La perfezione non esiste e se anche fosse possibile, dovremmo avere un sistema educativo perfetto.


Esiste storicamente una persona a cui tutti facciamo riferimento in quando a sadismo: Alfonse Donatien De Sade appunto. Qualcuno si è mai letto "Le 120 giornate di sodoma"? Prego, fino a che rimane on line, potete scaricarlo. Dal punto di vista del divin marchese, tutto è concesso pur di trarre piacere. L'ego è il tutto, gli altri, niente. La loro vita: niente, i loro sentimenti: niente, il loro piacere: niente. Semplicemente non esistono. Non fanno parte del gioco, sono solo gli strumenti del gioco. Pur ammettendo di abbassare drasticamente i limiti e non ammazzare o squartare nessuno, chi di voi trova volontari in una situazione del genere? :)
Visto che ho fatto tanti esempi sul paracadutismo. "Voi" siete il paracadute, l'aereo, il casco, la tuta. Una volta trovato qualcosa di meglio, via. Detto questo e li mi sono sempre fermato, oggi posso girare la medaglia. E se il "problema" non fosse il paracadutista che usa le attrezzature ma invece le attrezzature ad usare il paracadutista. Finiti i lanci, uno novo. Ecco perché è qui che siamo.
Le cose non hanno anima, non possono "sentire" un legame, appartenenza, amore, sentimento, empatia. Possono solo semmai godere del momento. Fanno le lusinghe al tipo che si lancia perché le scelga poi magari trovano uno più bravo (si trova sempre, nessuno è migliore di un altro), 


Nel mio caso che sono un uomo, le attrezzature hanno spesso questi requisiti:
 - Sono di età compresa tra i 35 e i 50. quelle sotto sono ancora troppo superficiali.
 - Hanno una vita sessuale che decisamente si potrebbe migliorare. Alle volte sono dotate di corredi di giochini molto vasti ma che non sanno usare.
 - Non vogliono compromessi. Devono salvaguardare il non rapporto che hanno con il partner, ma nello stesso tempo cercano una storia profonda senza mettercela. Perché il legame lo cercano, l'appartenenza pure ma è come cuocere una torta senza accendere il forno.
- Fanno di tutto per arrivare ad ottenere quello che vogliono. Dicono, poi negano, poi scappano, poi ritornano (alle volte, rare ma capita).
- Dal punto di vista di una donna credo che ci sia anche un problema di lumaconi. Insomma, gli uomini sbavano con meno vergogna delle donne ma alla fine la sostanza è la stessa. Mentre scrivo il post, sto appunto chiacchierando con la collaboratrice tipamica dei lumaconi e via così. Spesso i post li scrivo proprio perché sbatto contro alla situazione e mi viene da rifletterci.

Così parliamo tanto e tanto di bdsm e sadomasochismo e tutti si ingegnano a dire cosa NON sia. Sbagliando magari, torno alle definizioni di Reich.

  1. Una sensazione soggettiva, cronica di sofferenza;
  2. Tendenza a lamentarsi;
  3. Tendenza cronica all’autolesionismo;
  4. Tendenza cronica all’auto-umiliazione;
  5. Intensa mania di tormentare gli altri, provocazioni infantili continue per farli esplodere, cosa che produce poi la distensione;
  6. Comportamenti maldestri, senza tatto ecc.;
  7. Percezione non piacevole dell’aumento dell’eccitazione sessuale, come base caratteriale specifica del masochista;
  8. Atteggiamento spastico molto accentuato, sia psichico che genitale. Inibisce immediatamente e continuamente ogni sensazione seppure accennata di piacere, trasformandola in dispiacere;
  9. la sensazione di sciogliersi è vissuta dal masochista come l’arrivo di una catastrofe punitiva; l’essere picchiato, quindi, diventa lo strumento della distensione agognata, che è vietato raggiungere con altri mezzi, egli, in tal modo, si discolpa dell’accaduto, cioè la distensione sessuale, di cui è invece colpevole la persona punitrice.

Ci ho messo i numeri perché visto che il genio è lui e non io, mi domando perché tutto torna da uno a 7 ma i punti 8 e 9 spariscono. Tutto sto casino per arrivare a cosa? Sempre a capire. Lo "sciogliersi" è fondamentale, è l' "abbandono" e ci si arriva dopo qualche incontro senza troppe difficoltà nella maggior parte dei casi. C'è un 10-20% che non si smollano manco con il dolore. Cercano il piacere e lo esaltano e anzi, è li che puntano. A godere come non mai. E' quindi una falsità come tante e troppe in questi individui dichiararsi "masochisti" o piuttosto l'ennesimo comodo per raggiungere il piacere?
Così come il sado mascochismo di De Sade è cambiato nel corso del tempo e che alcune cose non sono più "accettabili", ve ne sono altre e più distruttive che noi lasciamo correre in modo impuntito.
Ecco cosa non mi torna oggi e non mi tornava ieri. Ragioni secondo schemi anche se labili e volubili che non sono fissi nel tempo ma che fanno ai cozzi con la realtà che hai davanti. Capisco pure la ricerca di alcuni soggetti del 24/7 che li fa sentire sempre sotto una figura autoritaria che decide per loro. Spesso sono infatti incapaci di avere "coerenza" nelle cose che fanno e non è un caso. E' una ricerca spasmodica di quello che spesso non sanno manco loro cosa sia. Il non accontentarsi o per meglio dire, il non avere pazienza proprio di uno stato d'amino conflittuale ed insicuro. Vi consiglio pertanto di tornare indietro nel blog all' "Esperimento di Milgram". C'è un'altra nota del punto sei che va in contrasto ed è li che si insinua l'accondiscendenza. Quel loro fare alle volte un po' strambo, viene compensato da azioni accondiscendenti senza "limiti" e che sono la loro base per essere accettati. Legasi nei due sensi!!!

