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domenica 9 ottobre 2016

Dialogo a distanza.


Ebbene, oggi stavo per scrivere altro quando il post del blog che seguo "L'arte di salvarsi", ha fatto di nuovo un post radiografico.
Se da un lato ho capito in che genere di bibliche stronze mi sono imbattuto, così un dialogo a distanza e se avete pazienza di leggere, ecco qua.



"Perché mi ha fatto questo, se sapeva tutto su di me? Perché mi ha tradito esattamente come il mio ex, se gli avevo raccontato tutto?
...
Non possiamo rispondere a questi interrogativi senza comprendere cosa sia la fiducia e perché è fondamentale per i narcisisti perversi conquistare la fiducia altrui a qualsiasi costo. Immagino che avete letto abbastanza sulla fase del ‘love bombing’ , cioè, quando siete stati idealizzati e trattati dal/la narcisista come veri semi Dei appena scesi in terra.
...
Uomini e donne affermano di provare nostalgia non dei narcisisti, ma di come si sentivano accanto a loro. Le lusinghe agivano sul loro cervello come una droga euforizzante.  Perché quei complimenti dal valore di pochi spiccioli smielati e insinceri, quei gesti clamorosi (in apparenza) da uomo/donna innamorati persi, avevano il potere di far capitolare individui tutt’altro che ingenui e creduloni? Persone ben affermate, intelligenti, che ‘sapevano il fatto loro’? Forse perché la fiducia in noi stessi, quando poco consolidata, richiede costantemente il riscontro del mondo esterno, facendoci diventare prede facili da individui incapaci di amare. Finché il giudizio del mondo peserà come un macigno su di noi impedendoci di vederci esattamente come siamo, con i nostri pregi e difetti, continueremo a essere fragili e indifesi come neonati. La fiducia fantasticata dipende da come veniamo trattati dagli altri e dal mondo in generale: abbiamo “fiducia” in qualcuno che ci tratta così come sentiamo che dovremmo essere trattati, o come crediamo che si debba trattare una persona. Ci fidiamo di chi soddisfa le nostre aspettative, ma se poi questa persona ci invade o ci ferisce, allora perdiamo la “fiducia”. Fondamentalmente, questo tipo di fiducia non è veramente fiducia, perché dipende dall’esterno. Tuttavia, quando usiamo la parola “fiducia”, è proprio questo che abbiamo in mente. Quando diciamo “mi fido di te” o “mi fido di quella persona”, di solito intendiamo dire che quella persona ci ha trattato in un modo che ci fa sentire fiduciosi. 

Non concordo. Esistono due tipi di fiducia. La prima è la fiducia in se stessi, che prescinde da una buona dose di amor proprio e la seconda è la fiducia negli altri.
La prima dipende molto da credere nelle proprie capacità, conoscerle anche nei loro limiti oltre il quale sarebbe presunzione e svilupparle. La fiducia in se stessi ha anche dei limiti esterni. Riporto il tutto ad una gara ma può essere un esame, il lavoro, qualcosa da fare in casa, un'uscita con la propria amata o quel che ci passa per la mente. Magari il giorno prima ci tiriamo una martellata su un dito e le nostre capacità vengono messe a dura prova. Può essere anche qualsiasi altro fattore inaspettato: un'influenza, un guasto in casa, quel che si vuole.
La fiducia negli altri invece è qualcosa di più profondo che in quella in se stessi. Il caso più comune è si, come quello qui citato e cioè come ci piace essere trattati. Ognuno di noi ha le proprie debolezze a prescindere dalla fiducia in se stessi. Ha, nel suo interiore, qualcosa a cui non può porre rimedio anche se solo apparentemente delle superficialità. Che ne so, una parte del corpo che non vuole essere toccata in un certo modo, il rispetto per la propria interiorità ed integrità.
Due persone diverse ricevono un mazzo di rose per il loro compleanno. Una per ogni anno di vita. Il tutto a sorpresa. Una appena lo vede, si emoziona, ringrazia. L'altra è come se non avesse ricevuto niente. Quale risposta può creare fiducia nell'altra? Di sicuro la prima. Vero, potrebbe essere una narcisista a cui frega solo del mazzo di rose e nel caso ci sta, ma di sicuro è la risposta più appropriata al tempo ed al sacrificio che si è fatto per fare tal regalo a sorpresa. La seconda invece lascia attoniti, irriverente ma può nascondere timidezza. La fiducia che gli altri faranno il loro compito come tu lo farai per loro ad esempio dal punto di vista militare, che tu mi copra come io copro te. Che tu mi riporti a casa vivo o morto come io lo farò per te. Nel SM alle volte la fiducia militare non è molto lontana da quella che si vive a letto. Sbagliare significa fare male anche tanto. Anche rischiare la vita. Chi si affida deve avere fiducia e l'altr* esserne responsabile e leale custode.
Cit.:"Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?"
"Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela." Dove l'avete sentita? E' zen, aria, vita.

