sabato 14 ottobre 2017

Hachiko ハチ公 - Un giorno, una vita

Da dove comincio?
Ecco, si. L'altro giorno su un altro blog parlavamo di imparare dagli animali e dalla natura e oggi l'autrice e per altri versi, porta un esempio della saggezza animale. Oggi vorrei parlare di lealtà, fedeltà e amore che gli animali (tutti), ci danno. Prenderò l'esempio di un cane anche se potrei mettermi qua a raccontarvi storie talmente strane tra gli umani e gli animali selvatici che forse solo adesso la gente comincia a credere come vere. Fino a qualche anno fa, ti prendevano semplicemente per pazzo.

Hachiko (Hachikō ハチ公), il cui nome vero era Hachi ("Otto", numero tradizionalmente fortunato),  e Ko, come vezzeggiativo, era un cane di razza Akita, nato il 10 novembre 1923 in una fattoria del Giappone e venne adottato dal professor Hidesaburō Ueno, titolare della cattedra di agronomia nell'università Imperiale di Tokyo. Nacque così un bel rapporto tra i due ma il destino volle che il professore, due anni dopo, venisse stroncato da un ictus durante una lezione all'università. Il cane che era solito accompagnare il suo "padrone" al treno della stazione di Shibuya la mattina ed aspettarlo al ritorno la sera, non ebbe mai pace e non smise mai di andare ad aspettare Hidesaburō per i successivi dieci anni. Io che non conoscevo questa storia e nemmeno dell'esistenza di un film, mi sono appassionato perché ho vissuto delle similitudini profonde. Una lupa adottata che mi ha accompagnato all'autobus tutti i giorni e tutti i giorni era li ad aspettarmi. Tutti i santi giorni, mai e dico mai mancato un giorno. Mi chiedevo come facesse a sentire il mio ritorno. Era semplice in fondo, andava a controllare a tutti gli autobus fintanto che non conosceva i miei orari che cambiavano di anno in anno. Se n'è andata prima lei, dolcissima, indimenticabile, unica cucciola. Mi manca da morire. darei non so cosa per averla ancora qui, per una carezza, una coccola o uno dei suoi baci. Avevamo molti cani ma questa era davvero speciale ma non sono qui per raccontarvi di me quindi, torno volentieri alla storia.

Dalai Lama e Richard Gere
Di quello che faceva Hachi, se ne erano accorti tutti. La voce si sparse e cominciarono ad arrivare da tutto il Giappone per vedere il cane, per portargli una carezza o una coccola. Hachi, indisturbato, rimase li, tutte le sere fino a tardi ad aspettare, aspettare ed ancora aspettare. Fino a che la sera dell'8 marzo 1935 inevitabilmente si spense in una strada della città ma che consegnò con la sua vita il valore dell'amore più puro all'eternità. Ogni anno, in questa ricorrenza, si celebra una cerimonia presso la loro tomba in ricordo suo amore.

La notizia fece rapidamente il giro di tutto il Giappone. Venne proclamato un giorno di lutto nazionale per ricordarlo. Fu commissionata una statua perché rimanesse a perenne ricordo e posta una statua bronzea a perenne ricordo posta li dove, Hachi aspettava nel 1934. Per le vicende belliche, fu poi fusa ma nel 1948, ne venne realizzata una copia dallo scultore Takeshi Ando e rimessa dove è tutt'ora.  Hachiko è tutt'oggi impagliato e conservato al museo Nazionale delle scienze di Tokyo ma le sue ossa vennero sepolte accanto alla tomba del suo amato. In Giappone questo significa farli stare per sempre assieme.
C'è da noi il Fido italiano a Borgo San Lorenzo che fece qualcosa di simile. Hachiko però sapeva della morte del suo padrone e non era un cane stupido. Seguitò comunque a sognare, a desiderare oltre ogni possibile ragionevole speranza, di poterlo reincontrare comunque. Per questo la sua storia è così importante. Ricordate questa data che è pure la festa della donna, un cane sconosciuto a molti il cui esempio ci fa sperare in un mondo migliore.

Recentemente è stata ritrovata una foto di Hachiko alla stazione di Shibuya che mi sono permesso di ripulire un po' visti i buchi che c'erano. Peccato di non avere una scansione decente e riportare quella foto ad oggi, come se fosse fatta un attimo fa.

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Fonte http://blogs.timeout.jp foto: J. Lam
L'università di Tokio decise di far fondere un'altra statua per gli 80 anni della morte di Hachiko e per i 90 del loro incontro. E' l'augurio che da qualche parte, forse in un'altra vita o in un altro stadio, i due si possano di nuovo incontrare. La statua è visitabile dal pubblico. La posizione è vicino al cancello universitario, che si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione Todai-mae sulla metropolitana Nanboku della metropolitana di Tokyo. Qualche anno fa c'è stato un remake del primo film giapponese sulla loro storia ambientato negli U.S.A. con Richard Gere facente il corrispettivo nel professor Ueno, dal titolo: "Hachiko, una storia d'amore"

La scena finale del film.


E la foto del ritrovamento del cane, con persone in preghiera. Voi sapete vero che noi buddisti crediamo nella reincarnazione e nella presenza di un'anima si? Ecco, da questo punto di vista non sappiamo di chi sia quell'anima ma di sicuro è un'anima buona e dolce che ci ha insegnato qualcosa, che ci ha dato qualcosa!


Così se davvero vogliamo imparare dagli animali, impariamo questo. Loro non si sentono stupidi ad andare ad aspettare chi non tornerà. Loro non pensano di essere giudicati perché amano. A loro non importa cosa pensano gli altri del loro amore. Loro semplicemente amano, punto e basta, senza ma, senza perché e senza alcuna condizione. Ci insegnano che stare assieme è una cosa semplice. Loro non hanno niente, non hanno una casa, non hanno un frigo, una dispensa. Non usano cappotti o sciarpe. Non hanno soldi e non possiedono altro che loro stessi e quello che possono dare. La fame punge alle volte, così come il freddo nelle notti fuori ma a loro non importa. Una carezza, vicini-vicini, è semplicemente il tutto.

一日一生  - Ichi nichi isshou

 Un giorno, una vita

E si vede che ancora oggi è un bel posto dove andare a farsi fare una coccola.
Fonte:
http://blythe-photo.blog.so-net.ne.jp

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