Concludo con la prefazione sul libro "L'arte di Amare" di Erich Fromm e di cui metto il link (anche questo fino a che dura), scaricatevelo. :)

Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva ...
La maggiore conoscenza
è congiunta indissolubilmente all'amore ...
Chiunque creda che tutti i frutti
maturino contemporaneamente come le
fragole, non sa nulla dell'uva.
Paracelso

Anilingus


Oggi come al solito sono incappato in qualcosa che ha stimolato la mia curiosità. Sono come al solito incappato in una discussione tra amici e mi sono messo a cercare. Mi pare chiaro di cosa, la "vecchia" leccata di culo. Per chi legge da tempo il blog avrà certamente capito che è una cosa che mi piace sia nel dare che nel ricevere ma cercando qualche bella immagine prima e qualche video poi, non potevo non metter l'occhio sul "quid". Cercando immagini di uomini che fanno l'anilingus alla propria compagna si trova poco ed in assoluto nessuno di una donna che lo fa al proprio uomo mentre di foto del genere e tendenzialmente tutte di bassa qualità (porno sciatto per intenderci), se ne trovano a dozzine di coppie gay al maschile. Nei video invece se ne vanno per la maggiore il lesbo. pochi di lui che lo fa a lei, impegnai come sono a darsi una sbrigata ed infilarci l'uccello e due, udite, udite di donne che lo fanno al proprio uomo in un tanto ipotetico rapporto bdsm. I due miseri video in questione sono questi due qua di soli due minuti probabilmente estratti dal altri video completi che con il bdsm hanno solo l'abbigliamento.
Chiaramente mi domando del perché di questa cosa. A me pare una cosa parecchio naturale, dare e ricevere certe intense sensazioni non dovrebbe essere legato a stereotipi del tipo ai master sta cosa fa schifo quindi non vi sono video mentre dalle signore miss, la cosa viene profondamente apprezzata. 

Preconcetti nei preconcetti?
Mi pare così assurdo ma nel mezzo ci metto anche un sacco di "amiche" che mi dicono che da sottomesse, fare questa cosa piace anche tanto ma che da molti "master" non viene accettata. Bah.. in natura è uno dei maggiori modi per dimostrare la propria sottomissione quindi mi domando il perché. Non abbiamo coda quindi non possiamo manco farla mettere tra le gambe a qualcuna e mi risalta sempre in testa la stessa cosa. Ma che diavolo combinano gli altri tra le quattro mura dell'intimità? Non so quanto e come apprezziate voi questa cosa ma ripeto che l'ano dilatato della vostra partner e la lingua in profondità, è uno de piaceri più intensi che si possa provare. Qualcuno è meno master se si ritrova un metro di lingua su per il culo da parte della propria compagna si? Sei meno master se sta lei sopra e ti scopa la lingua con il lato b perché nel caso la cosa dovrebbe dipendere dal carattere e non dalla praticità di una posizione :)








mercoledì 22 giugno 2016

Ecco

Per quel che  mi riguarda potete anche andare a farvi legare tipo Calvi...


Dolore e tecniche rischiose concludiamo la cosa

Ho fatto una cazzata. Ho pigiato pubblica senza mettere il titolo :P.
Giorno Mastro!!! Ehhhhhhhhhhhhh capita. D'accapo che mancava pure qualcosa.

Bon, ce l'ho un bel sito dove si parla degli effetti dell'adrenalina e siccome portarlo qua non sarebbe molto pratico, vi metto il link.

E ci ritorno su sta storia del rush adrenalinico ed endorfinico.
Avete paura, vi vengono i tremori e vi bloccate. Tremori incontrollati, visioni alterate ed alle altre volte la classica cagata addosso. Tutti effetti dell'adrenalina.
Si dice che anche tra alcuni soldati professionisti, ci sia qualcuno che ne cerca il rush. La prima volta che si ha paura, è solo terrore poi i tremori passano e si vive la parte "migliore" dell'effetto di quest'ormone. L'euforia, il sentirsi invincibile, l'effetto di sentirsi tremendamente vivo e vitale. L'apprezzare quello che si è fatto con emozione, il cuore che batte forte e tutto va a mille.
Chi è che dopo un incidente di auto magari non ha detto cose del tipo: "non mi sono mai sentito così vivo?". Ecco, è tutto dovuto a questo.
Oddio, seguito ad esporre la cosa da profano, quindi cercate in rete oltre ai link che vi metto e chiedete veramente al vostro medico che cosa succede con un rush di adrenalina e/o di endorfine. Di sicuro ve lo dice in termini medici e con la sapienza di chi ha studiato ed è preparato anche a spiegare oltre che ad affrontarne gli effetti nei pazienti.
"Se paura non c'è, bisogna abilmente crearla". Quante volte l'avete sentito dire, mai? Ebbene, era (ed è), una "sana" regola. Porti tizia in un agriturismo isolato, tu sai che il proprietario ha qualche auto che lascia li. Prima di scendere la fai spogliare completamente e la porti in camera/appartamento. "Sai ci sono ospiti, forse sono pure in attesa di te."
Il gioco è sicuro, la pulzella avrà solo paura ed abbiamo stimolato emozione. E' solo uno dei tanti che vanno dalla stimolazione visiva alle situazioni create ad arte. Il dungeon che cos'è alla fine? Non è solo un posto dove scopazzare e giocare allegramente, ma è anche un posto dove "fai sentire", la pulzella tra le tue mani, completamente impotente. La leghi, la immobilizzi, gli fai tutto quello che ti pare (come modo di dire), mentre è inerme tra le tue mani.