Ma nella maggior parte dei casi non abbiamo mai realmente accettato quella persona, non l’abbiamo vista in modo chiaro, il che significa che prima o poi farà qualcosa che distruggerà la nostra fiducia. Accumulando tradimenti e invasioni finiamo per avere una sfiducia generale negli altri, anche se sviluppiamo una maschera di “fiducia” e di “apertura”. La maggior parte di noi vive in questo stato di fiducia fantasticata o di globale sfiducia[1].

Con le lusinghe i narcisisti ci fanno sentire accettati per ciò che non siamo. Non siamo i più belli, non siamo i più bravi, non siamo i migliori e non abbiamo super poteri, non perché siamo inferiori agli altri, ma semplicemente PERCHÉ NON SIAMO DIO. Direte “Ma lui/lei sembrava così sincero/a quando mi diceva che ero la/il migliore!”. Ebbene, si trattava di una rappresentazione atta a far di voi esattamente ciò che volevano in un secondo momento, di un meccanismo automatico azionato con tutti e quindi molto pericoloso: se trattate le lusinghe che vi rivolgono gli altri come verità assoluta, lo dovete considerare anche le eventuali svalutazioni e critiche distruttive come tale. Gli altri diventeranno i giudici indiscussi della vostra bellezza o bravura  e allora provate a immaginare dove andrà a finire la vostra fiducia!

Così come per tutto il resto:
l'adulazione non è dissimile dall'ammirazione o dalla gentilezza.
Il chiedere le cose è parte di integrante di quello che si aspetta da una relazione e non è solo assoluto egoismo. Infatti per adulare, loro contraccambiano ma hanno sempre uno scopo sotto.
Guardare una persona non è molto diverso dal vederla ma nella seconda c'è una profondità che fino a che non la scopri, non ti accorgi. E' come ascoltare e non sentire. Lo stesso.
Non voglio manco parlare di un caso o del caso in particolare. Parlare significa rivelare e non ho più intenzione di rivelare i miei assi nemmeno dare importanza ad una singolarità se non nell'effetto che questa ha, intesa come massa insensibile ed inutile, negli altri e pure in me stesso. Nessuno è immune alle cose, mai. L'idea stessa di esserlo è pensare esattamente come loro che sono sopra tutto e sopra tutto fino a che qualcuno non gli fa affogare nel loro stesso brodo. Il tutto è in fondo solo una questione di livelli, di equilibrio. Puoi fare di tutto ma fino a che non li vedi, non capisci. Ecco perché poi ci troviamo spesso ad avere sfiducia in tutti. Perché tutto comincia nello stesso modo ma come finisce che fa la differenza ed è il leit motiv di tutta la vita. In ogni situazione è così. Non conta mai la prima cosa che fai o che pensi, sempre e solo l'ultima.

^^^
Anche questo non è abbastanza. Non è tutto. No, noi non siamo dio ma in ogni relazione siamo in qualche modo la parte che fa felice l'altr* in reciprocità. Questo avviene in ogni tipo di rapporti umani. Ci intendiamo, ci capiamo, ci "completiamo", facciamo "squadra" ed in questo senso, siamo unici l'uno per l'altra. Non importa sentirsi dio. Non è necessario che ti facciano sentire dio, basta che ti facciano sentire IMPORTANTE ed è li che ti fregano.


