mercoledì 5 luglio 2017

Da qui alle stelle (o si cambia una vocale)


Le persone non hanno sesso. I maschi e le femmine si. Gli uomini e le donne si. Quando nello zen parliamo di rispetto questo non si limita MAI ad un gruppo di cose o di persone. Non fa differenze di nessun tipo perché il rispetto e la cortesia (in cui questo è incluso),
non può esistere a metà.

O c'è o non c'è è semplice. Lo zen, il buddismo è una scienza della mente molto semplice in fondo. Noi occidentali costruiamo su ogni cosa dei grandi castelli in aria che regolarmente crollano mentre qua è tutto drammaticamente semplice.
Ci sei domani sera? Si, ci sentiamo/vediamo domani e poi quel domani uno dei due si è dimenticat@ o ha trovato di meglio da fare. L'importanza è relativa in merito, semmai si scoprirà con il tempo cosa sia più importante, mentre quello che noi consideriamo meglio, è immediato. Giudizio, spesso affettatto ed affrettato.
Così andiamo in giro con i telefoni che star Trek prima serie, gli fanno una semplice. Eppure nessuno o quasi ha tempo per scrivere un messaggio o uno vocale del tipo: "Stasera non ci sono, ci sentiamo domani, poi ti spiego". Così l'alt@ ha tutto il tempo per organizzarsi direttamente. E che ti fotte? :))))
Poi magari passano il tempo a scrivere e riscrivere cazzate sui vari siti della profondità dell'anima, di zen, di armonia... ok, io ci rido ma alle volte è patetico.
E' na roba bella, è come quella tizia che alla stazione dei treni trova la macchinetta che legge il futuro e ci inzuppa dentro un euro. Questa gli risponde dicendogli: "ti chiami Sara Andreoni, sei nata a Milano il 8/07/1974, abiti in via dei Fiori recisi, 47 e sei qua per prendere il treno per firenze, delle ore 10:30 e vai a divertirti".
"Cazzo" dice lei tra se e se, "ma come ha fatto"? e ci infila un altro euro. La macchinetta ricomincia: "Sara Andreoni, i tuoi figli si chiamano Stefano e Sonia perché in casa tua tutto deve cominciare con la esse. Ah, tua figlia sta per incontrare uno stronzo su un sito a tema ma tu devi prendere il treno delle ore 10:30 per firenze!!!"
"Ma porca miseria, ma guarda un po' o come fa questo a rispondere così e poi che deve fare mia figlia ora?" e ci rinfila un altro euro.
"Cara Sara Andreoni. tua figlia è un po' lasciva come te e certo che i siti sono pieni di questi "buffoni", tienila d'occhio. Però di dico che a forza di star dietro alle bischerate che dico, hai perso il treno delle 10:30!!! Vedi tu!..."

Ecco, uguale. Perché a firenze c'è uno che aspetta che arrivi su quel treno e tu ti sei scordata di avvertirlo, di fare quello che dovevi. La macchinetta mica ti ha detto di tornare a casa subito che tua figlia è in pericolo, ma tu ci hai letto esattamente questo. Non va, non può andare. Non è Mastro che ha sempre ragione, è il metodo di approccio che è sbagliato ed è qui che ricomincia il percorso di rieducazione della mente.

Sempre nella stessa bolla di errore, qualcun altr@ ci legge che i Mastri non fanno mai errori, che sono fonte di assoluta verità e che non possono essere contraddetti. Beh all'inizio no, poi si. Ci sta che l'allievo veda qualcosa da un punto di vista nuovo. L'alliev@ un giorno sarà un@ maestr@ e tutti facciamo errori alle volte anche molto grandi. Di sicuro ne abbiamo fatti prima dell'alliev@ in proporzioni esagerate e ne facciamo e continueremo a farli. Non cambia il punto di una virgola però. Se hai scelto qualcun@ che ti da qualcosa anche nel contraddittorio e l'hai scelt@ come maestr@ allora seguil@ o cerca altro. E' semplice, non c'è altro. Non ci sono ma vedi se, ma forse quando e potrebbe darsi che o ancora, in certe condizioni sono d'accordo, in altre come nel caso di... STOP!
Attenzione ai dettagli, vuotare la testa, via questa roba di li.

Una mi ha chiesto se ho mai toccato le stelle. Si due volte. Una era vera, una no. Che cambia? Parliamo di momenti? Oh, si vissuto tanto da tremare. Tanto da fare dire al mondo che questo è amore. Tanto da vedersi guardare negli occhi dalla tipa della SAS e taroccare un volo per rivedersi senza doverla "Comprare". In the name of love come quella canzone degli U2. Solo per quello e non è poco.
Parliamo di stelle vere? E che vi fotte? Ci ho provato in passato a parlare di astronomia della bellezza dell'universo e di come noi tutti siamo piccoli di fronte ad esso. E infatti per molti guardare al cielo di notte quando fa freddo e le stelle sono miliardi ti fa sentire piccolo, ti riporta al granello di sabbia. Voi pensate di essere unici qua, sempre che l'universo sia davvero uno ma cominciamo anche qua a dubitare? Beh, pensateci bene che secondo le ultime scoperte e calcoli, ci sono più pianeti abitabili in grado di ospitare la vita che granelli di sabbia sulla terra. Andate al mare, provate a prenderne una manciata e se non vi sentite umili è tempo perso. Davvero.

Vi avevo fatto un video nello scorso gennaio dedicato un po' a questo, ai pensieri zen, all'approccio della vita cercando musica e titolo. "Le vent, le cri". Il vento, il grido. Il primo è la massima espressione della libertà, il secondo è quello dell'anima che vuole liberarsi dalle catene della mente imposte dalla società e dalla sua filosofia. La ricerca di un'altra dimensione, qualcosa che non sappiamo cosa sarà ma che di sicuro c'è. E' l'intrinseco dell'evoluzione e vale per tutti. Rendersi migliori nell'oggetto però dipende da noi, non dal caso e di nuovo, scusate se è poco. Poi gli insegnamenti: Ghandi, Lao Tzu, Confucio, Dalai Lama ed un paio miei. E' bella roba perdinci. Sarebbe da imparare come una preghiera che quasi lo è. "Bisogna lasciare andare la luna per arrivare alle stelle". Già. Però poi vi ci aggrappate.






Qualcun@ di nuovo dirà che parto prevenuto. Si, forse si ma la vedo bigia che un'altra abbia la costanza di arrivare qua una volta al mese da Torino, Milano, Verbania, Trento, Bolzano, Padova, Venezia e pure Udine va. Mi son scordato di qualcosa mentre si scorda le piccole cose che poi fanno la differenza dell'esserci e non. Del prendere quel treno o perderlo per sempre.
Adesso voglio fatti non chiacchiere. Non me ne frega un cazzo di come qualcun@ si dipinge, voglio vedere i veri colori prima di dire: "Si ecco, ci siamo".
E pertanto se dedico il mio tempo ad ascoltare voi, pretendo che per lo meno dedichiate il vostro tempo a permettermi di scoprire come siete prima di fidarmi. Una parte prima, una parte in corsa. Ed è il quanto.

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