Funziona? Si che funziona. E' l'apoteosi del BDSM ma quando si verifica questa situazione? Intanto nel primo periodo. Un nuovo partner deve conquistare la sua fiducia e questo genera timore. Quando l'ha fatto, vi rimarrà solo il gusto della novità di una situazione perché la fiducia diventa totale. Insomma se vivete insieme a qualcuno/a e ci crescete di giorno in giorno, cosa c'è da nascondere se non impazzisce? Dopo qualche mese saprete anche quanti peli ha sul culo e Piccoli pezzi di emozione vengono persi per strada. Il compagno che torna dal lavoro suppergiù al vostro orario o con un'ora di comporto, come vi prepara un'eventuale sorpresa? Esce di casa, va in terrazza, telefona all'amico con l'agriturismo, si fa portare una croce di sant'andrea e la nasconde in garage mentre voi state preparando cena e lei vi strilla contro: "E sbrigati che è quasi pronto, lumaca!" :)
Siamo realisti. L'incontro saltuario a distanza di tempo ti fa dimenticare quanti peli hai sul culo, ti lascia il tempo per preparargli la sorpresa, ci vai e vi vedete quando siete in tiro, quando la voglia già di per se produce una scarica ormonale alta e che non conoscete a fondo, un piccolo dubbio vi rimane sempre e tutto diventa: "booom", siamo alle stelle.


Adesso cominciate a capire la differenza tra una coppia fissa che dicono fare bdsm ed una coppia "saltuaria"? Si, fanno entrambi bdsm ma per la fissa è come buttarsi col paracadute dal II gradino di casa. Qualcuno dirà che forse l'esempio è troppo marcato. Seguito a ripetere che lo vedo succedere tutti i gironi e l'ho vissuto senza preconcetti nella mia vita.
Alla fine "si mette la testa a posto". Diventa tutto normalità. Si appiattiscono le cose. Si perde quell'emozione che invece dovremmo sempre riuscire a stimolare. Poi, che questo sia discutibile o solamente un'opinione è pure palese ma che ha delle ragion d'essere. Per concludere e rispondetevi da soli. Cosa vi fa più effetto, la vostra compagna che la vedete vestirsi in "tiro" o quella in tuta da casa e sempre tra le due, quella che è sempre costantemente in tiro o quella che vi stupisce con un abito e/o un'abbigliamento inaspettato? C'era un proverbio che recitava: "Chi  è bello sempre, non è bello mai". ;)


Infine ed è quasi una nota tecnica. Ho preso di bischero per via del Nawashi, poi avevo ragione. Quando ho pubblicato l'ejaculazione femminile approfondendo il discorso e non la vecchia pisciata di Cicciolina, ho ripreso di bischero e ieri un'amica ha scritto: "E diciamolo....una schiava che non ama il pissing lascia il tempo che trova. E' un pò come una schiava che non vuole essere segnata." La stessa cosa vale per il figging, per il pompino con il massaggio prostatico e per tante altre cose. Ecco. Questa cosa vi dovrebbe insegnare qualcosa che va al di la di una posizione spesso letta da molti. Qui non è una gara a chi fa meglio o chi sa di più o chi è più bravo dell'altro. E' di nuovo solamente condivisione di esperienze e vedo che vi sono servite. Non affrontate questo blog con un partito preso ma piuttosto come una considerazione. E' vero, lo scrivo per me e mi serve per riflettere su quel che succede ma lo condivido con voi perché sia di spunto e che qualcuno possa arricchirlo, anche in privato. Tanti non vogliono apparire, si sà. Se vi parlo di dilatazioni rifletteteci su. Una possibile fine è quella della foto accanto perché si invecchia, i tessuti si rilassano e comunque chi lo fa si spinge sempre un tantino oltre. Questa storia del bdsm dove volete provare di tutto è pure giusta ma sappiate dove potete cadere ad ogni pratica nel corso del tempo. Non serve avere ragione, "quella la si da ai Bischeri" che pur avendola ci hanno rimesso capra e cavoli.
Sta storia del dolore e delle dilatazione e del volere a tutti i costi mettersi in situazioni spiacevoli nel corso del tempo è il FILO CONDUTTORE di tutto quello che ho scritto. Non ci scherzate.

http://www.pharmamedix.com/principio.php?pa=Adrenalina



Verifica dei links - comunicazione di servizio

Tutti i links alla pagina Tecniche che ho già descritto nel blog Funzionano regolarmente.
Se trovate qualcosa che non si apre, siete pregati di dirlo che provvedo alla correzione. Grazie della collaborazione sempre che... collaboriate :)

Anche le altre pagine adesso vanno :)

Partners nocivi o...

Seguito a scrivere di devianze caratteriali e cerco nel mentre, di capire anche dove mi trovo io. Facile "assalire" il prossimo e sentirsi sopra agli altri.  Il punto è che non mi sento sopra agli altri.  Avrei tanto voluto essere un normale cretino ma non lo sono. Magari domani se ne esce uno che mi dirà che la solitudine derivata al fatto di non essere capito dalla maggior parte del mondo, m'ha portato di qui o di là. Francamente non lo so. Sto cercando di tirare qualche esperto qui dentro ma pochi, se non  nessuno, vuole apparire in un blog per soli adulti. Quindi sarà dura. Nel frattempo mi barcameno tra un post e l'altro cercando di capire il tutto ma mi rendo conto che mi muovo su un territorio sconosciuto e cerco informazioni per colmare un Gap che mi infastidisce. Non sopporto,  se posso dire così,  non sapere le cose. Ho una testa e mi piace usarla spesso in modo non convenzionale. Mi pare che questo genere di post piacciano pure a voi visto come li assalite.

Nel nostro "mondo" credo possano manifestarsi due tipi principali di personalità devianti: psicopatici e masochisti. Possono le due cose "convivere"? Gli scritti principali su psicopatia e narcisismo da quello che ho capito, sono di Alexander Lowen e ne ho pubblicato già un estratto.
Ci sono delle certezze in tanti comportamenti o per meglio dire, dei comuni denominatori:
c'è la metodica capacità di taluni nel dire cose e fare affermazioni o ancora,  prendere impegni, fare dichiarazioni vincolanti che non dovrebbero essere contraddette. Eppure lo fanno. Un qualsiasi minuto secondo dopo, secondo il loro personale giudizio, negheranno di aver mai aperto bocca. Anzi, è sempre l'altro a non aver capito un cazzo.  Sono dei "semplici" bugiardi prologici come li definisce George K. Simon? Secondo lui "è possibile identificare due obiettivi principali dietro l’utilizzo della bugia:
– prevenire qualcosa che desideriamo non avvenga.
– aiutarci ad ottenere qualcosa di desiderato ma che non sarebbe ottenibile in maniera onesta (un esempio è quando si mente ad un test)."