...
Chiamiamo questo genere di sfiducia “sfiducia globale” perché non ha discernimento, né obiettività o chiarezza. È uno stato emozionalmente contaminato dalla nostra passata storia di tradimenti e invasioni, che colora fortemente il modo in cui facciamo esperienza del presente. Quando veniamo provocati si risvegliano in noi ricordi inconsci di quando in passato, specialmente da piccoli, fummo invasi o traditi.
In quel tempo si formò, a partire dai traumi che subimmo, la nostra sfiducia, che andò via via congelandosi. Si cela nello scantinato della nostra coscienza, aspettando le provocazioni che incontriamo nella nostra vita quotidiana. Queste provocazioni ci possono arrivare da amanti, amici, figure autorevoli, figli o genitori – in breve, da qualcuno su chi abbiamo investito la nostra energia, da chiunque sia in qualche modo importante per noi. Possiamo venire provocati anche da semplici eventi della vita. E nel momento in cui viene provocata la nostra sfiducia sentiamo non solo il tradimento presente, ma anche tutti quei tradimenti passati che abbiamo accumulato. La sfiducia può essere così forte da sabotare relazioni e situazioni di lavoro. Vogliamo tenerci stretti alle nostre fantasie, e ogni nuovo tradimento va semplicemente ad aggiungersi alla già lunga lista di inganni[2].

Quando un/a narcisista vi promette qualcosa e poi non la fa, quando finge di essersi scordato/a del programma, del viaggio, della cena, del vostro anniversario di matrimonio, del vostro compleanno, del compleanno di un figlio, quando parte per un viaggio improvviso senza darvi (appositamente) il tempo di organizzarvi per accompagnarlo/a, come vi sentite? Di solito accade una sorta di regressione a uno stato infantile in cui il nostro papà, per esempio, ci aveva promesso di portarci al parco in bicicletta ma poi ha deciso di restare a casa a leggersi il giornale, provocando la nostra ira e la vostra delusione.

Esatto. Perché si tratta di bisogni semplici non fantasie campate in aria. Ci sei? No, sono scappat* e non mi cercare mai più. Ho mancato all'appuntamento e non faccio niente per rimediare. Che ne so, presentarsi in ritardo ma con un presente per scusarsi. L'esserci in un momento difficile che la vita bene o male riserva a tutti e il semplice dare una spalla, una carezza, un abbraccio o un bacio per loro è solo follia. Non è roba loro. Non capita a loro. Quando succederà ci penseranno e se non troveranno nessuno, li accuseranno di essere delle carogne magari, quello che in fondo sono stati e lo saranno ancora dopo l'evento ma si scordano di dirlo. Loro non chiedono scusa e se lo fanno è di nuovo a modo loro. Si "scordano" le tue cose, i nastri, i dischi in vinile, le tue mutande e se possono, anche  il lavoro che hai fatto. Dove possono mettere le mani lo fanno senza rimorso alcuno. E' tutto dovuto e tutto talmente assurdo e carogna da non poter risultare "credibile" ma lo è. Ci batti il muso nel senso più truce del termine. Mandateli a Raqqa per dio, con una maglietta con scritto su "ho sempre fatto e sempre farò come cazzo mi pare e di voi non mi importa nulla". Risolviamo il problema. Cattivo? Mah. E' detto per dire come il tir a 18 ruote ma non è mica tanto di fuori.

