sabato 18 marzo 2017

Il nirvana ed il sadomasochismo tra le relazioni umane.

Bon, è una vita che chiacchiero di buddismo, di relazioni buddiste, di teste di cazzo, di relazioni tossiche, di roba da buttare, di gente che si fa male, di robe che non ci dovrebbero essere e chi ne ha più ne metta e manca ancora il fine ultimo di tutto ciò che è il nirvana o qualcosa che per lo meno ci si avvicina.

Per conoscere qualcosa in più in merito alla visione classica del nirvana nel buddismo, vi metto un paio di links che potete leggere e che vi daranno una spiegazione "storica" di questo stato di elevazione e di cessazione del dolore. Il primo link è quello più "papabile", il secondo link, quello più complesso.
Rimango però un po' "scettico" su alcune visioni estreme come ho già detto più volte, anche nell'ultimo post. Intanto un concetto di base che dovrebbe essere chiaro a qualsiasi bambino istruito ma che in realtà non lo è per molti adulti immaturi. Ogni cosa, fatta senza una filosofia e quindi uno scopo più alto, è qualcosa di inutile e vuota. L'attrazione per una bella topa o per un  bell'uomo, sono e rimangono semplicemente istinti primordiali e li finiscono.

Intanto il sesso è istinto e tale rimane, quello che ci viene messo dentro è qualcosa che eleva l'uomo sopra ad un semplice meccanismo ormonale/riproduttivo alla ricerca del puro piacere fisico. Crediamo in un anima? Si. Se non lo facciamo anche il nome "animali" dovrebbe essere sbagliato. Premesso che sia realmente impossibile tagliare ogni possibile ragione del dolore o di sofferenza, il nirvana "accettabile" è togliere quanto più possibile di ciò dall'esistenza terrena. Noi non potremmo mai smettere di avere fame, di avere bisogno di sonno, di sentire il caldo ed il freddo, di volere bere o anche toccare in ogni senso possibile. La solitudine non è, dal mio punto di vista una soluzione ma solo una possibile fuga. Noi siamo costruiti geneticamente per stare assieme. Da soli, impazziamo e alle volte ci mettiamo a chiacchierare con cose inanimate tanto per far capire cosa porta. L'isolamento anche nelle prigioni, è una delle cose più truci che si possano fare a qualcuno. Non paga, manco se è volontario.
Il vero, possibile nirvana è quello che ho scritto ieri e che è ben rappresentato dal video. Riuscire a trovare l'armonia e la pace con tutto quello che ci circonda e quello che c'è. Non seminare dolore ma dare amore. Non rifiutare le persone, ma accettale fintanto che ti accettano. Impara dalle diversità e arricchisci la "tua" armonia con punti di vista e pensieri diversi, il confronto è ricchezza non scontro. Cercare soluzioni non creare problemi, se questi si manifestano e lo faranno, fare di tutto per risolverli. Tentare non serve se non a fare esperienza ma è il riuscire che ha uno scopo ed è l'obiettivo.
"Ovunque tu vai, vacci con tutto il cuore" scrisse Confucio e possibilmente tienilo aperto a quanto detto sopra altrimenti sarà un cuore chiuso, impositivo, e non ricettivo. L'empatia è li. Date meno importanza a manifestazioni "pubblice" in cui viene gratificato l'ego e non l'anima se non evitatele quasi totalmente.

C'è un principio buddista anche in questo caso che prendo espresso dal medesimo filosofo e che non funziona: "Rispetta te stesso e gli altri ti rispetteranno." Non è assolutamente vero. Gli altri ti rispetteranno se capiscono il valore e l'importanza del rispetto. Quelli che scelgono di non fare male come primo intento. Poi c'è la reazione al male ricevuto che è un'altra storia. Ribadisco di nuovo il concetto che non è possibile non agire di forza nei confronti di ogni estremista egocentrico che oggi raggruppiamo in psicologia, nelle varie sfumature del narcisismo patologico. Prova a spiegare ad una roccia cosa sia l'amore e se questa ti risponde, avrai trovato una soluzione diversa.
Insomma, il nirvana per il mio modesto modo di vedere c'è se negli altri c'è nirvana, in quelli che accettano e credono che sia possibile un modo di vivere migliore che causare problemi agli altri. Questa è la ragione per cui ne parlo. Non vi aspettate risultati subito. Ogni mente ha bisogno di tempo per assimilare, ragionarci su, capire e reagire. I migliori risultati vengono sempre con il tempo sopratutto nelle relazioni umane.


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