Se l'intento è solo trombare e divertirsi, allora è innegabile che si possa farlo anche senza la menzogna.  Simon continua: "Alla fine di una relazione le vittime di questi comportamenti ambigui arrivano a chiedersi come hanno fatto a farsi ingannare per così tanto tempo. Le tipiche domande possono essere: il mio partner era realmente differente all’inizio ma è cambiato per qualche ragione sconosciuta? Ero così affascinata/o dal mio/a partner da non vedere la verità? Ma la cosa che tengono in considerazione è che alcune persone di natura non permettono a loro stessi quella vulnerabilità che potrebbe derivare da una relazione di pari livello.
Sfortunatamente queste vittime, quando realizzano di essere state raggirate, si imbattono in vissuti di vergogna, colpa e mettono in discussione di continuo la loro abilità nel giudicare correttamente le persone per quello che realmente sono. Superato questo momento queste persone arrivano poi a capire la natura del disturbo e accettano il fatto che semplicemente alcuni individui mancano della capacità, o della voglia, di relazionarsi sullo stesso piano di eguaglianza con gli altri; sebbene situazioni più rispettose possano portare queste “vittime” a riguadagnare un senso di integrità personale e di rispetto per se stesse.
Il punto però che la menzogna non copre tutto l'ampio ventaglio di comportamenti che mettono in atto. Uno così in effetti capitò non tanto tempo fa ad un'amica e che raccontava panzane talmente assurde da essere poi beccato in flagrante. Inaffidabile e basta. Per tutto il resto, una persona "normale" se accettabilmente la si può definire tale.Il tipo è in fondo una una mosca bianca. Tutti gli altri, di tutti i sessi e le età, non si   limitano alla bugia.

In psicologoinrete.com si legge: "Il bugiardo patologico è in genere manipolativo, autocentrato e ben poco empatico rispetto alla dimensione psicologica delle altre persone."

Leggendo quel bell'articolo, sembrerebbe che si tratti "solamente" di partner nocivi ma di nuovo, non basta. Sono egocentrici,  privi completamente di empatia, non gli frega assolutamente niente dell'altr* se non per quello che gli viene dato, fintanto che gli piace o gli fa comodo e questo è proprio della personalità narcisista. Adulano, compiacciono,  accondiscendono per poi di nuovo, passare di punto in bianco a comportamenti che definirli strambi è poco. La tipamica diceva dello: "Scendi" ed io seguito ad aggiungerci un:  "Chi sei, che vuoi da me ma chi ti conosce" per poi passare alle volte ad un "Che fai, ci vediamo?" Se parlano, dicono di se e spesso di cose banali altrimenti si scordato anche il tuo nome per riapparire magari dopo un po di tempo, come se niente fosse accaduto.

La domanda spontanea che mi viene alla mente in questo momento è del perché in questo "mondo" vi siano così tante persone con queste devianze caratteriali.  La prima risposta che mi do è che è molto facile per "cose" così, nascondersi in quest'ambiente dove trattare i sottomessi come una cosa e con distacco è apparentemente il modo di fare comune e costante.
Tornando alle mie esperienze all'estero, questi modi non sarebbero MAI stati tollerati se non durante una session anche e proprio per evitare ogni forma di abbruttimento dell'umanità della coppia sadomaso. Il SM senza "Appartenenza e legame", sarebbe un guscio vuoto. Senza lealtà e rispetto non può ragionevolmente esistere né appartenenza e né legame o per meglio dire, un sano rapporto tra due (o più persone), a cui piace vivere situazioni estreme a letto.
Così come da tempo dico,  penso e magari mi sbaglio di nuovo non so, che il primo compito di una onesta divulgazione non sia solo presentare ed aggregare ma fare pulizia da persone di ogni sesso ed età che abilmente si mascherao nei ruoli pur di appagare i loro desideri.

Qualche anno fa pubblicai qui nel blog questa foto ed il suo relativo messaggio. Andare oltre alla fisicità:
Oggi devo dire con profondo rammarico, che questo non basta. Insieme alla capacità di pensare,  valorizza quanto è come sei in grado di amare e di rispettare il partner


martedì 21 giugno 2016

Zen

Borobudur Jakarta

come un bel fiore smagliante privo di profumo, altrettanto belle ma prive di frutto sono le parole di colui che non agisca conforme a loro. Budda.


lunedì 20 giugno 2016

domenica 19 giugno 2016

Psicopatia e sociopatia. Violenza mentale e fisica in generale.

Magari da oggi vedrete l'arroganza
in un'altra luce. Chissà.
Intanto l'ultimo post è dato dall'attività di una pagina, creata per sensibilizzare la violenza sulle donne. Se non mi sbaglio l'altro giorno al tg dicevano che sono 50 le donne ammazzate dall'inizio dell'anno. Non ricordo se nella statistica ci fosse anche qualcuna che è stata "solo" danneggiata francamente ma non importa alla fine.
La violenza di per se è qualcosa da condannare e sempre con l'amica che mi ha segnalato la pagina di Facebook: "Non ero io" parlavamo che sarebbe stato meglio dedicare la pagina a tutte le forme di violenza e non solo quella fisica. Non ho il badge della pagina, quindi se ci andate, volentieri premete mi piace e diffondete il lavoro altrui sulla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ne sarei molto felice.
Visto che questo "lavoro" già lo fanno anche gli altri che stimo, seguito a volermi concentrare anche sulla violenza psicologica e sugli abusi che ne derivano. Credo e rimane una personale opinione, che il gesto sia "figlio" della mente e che in uno stato che si professa "preventivo" e non "punitivo", sia importantissimo sensibilizzare su tali aspetti e che magari, intervenendo a tempo, si evitino azioni e reazioni poco edificanti.