Dare fiducia è dare energia. Sappiamo che i vampiri energetici ne hanno assolutamente bisogno della vostra energia vitale per trovare la forza e il vigore che li consente di agire di modo assolutamente indisturbato quando vi fanno del male. La vostra fiducia è essenziale per il mantenimento della serenità nel pseudo rapporto in cui siete stati o restate tuttora invischiati. Se sospettate minimamente che mentre dicono di amarvi fanno l’opposto, se intuite che distruggere la vostra autostima e uccidervi psichicamente è parte di una strategia per tenervi sotto controllo a vita, è ovvio che l’unica possibilità che vi resta è far saltare le ruote del carro per andarvene il prima possibile. Nessun essere umano al mondo tollera a lungo il carico di sofferenza che comporta vivere nel dubbio e nel sospetto… a meno che questi dubbi e sospetti non vengano rimpiazzati da una nuova iniezione di fiducia cieca e sconsiderata nel rapporto per parte di uno solo, cioè, proprio voi. Ecco che negandovi il diritto di fare la scelta migliore per preservarvi dai mali futuri, i narcisisti perversi vi negano il potere e il controllo sulla vostra vita. Soltanto lui/lei possono decidere quando e se andarsene dal rapporto. Il potere e il controllo su di voi devono essere assoluti altrimenti, come ben sapete, i dispetti e le svalutazioni aumentano a dismisura perché “non vi fidate di lui/lei”. Per questo è importante, anche quando colti ‘con le mani nel sacco’ continuare a implorare per la vostra indiscussa e assoluta fiducia, mentre sparano le raffiche di menzogne che ben conoscete. Quando un narcisista perverso si accorge che vi fidate nuovamente di lui cosa accade nel suo intimo? Si sente onnipotente, esattamente come voi vi sentite o vi sentivate quando vi lusingava. Il meccanismo potrebbe essere riassunto così: il narcisista vi lusinga-voi vi fidate-lui si sente potente perché vi tiene a bada e quindi è libero/a di fare ciò che vuole.


Tenendovi ‘buoni’ e convincendovi del loro infinito amore riescono a giostrarsi nelle situazioni più scabrose senza destare alcun sospetto. Si tratta di un rapporto di scambio in cui le loro lusinghe sono ampiamente ripagate dalla vostra fiducia incondizionata, una vera benzina per loro, si direbbe molto eccitante perché vi vedono come dei poveri ingenui e creduloni, sprovvisti di intelligenza perché appartenenti a un’umanità inferiore che va sfruttata e spremuta come un limone dagli “esseri superiori” come loro.

E infatti, mi immagino i precedenti o i successivi poveracci che se li ritrovano in casa. Succubi come pochi, spesso abbagliati dalle loro verità, quelle che gli hanno propinato e non quelle che sono. Io oggi sono libero, loro no. Io ci son passato e va bene così ma qualcun altro è li a vivere una vita nella prigione dissanguante che questi luridi sub umani (non riesco a definirli meglio),  costruiscono intorno a loro.
Dirò di più. Credo che ci siano anche altrettante persone che di proposito non vogliono vedere chi hanno accanto per non accorgersi di quello che hanno. Fingere o essere complici, non cambia poi molto la cosa.

C'è un'ultima cosa. Questo è un bel ricamino che mi porto dietro da diversi anni. Pssss, ho fatto finta che non fosse successo niente, ho provato a dimenticare ma guarda un po', non funziona e non funziona perché è li. Nonostante tutti i miei sforzi, quel coso rimane li. Come è possibile e lo dico davvero in tutta franchezza senza nessun altro scopo che una lecita domanda racchiude, dimenticare o fare finta di nulla? Questo è stato un incidente, gli altri no, sono coscientemente voluti, ricercati, perseverati da cacciatori e distruttori di anime. Non v'è niente qua di colposo ma solo preterintenzionale e scusate se è poco. Qualcuno mi faccia capire, mi dia degli argomenti seri, validi per far finta di nulla. Per il momento a me non riesce. Vedete voi.

giovedì 6 ottobre 2016

Draghi autunnali

Dai, non avete mai visto un drago?
Perché ultimante tutti vogliono incontrare il coso. Chissà perché ora tutta sta curiosità. :)
Bohhh

Ebbene c'è il drago del tattoo che non se lo sono mai fatto.


C'è il drago chi me la tocca lo sbrano ma si faceva già toccare... quindi inutile sbranare. :)


Poi c'è il drago innamorato ma non era una donna, solo una mortadella (si vede dalle corde) :)


Il drago stanco che appena quello si addormenta, tonfa una mazziata nel capocollo. Dice che si usa così.


Il drago che è meglio una farfallina che di quella cosa vestita li. E infatti ci ha lo spiedo è. :P


Il drago languido che si è sciolto a pensiero della pulzella.


Il drago evvai che mo si cavalca in un bel lago.













Il drago rosso di rabbia


Il drago che chi mi tocca la pappa è un uomo morto
.

Il drago che... tu mi leggi una favola? Davvero?


C'è il drago con la mamma micia che ora vengo e ti faccio due coccole appena posi la macchina.