"Con tutto il rispetto per le vittime di questi feroci crimini e per le loro famiglie, va sottolineato che i media non parlano delle forme di “femminicidio indiretto”, quelle perpetrate ad opera di psicopatici invisibili, difficilmente riconoscibili, ma non per questo meno pericolosi, che invece di dar fuoco alla vittima la annientano psicologicamente, poco a poco, provocando in lei serie somatizzazioni, lo sviluppo di patologie importanti, talvolta mortali, o istigandola al suicidio. Non è femminicidio anche questo?" 
https://relazionipericoloseblog.com Ed io direi "Umanicidio" in generale. Le vittime di violenza sono sempre trasversali.

Ora, l'avere un fucile, non significa di sicuro che qualcuno ha intenzione di usarlo contro altre persone. Magari ci va al poligono e spara alle sagome e si diverte come un matto. Così, prima di proseguire il discorso, un introduzione per capire meglio la mentalità psicopatica (così imparo pure io). Pssss... non sono un medico, ribadisco di aver studiato un po' di psicologia per cause di forza maggiore ma non ho né gli attributi, né i titoli per essere preso alla lettera. Si tratta quindi di articoli da leggere e magari discutere per sensibilizzare e li si fermano. La solita occasione per introdurre e poi magari approfondite per conto vostro in siti o con persone con la qualifica adatta.

Introduzione:
Da Leggilo.net
"Tratti di uno psicopatico
La psicopatia potrebbe essere correlata a differenze fisiologiche nel cervello: la ricerca ha mostrato, infatti, che gli psicopatici hanno delle componenti cerebrali sottosviluppate, le quali sarebbero responsabili della regolazione dell’emozione e del controllo degli impulsi. Gli psicopatici, in generale, hanno difficoltà ad instaurare legami d’attaccamento di tipo emotivo con gli altri, ma creano relazioni artificiali, superficiali, pensate affinché ci sia un beneficio per se stessi. Infatti, le persone sono viste come pedine da usare per raggiungere i propri obiettivi. Costoro, infine, raramente si sentono colpevoli per il loro comportamento e non importa loro quanto hanno ferito gli altri. D’altro canto, spesso gli psicopatici possono essere visti dagli altri come affascinanti e fidati, come persone che hanno lavori costanti, normali. Alcuni hanno famiglie e relazioni d’amore con un compagno. Anche quando cercano di essere ben educati, possono aver individuato un grande guadagno per loro stessi.

The Jocker
Tratti di un sociopatico
I ricercatori pensano che la sociopatia sia il risultato di fattori ambientali, come l’allevamento di un bambino o di un ragazzo in un contesto familiare negativo, caratterizzato da abusi fisici, emotivi o traumi durante l’infanzia.
I sociopatici, in generale, tendono ad essere più impulsivi ed imprevedibili nel loro comportamento. Anche se hanno difficoltà nel formare un attaccamento con gli altri, alcuni psicopatici possono essere capaci di instaurare un legame con un gruppo o persona della stessa opinione. Diversamente dagli psicopatici, molti sociopatici non hanno lavori a lungo termine o non presentano una vita familiare normale. Quando un sociopatico assume un comportamento criminale, lo fa in maniera impulsiva e largamente non pianificata, con poco riguardo per i rischi e le conseguenze delle loro azioni. Costoro, inoltre, possono facilmente diventare agitati ed arrabbiati, il che risulta, qualche volta, in scoppi violenti. Questi tipi di comportamento aumentano le possibilità che siano arrestati." Da "Psicologi italiani"

Da https://relazionipericoloseblog.com/2015/10/07/le-emozioni-dello-psicopatico-cosa-e-capace-di-sentire/, Dangerous Liaisons & The Seducer. Il blog italiano di Claudia Moscovici. Vi consiglio anche qua di leggerlo tutto.
"Immaginate una persona che non riesce a mettersi nei panni degli altri e non è in grado di sentire alcuna emozione in modo profondo; un individuo tormentato da noia ed irrequietezza e che si gratifica imbrogliando, manipolando e controllando il prossimo; un uomo che può fingere rispetto o gentilezza ma che fondamentalmente guarda gli altri con disprezzo, come se fossero oggetti da usare per solo divertimento o soddisfazione temporanea; una persona che soffre di un incurabile e assoluto egocentrismo. Nemmeno un quadro così misero riesce a fotografare la povertà emotiva degli psicopatici. Può descrivere cosa non sono in grado di sentire ma, per riuscire a capire come e perché questi individui sono spinti a ferire gli altri, bisognerebbe capire cosa invece sentono. Una cosa è certa: non sopportano la solitudine. Come noi tutti non potremmo sopravvivere senza cibo ed acqua, così, a livello emotivo, loro non possono sopravvivere senza vittime. Ovviamente l’amore viene da loro guardato con disprezzo. Considerano le persone che stanno in coppia in modo onesto e premuroso come imbecilli e buoni a nulla. Dal momento che non sono in grado di provare amore, e nemmeno di comprendere il significato dell’onestà, considerano la moralità una forma di debolezza. Deridono gli esseri umani che provano emozioni ma, allo stesso tempo, non possono fare a meno di nutrirsi dei reali e più profondi sentimenti di chi sa amare: in altre parole, delle persone che loro usano, sfruttano, feriscono e con cui giocano e a cui mentono. Gli psicopatici sono spesso predatori sessuali ma, ancor di più, predatori emotivi. Ciò che vogliono va oltre il desiderio sessuale del corpo delle vittime: sentono piuttosto il bisogno di appagare la forte voglia di far male e di affermare il proprio senso di superiorità; lo fanno possedendo gli altri e devastandoli interiormente ed esteriormente, nell’anima e nel corpo. La loro struttura emotiva è come un’idrovora che succhia energia agli altri. Ecco perché gli psicopatici sono dei veri e propri vampiri umani, non meno pericolosi di quelli dei cartoni animati. Il repertorio emotivo di questi signori non è solo carente di empatia. E’ assente, infatti, la capacità di provare qualsiasi emozione che richieda padronanza di sé e consapevolezza psicologica. Quelle provate dagli psicopatici, infatti, sono “proto-emozioni”, tanto intense quanto brevi e, comunque, non meno dannose.

Lo scritto da: Comportamento psicopatico e personalità psicopatica (Alexander Lowen). L'articolo qui riportato non vuole essere una trasformazione o la modifica del significato originale ma semplicemente un estratto di passi salienti e se vi interessa, potete di sicuro leggerlo nella sua interezza nel link che vi ho messo. Ho volutamente tralasciato i condizionamenti genitoriali, l'eccitazione sessuale ect., ect..

"...1′Associazione Americana di Psichiatria, per descrivere una persona che ha comportamenti irrazionali contro la società, ha sostituito il termine “psicopatico” con il termine “sociopatico”. Ma così facendo si escludono molti aspetti del comportamento psicopatico dal concetto di malattia emozionale. Tale comportamento, come vedremo tra breve, è un evidente disturbo del funzionamento mentale, come denota la parola “psicopatico”. Manterrò quindi il termine psicopatico per tale comportamento e userò “sociopatico” solo per descrivere un comportamento apertamente antisociale. Qual è il comportamento psicopatico? Ci sono alcuni aspetti ben conosciuti di tale comportamento, per esempio quando una persona mente continuamente mostrando di non avere alcuna considerazione per la differenza tra il vero ed il falso. Potremmo chiamare costui un mentitore psicopatico, intendendo che egli crede alle sue menzogne e che non sa distinguere il vero dal falso. Per lui vero e falso sono la medesima cosa, il che in realtà equivale a dire che tutto è una menzogna.
Non c’è nessuna verità e così egli non è cosciente di dire una menzogna, in altri termini potremmo affermare che il mentitore psicopatico crede a ciò che dice senza metterlo in dubbio. Un altro aspetto del comportamento psicopatico è la quasi totale indifferenza per i sentimenti e la sensibilità degli altri. Egli potrà fare o dire cose che feriranno un altro e tuttavia rimanere inconsapevole dell’effetto delle sue azioni. Potrebbe a ragione negare l’intento, ma va oltre e ne nega il significato evidente. Ci è anche familiare l’idea che la persona psicopatica non ha coscienza, non fa nessuna distinzione tra giusto e sbagliato, buono o cattivo. Di conseguenza, quindi, egli non ha nessun senso di colpa. Perciò in casi estremi lo psicopatico arriverà a rubare o a truffare, come se facesse la cosa più naturale. Certamente sa che rubare è sbagliato ma non vede il proprio comportamento in questa luce. A causa di queste caratteristiche della loro personalità, gli psicopatici possono notoriamente passare anche per brave persone. Possono farvi credere che ciò che essi dicono è vero, forse perché lo credono essi stessi, o perché non credono nulla. Possono convincervi della loro innocenza anche quando siete stati testimoni personalmente della loro azione scorretta. E possono sopraffarvi con la loro incredibile apertura. Così voi siete beffati. Un giorno vi rendete conto di essere stati incastrati e allora riconoscete l’altro come un truffatore, un ladro o uno psicopatico. Siete furiosi sia nei suoi confronti che nei vostri, dal momento che non avreste mai immaginato di essere così sciocchi.
...
Nella personalità psicopatica ciò che manca sono i sentimenti. Egli non prova quei sentimenti comuni che danno significato e direzione alla vita della maggior parte delle persone. Egli non sente alcun desiderio o bisogno degli altri e perciò non si sente respinto o tradito. Non sente la tristezza, quindi non puoi sentire nessuna rabbia reale. Non ammetterà nemmeno di aver paura: egli nega di aver paura. Si metterà spesso incautamente in situazioni pericolose, forse per provare a se stesso di non avere paura. È l’assenza di sentimenti che rende lo psicopatico inumano. In chiunque, nella misura in cui i sentimenti vengono a mancare, c’è una corrispondente mancanza di umanità. Tuttavia lo psicopatico può allestire una messa in scena di sentimenti che possono passare per autentici. Può apparire arrabbiato nel caso in cui la sua immagine sia attaccata o egli sia frustrato nel tentativo di proiettarla. Può apparire triste nel caso in cui la sua immagine sia respinta, ma cercate di farlo piangere e constaterete che la sua tristezza è solo superficiale. Le emozioni più profonde che provengono dall’intimo di una persona, come quella voce interiore che noi chiamiamo coscienza, sono tagliate fuori dalla sua consapevolezza.
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Uno psicopatico al 100% non ricorrerà mai a una terapia. Egli non presta fede né ha fiducia a sufficienza negli altri per chiedere a qualcuno di aiutarlo. Non possiede inoltre il senso di un’identità con altre persone e questa mancanza lo rende asociale. Uno psicopatico autentico è in realtà un sociopatico. Ha tagliato fuori se stesso da qualunque relazione significativa con gli altri e ha strutturato se stesso contro le persone e la società. Anche quando gli viene offerto aiuto egli lo stravolge per adattarlo alle proprie mire psicopatiche.
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Non essendo psicopatici puri essi sono soggetti all’ansia e alla depressione. La loro ansia deriva dal conflitto tra l’immagine e i sentimenti. Essi devono avere dei sentimenti altrimenti non potrebbe esserci l’ansia. La depressione è la diretta conseguenza del collasso dell’immagine o dell’illusione, ma questo può capitare solo quando l’immagine non domina l’intera personalità. Un altro disturbo che emerge è una mancanza di sentimento.
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La difesa psicopatica è volta a garantire che i sentimenti non raggiungano un’intensità tale da minacciare la sopraffazione dell’Io.
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Egli è in grado di provare solo dei sentimenti astratti a livello cosmico e diventare così un mistico. A questo livello può parlare di sentimenti ma sta parlando di astrazioni o di spiriti e non dei sentimenti dei comuni mortali la cui vita è una lotta per i piaceri semplici e la gioia di vivere. Questo è il risultato del fatto che lo psicopatico manca di senso d’umanità. A livello della sua psicopatia egli è inumano. Egli non può e non oserebbe mai mettersi nelle condizioni di un essere umano.
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Da Le radici in cielo 
Significa fondamentalmente essere debole in condizione di bisogno. Negli aspetti più importanti della vita, un essere umano è debole. Egli non ha chiesto di venire al mondo e non ha nessun controllo su quando morirà. Non può scegliere colei o colui di cui si innamorerà. Non è padrone del proprio destino. La sua debolezza è tollerabile poiché tutti gli esseri umani condividono lo stesso destino e ognuno ha bisogno degli altri per opporsi alle tenebre, per star lontano dal freddo, per dare un senso all’esistenza. Ognuno di noi ha bisogno degli altri per procurarsi la luce, il calore, l’eccitazione e la sfida. Solo all’interno di una comunità umana possiamo osare affrontare il terrore dell’ignoto. Rispetto a tali bisogni umani lo psicopatico non costituisce un’eccezione. Anche lui ha bisogno degli altri. Tuttavia non osa e non può riconoscere questo bisogno. È troppo pericoloso.
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Egli si propone come uno al di sopra degli altri dal momento che non ha bisogno di nessuno.
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non esistono psicopatici senza seguaci? La risposta è no. Lo psicopatico deve avere almeno un seguace, un fedele, uno schiavo: potrebbe essere la sua donna, la sua prostituta, il suo amante omosessuale. Ma deve sempre avere qualcuno che abbia bisogno di lui. Lui non può essere solo.
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Naturalmente il gioco regge fino a che il seguace non dice al leader: “Tu hai bisogno di me tanto quanto io ho bisogno di te, se non di più. Tu hai paura della vita e della morte tanto quanto me, se non di più. Sei così spaventato che non oseresti mai ammettere il tuo bisogno”.
...