C'è pure il drago ferito.


Che altro vi serve, un caffè, cappuccino, un the ai vai gusti e aromi, una tisana, un gotto di vino e un mazzolin di fiori (che vien dalla campagna)?

Psss. appena riesco a far partire il kindle, scrivo la recensione è! :)


venerdì 30 settembre 2016

Notizie da google analytics sulla privacy

Google comunica che ha adottato il privacy shield.

Il che significa che la raccolta dei dati di accesso a questo sito, gestito direttamente da google, è conforme alle normative europee e statunitensi in base alla privacy.
I dati raccolti e che ho anche pubblicato per numero di accessi per località, sono pienamente conformi a questa direttiva ed espressi in forma anonima. Ho fatto questo post perché mi pare una piacevole novità e anche per la vostra sicurezza.
Ogni ulteriore commento ed approfondimento, me lo tengo per me.
Ho provato a mettere uno widget per la geolocalizzazione. Niente di particolarmente approfondito e pure impreciso ma insomma magari con il corso del tempo potete vedere qualche statistica on line senza che debba copiare  a mano i dati di analytics e magari faccio un dispetto a qualche lettore. :)

martedì 27 settembre 2016

I ricordi le mutazioni interiori

Ugo Foscolo scriveva nei "Sepolcri"

"All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
Confortate di pianto è forse il sonno
Della morte men duro? Ove più il Sole
Per me alla terra non fecondi questa
Bella d’erbe famiglia e d’animali,
E quando vaghe di lusinghe innanzi
A me non danzeran l’ore future,
Nè da te, dolce amico, udrò più il verso
E la mesta armonia che lo governa,
Nè più nel cor mi parlerà lo spirto
Delle vergini Muse e dell’Amore,
Unico spirto a mia vita raminga,
Qual fia ristoro a’ dì perduti un sasso
Che distingua le mie dalle infinite
Ossa che in terra e in mar semina morte?
...
Non vive ei forse anche sotterra, quando
Gli sarà muta l’armonia del giorno,
Se può destarla con soavi cure
Nella mente de’ suoi? Celeste è questa
Corrispondenza d’amorosi sensi,
Celeste dote è negli umani; e spesso
Per lei si vive con l’amico estinto
E l’estinto con noi, se pia la terra
Che lo raccolse infante e lo nutriva,
Nel suo grembo materno ultimo asilo
Porgendo, sacre le reliquie renda
Dall’insultar de’ nembi e dal profano
Piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
E di fiori adorata arbore amica
Le ceneri di molli ombre consoli
Sol chi non lascia eredità d’affetti
..."


Eppure è un bell'argomento ancora in qualche modo dibattuto. Io che credo nella reincarnazione, mi ci soffermo poco ma ogni tanto si, il tema è da riprendere. Qualche millennio prima, gli antichi egizi credevano in una vita dopo la morte e che il corpo ed i beni, fossero necessari per essere utilizzati nell'aldilà. Per questo troviamo tutto quello che riguarda una persona o un reale, contenuto nella sua tomba. Peccato che di tombe integre poche. La più famosa quella di Tutankamon succeduto al Faraone Aketaton che stravolse la religione egizia. Loro avevano un modo particolare di cancellare le persone che consideravano non degne dalla memoria. Rimuovevano il nome dalle tombe, dalle scritte sui muri, distruggevano le maschere funerarie in modo tale che nemmeno il ricordo gli sopravvivesse. Funziona è. In qualche modo è la prima forma di sputtanamento della storia e allo stesso modo, la prima forma di merito o di demerito per come ti sei comportato nella vita. E' quel che lasci, il ricordo di te, vive nell'amore e nel rispetto leale, sincero che hai dato a chi ti era intorno, alle persone con cui sei venuto a contatto. Si, poi ci sono anche quei figli che puntano solo all'eredità e della memoria rimane spesso e volentieri, solo un immobile con garage. Venduto quello, finito.