Ci sono altri fattori che entrano a far parte dell’eziologia della psicopatia. Il bambino è soggetto a una considerevole manipolazione, che spesso arriva a un vero lavaggio del cervello, nella misura in cui i genitori o un genitore cercano di instillare nella mente del bambino un’immagine di come essi lo vogliono. C’è spesso nella famiglia una lotta di potere di cui il bambino è consapevole e in cui egli viene usato da uno dei genitori contro l’altro.
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Da cosa si riconosce uno psicopatico o un comportamento psicopatico? Questa domanda merita qualche osservazione. Collegata a questa domanda ce n’è un’altra relativa a coloro che da lui si fanno ingannare, alle sue vittime, ai suoi seguaci. Chi si fa irretire dallo psicopatico? E come mai ci sono persone così vulnerabili? Ho parlato dello psicopatico come di una persona che fa promesse non intenzionato a mantenere. Questo significa che così facendo perde la sua integrità. Ho notato che il problema di base non è l’incapacità di sentire o di avere sensazioni fisiche, ma la negazione del corpo, dei sentimenti e delle sensazioni. Naturalmente la negazione dell’Io rispetto alla funzione percettiva crea una mancanza di sentimenti a livello percettivo, ma tale mancanza è diversa da quella presente nella condizione schizoide. La negazione da parte dell’Io è una condizione patologica nell’apparato psichico, il che giustifica il termine “psicopatico”.
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Da Le radici in cielo 
Altre due funzioni fisiche sono disturbate in modo tipico. In primo luogo la genitalità. Essa non è connessa alla sessualità del corpo, che resta tagliato fuori da qualsiasi sentimento di amore. Per questo motivo lo psicopatico non conosce la differenza che passa tra fottere e fare l’amore, proprio come non conosce la differenza che c’è tra mentire e dire la verità. Reclamerà che non vi è alcuna differenza perché davvero egli non la può percepire. Non sto condannando l’individuo che fa del sesso senza amore o per lo meno non più di quanto biasimo una persona che mente. Ciò che voglio sottolineare è che è proprio dello psicopatico non riconoscere e non sentire la differenza.
Devo fare una nota: ho sempre detto che per me scopare e fare l'amore sono la stessa cosa. Non perché non riesca a distinguerle ma perché fare del buon sesso, non solo ci vuole sentimento ma anche fantasia e pochi "limiti". Fare l'amore nel senso più tradizionale del termine è la base, la parte fondamentale di un rapporto qualsiasi esso sia. Fare l'amore riporta le persone alla realtà, al concetto di sano sesso, di dolcezza, di rispetto, di rispetto di integrità. Non conoscendo fino a qualche mese fa questo genere di patia, mi fa piacere aver imbroccato la strada giusta e che le basi, non erano e non sono del tutto sbagliate. Però è bello imparare.
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Precedentemente ho detto che lo psicopatico non vi vede. Siete solo un’immane nella sua mente. La sua percezione visiva è intatta, così la vostra immagine viene registrata nella sua retina. Ma vedere è molto più che la registrazione di un’immagine. È una funzione sensoriale che significa che egli ha la sensazione di voi. 
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A livello psicologico la mancanza di integrità è riflessa nella mancanza di principi morali. Nella nostra attuale cultura un’espressione come “principi morali” può sembrare fuori moda e connessa a una mentalità autoritaria. Nella nostra ribellione contro principi imposti, ci lasciamo sfuggire che ci sono dei principi naturali. La sincerità è uno di questi principi. I bambini piccoli sono naturalmente sinceri. Nessuno glielo ha insegnato. Più tardi impareranno a dire bugie ma si può sperare che non perderanno la capacità di distinguere una menzogna da una verità. E si può sperare che si atterranno al principio che l’onestà è la miglior politica.
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Si può dire quindi che lo psicopatico è una persona senza principi. Questa è la natura essenziale della sua struttura caratteriale. Il corollario di questa considerazione è che ogni persona il cui comportamento non è governato da principi morali interni è uno psicopatico. Non vorrei esagerare affermando che un bambino in questa situazione può essere visto come un piccolo dio. Ed è possibile anche che sia stato davvero adorato come un dio dal proprio genitore, che però lo ha anche usato e ha abusato di lui. Questo modo di vedere lo psicopatico probabilmente vi sorprenderà, ma osserviamo queste analogie: un dio non può commettere errori, non ha coscienza, non crede ad altro che a se stesso, un dio è al di sopra di ogni considerazione di giustizia ed errore, verità e menzogna. È al di sopra delle debolezze e della vulnerabilità umana. Proprio come lo psicopatico. Non ha bisogno degli altri, sono gli altri ad aver bisogno di lui. È onnipotente, proprio come crede di essere uno psicopatico.
...
E mi stupisce molto che nella nostra cultura ci sia qualcuno che non ce l’abbia. Alcuni lo ammettono apertamente. Essi vogliono essere trattati da me come persone speciali. (Basta farsi un giro per facebook.)
...
Una donna, per esempio, una volta mi disse: “Ho sempre pensato di essere speciale. Mi è sempre stato detto che avrei potuto ottenere tutto ciò che volevo se mi fossi impegnata duramente, e io mi sono convinta di ciò. Non è forse questo lo stile di vita americano? Sono riuscita a ottenere molto, ma ciò non ha funzionato per ciò che concerne l’amore e la sessualità". Una volta invece uno psichiatra mi disse: “Per me essere speciale significa conoscere i segreti della vita delle persone, io sono seduto dietro le quinte come un regista o un produttore che sa tutto su ciò che accadrà”.
Le persone normali sono in contatto tra loro, appartengono alla razza umana, condividono le battaglie comuni, non sono sole. La persona speciale invece non è legata o vincolata a chi la fa sentire speciale. Questo diventa molto chiaro nel corso della terapia. Il bambino che non è stato speciale è libero. La persona speciale non solo sta appartata rispetto agli altri ma è al di sopra di essi. Ho già parlato precedentemente di quest’aspetto della psicopatia. Le persone comuni sono radicate nella realtà della vita. Mentre le persone speciali sono destinate a vivere in disparte un destino speciale, la gente normale ride e piange, prova dolore e piacere, conosce gioia e dolore. In poche parole essa vive la propria vita, mentre la persona speciale immagina la propria vita. C’è una qualità che associamo al termine “comune” e che manca nella persona speciale: il senso comune. È la mancanza del senso comune che rende la persona credulona, proprio come è la negazione del senso comune che spinge lo psicopatico a investire la sua vita e le sue energie nell’inutile tentativo di soddisfare un’illusione.
...
Lo psicopatico ha fama di essere un manipolatore. Tutte le sue manipolazioni e manovre hanno lo scopo di farlo apparire speciale agli occhi degli altri. Tutti coloro che manipolano gli altri hanno nella loro testa questa intenzione, e tutti coloro che hanno l’immagine segreta di essere speciali sono dei manipolatori. Fare promesse che non possono essere mantenute equivale a manipolare. Il campo politico è pieno di tali persone, oggigiorno. Ma anche il campo della terapia non è immune da tali elementi psicopatici. Tutti gli approcci che vi promettono di salvarvi, di soddisfarvi, di farvi realizzare, e così via, sono delle manipolazioni che hanno il fine di far considerare il loro promotore come un individuo speciale. Lui ha le risposte. Lui conosce il modo. Lui può dire o mostrarvi come fare. E le persone cadono in queste promesse perché sono smarrite e disperate; ma diventano preda di questa gente anche perché nel loro intimo si considerano anch’esse speciali. A loro non importa se altri su quella stessa strada hanno raccolto solo fallimenti. Loro si rifiutano di vederli. Credono che ciò che accadrà a loro sarà diverso perché sono speciali. 