Chi è che non sbaglia? Tutti lo facciamo. Così riprendendo anche il quesito del perdono, dico che c'è modo e modo. Sbagliare e porvi subito rimedio, è una cosa. Sbagliare e perseverare nello sbaglio è un altro. Spezzare volutamente i sentimenti altrui che siano personali o legati ad una vita comune come i figli, è semplicemente qualcosa di orrendo.
Perché credo non vi siano alternative: o si tratta di una persona completamente stupida o si tratta di cattiveria voluta e perseverata. Nel primo si discute anche se con qualche puntino sulle i ma preferisco quello cattivo e furbo, per lo meno sai come si muove mentre quello stupido, poerello, è come il classico calabrone che sbatte contro il vetro.


In qualche modo c'è un destino comune. Il nostro comportamento non è legato ad una situazione ma è una risposta caratteriale che si da davanti a certe situazioni. Preso atto di questo, la signora X si comporta con me come si comporta con tizio, caio e sempronio (vale anche per il signor X è). Mettiamola così, se ti addormenti tutte le sere alle 23:23 qualsiasi cosa succeda, è perché non ti frega di quello che accade ma solo di dormire. Nell'amore è lo stesso, nel lavoro è lo stesso e le voci girano. Veloci, inarrestabili. E' come voler fermare la rotazione della luna intorno alla terra e la terra intorno al sole. Girano, orbitano e portano luce o notte a seconda della loro posizione. Così prima o poi qualcuno ti prende per le parti basse e te le sbatte contro semplicemente a titolo di cronaca. Tanto non te lo meriti. Vox populi, vox dei. Vale per tutti noi, proprio per tutti. Non ha niente a che fare con la rete digitale, è la rete della vita in cui siamo intrappolati. Alle volte ti trovi, perché è successo, a ripescare dal fiume chi ti ci aveva buttato qualche anno prima o km prima. Ecco. La vita è strana ma non auguro a nessuno di vedere quella mano chiedere aiuto. Per me affoga. 

C'è un'altra cosa che mi viene in mente adesso e che fa filo con l'ultimo post. Le persone cambiano in base alle loro esperienze di vita e questo è innegabile ed immutabile se si vuole. La crescita dell'uomo in fondo, la sua evoluzione è proprio dovuta a questo. La capacità che noi abbiamo di tramandare le nostre esperienze a chi ci è vicino. Che siano brutte o buone, non importa. Questa è l'esperienza. Ognuno reagisce in diversi modi. Penso a tanti dottori che si distaccano talmente dai pazienti da considerarli dei semplici numeri con una totale perdita di umanità o quelli che invece riescono ad avere il giusto distacco per non essere coinvolti emotivamente e conservare lucidità ma riuscire lo stesso a far il loro meraviglioso lavoro con coscienza e professionalità. Ci sono i ciarlatani, quelli che ti curano un tumore con la camomilla e ci sono pure gli idioti che ci credono. Ogni situazione di vita ti cambia ma quando è l'altro a causare mutamenti la prima responsabilità del cambiamento è sempre sua. Dei dolori fisici si può quasi sempre rimediare attraverso i farmaci antidolorifici, dei mali dell'anima no. E' vero che non si può stabilire cosa sia il dolore per ogni singola persona. Ognuno ha la sua soglia, ognuno le sue reazioni giuste o sbagliate che siano ed è proprio per questo che non si dovrebbe causarli. La morale è sempre la stessa: non entrare nella gabbia della tigre e soprattutto non ci entrare se prima l'hai persa a bastonate. Cerca di dare amore a qualsiasi costo e se poi di la non viene capito, per lo meno sei a posto con la coscienza. Credo sia solo saggezza, nulla più ed è solo così che si rende il mondo migliore. Questo è il quanto. Qualcosa su cui meditare, solo questo. Ci sono due bei proverbi popolari che mi piacciono in merito: "Chi è causa dei sui mali, pianga se stesso" e l'altro che ho scritto più volte: "Chi semina vento, raccoglie tempesta" e questa E' l'esperienza che si tramanda in modo semplice e facile da ricordare.
Concludo postando il messaggio di un amico stamane che in fondo mi ha fatto molto piacere: "Esiste una differenza sostanziale tra essere stronzo ed essere stufo di bandire idioti saccenti."
Visto che ho cominciato con i versi di un poeta che amo, concludo il post con un altro che amo ancora di più. Ogni volta che la leggo, fin da ragazzo, mi scendono due lacrimoni ripensando agli amici e agli "amori" persi qualsiasi sia il loro colore dei capelli:

"O Nerina! e di te forse non odo

Questi luoghi parlar? caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
E' deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu...."