fonti: http://www.angolopsicologia.com/2015/05/vampiri-emozionali-come-riconoscerli.html
http://www.lapersonagiusta.com/essere-felici/difendersi-seduzione-attrazione-uomo/
http://lamenteemeravigliosa.it/alcune-persone-mondo-gira-intorno/
http://lamenteemeravigliosa.it/si-relazionano-le-persone-manipolatrici/
http://www.benessere.com/psicologia/arg00/ricmor.htm
http://www.psicologi-italiani.it/psicologi/area-pubblica/saperne-di-piu-su-psicologia-e-psicoterapia/le-differenze-fra-la-psicopatia-e-la-sociopatia.html
http://artedisalvarsi.wordpress.com

venerdì 17 giugno 2016

Ho chiuso la mia porta al mondo

Ho chiuso la mia porta al mondo;
ho lasciato fuggire la mia carne nel sogno…
Mi sono chiuso dentro, magico, invisibile,
e nudo come un cieco.
Pieno fino al bordo stesso degli occhi,
mi illumino da dentro.
Tremulo, trasparente,
sono rimasto sopra il vento,
come un limpido vaso
di acqua pura,
come un angelo di vetro
in uno specchio.

(Emilio Prados)

martedì 14 giugno 2016

南無妙法蓮華経


Mi inchino al divino in te...

Un'altra persona se n'è andata pochi giorni fa. Un funerale buddista che ne ha lasciate molte altre attonite sia per il lutto stravolgente di per se e per la cerimonia. D'altra parte "buddista" è un universo intero e quando ho chiesto il "nome dopo la morte" per fare una tavoletta e beh, alla fine ho dovuto sorvolare.
Non importa. Tornerà in chissà quale forma o vita ma tornerà. Come ho già detto più volte, credo che alcuni animali che incontriamo e con cui condividiamo l'esistenza, abbiano un particolare significato o ragione di essere. Ci sono così tanti dettagli e casualità che è molto strano che si tratti solo di coincidenze. Credenze di cui non ho prove ma che di sicuro mi lasciano un po' perplesso e affascinato.

Già da qualche giorno avrete rivisto passare come autrice "Geisha rossa" che è già stata presente qua in anni passati. Poi si sa come vanno le cose e tanti post sulla tipamica sono per lei. Così che evitiamo dubbi e franitendimenti. Nel frattempo l'header è cambiato, si vede no? :)
Così nel caso, nel prossimo post in cui ho intenzione di parlare ancora di narcisismo visto che ne parliamo spesso e volentieri a telefono, magari si impara insieme a difendersi.

Volevate che parlassi di bdsm alla prima botta? :)
Naaaaaaa. :)