Namaste.

Psss. Se avete letto sto post in modo incacchiato, avete sbagliato nuovamente tiro. :)

martedì 20 settembre 2016

Saluti anche a...

In ordine alfabetico che son tutti dopo la Lombardia e un particolare a Marsala con un bel 32 :)
Il resto ci vuole troppo :P  Saluti a tuttissimi :)

SESSIONI (SLUVP)

Bari 4
Bologna 17
Bolzano 6
Catania 10
Firenze 23
Genova 13
Lucca 9
Marino 4
Marsala (bona!!! :P) 32
Napoli 21
Palermo 16
Quartu Sant'elena 4
Rimini 6
Roma 110
Sassari 3
Torino 27
Udine 7
Venezia 11
Verona 19

mercoledì 7 settembre 2016

Ma non è possibile! Eccome no?


Un tale ritorna a casa la sera dopo una giornata di lavoro. Una famiglia di classe media che ha un buon lavoro, brava gente. La moglie è una bella donna sudamericana e da anni stanno assieme.


"Ciao, son tornato"
Nessuna risposta.


"XXX uhhh, dove sei?"
Nessuna risposta.


"E' successo qualcosa porca paletta o è uscita?"
Si affaccia alla porta guarda in giro, va al negozietto a poche centinaia di metri e chiede: "Hai visto xxx?"
"No, risponde il negoziante"
Prova a chiamarla al telefono nel frattempo ma c'è il solito messaggio: "Il telefono da lei chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile"

Va in camera, apre l'armadio e mancano le sue cose.
Cassettone, mobili vari, idem. Tutti i vestiti, per lo meno quelli belli, spariti.

"Cazzo"!
La faccio breve: la tipa si era involata senza un biglietto. Il conto in banca vuoto, nemmeno un euro. In meno di qualche ora, il tipo è rimasto senza niente. Proprio niente. Nulla.


Andato dai carabinieri, sporto denuncia ma lei ha fatto pufff. Proprio puff.
Vi piace? E' una storia vera capitata ad un amico.
Cos'è è una ladra? Si, certo ma non ha mica rubato in casa d'altri ma al marito e senza un briciolo di mezza umanità l'ha lasciato in mutande.
Ocio, si diceva. Ocio alle sudamericane. Troppe cubane arrivate qua, sposate e poi ciao ma per lo meno detto in faccia: "volevo solo la cittadinanza" come se fosse una cosa come dire, normale ma per lo meno è concepibile. Gente che non ha la possibilità di fare niente nella vita se non quello che dice lo stato. I sogni e i desideri, muovono il mondo.
Quell'altra no. E' il classico comportamento narcisista in cui l*i è al centro del mondo e non si frega di quello che causa pur di fare quello che gli pare, come gli pare, quando gli pare.
E mi dicevo, cazzo, ma è una cosa folle ritrovarsi in una situazione del genere. Poi ti ci trovi che hai sbattuto il muso contro un* narcisista.
Il guaio è che ce lo stanno sbattendo in troppi. Xyx: "Avevo un ex che era una merda. Il classico narcisista maligno" e no, non è quello del post di l'altro giorno. Quest* è un altr* e uno si chiede se per caso visto che posto sta roba, li attiri. None. Nessuna relazione.
Allora il dubbio serio ti viene che siano in troppi in giro e che "tu" non sei il caso ma un caso. Uno dei tanti e qualcosa pensi, bisogna fare che altri non ci cadano o ci si ritrovino.
Cosa? Per lo meno parlarne.

Se ho voglia il prossimo post, tecniche: uso degli oggettini per giocare. :)
Namaste.

lunedì 5 settembre 2016

Mi dispiace

Ma ho bisogno di pulizia in tutti i sensi.
Mi dispiace se alle volte sono un po' rude ma dico quello che penso  son stanco di chiacchiere, di sentir persone professarsi amici e poi non muovono un dito. "I discorsi non fanno farina."
E' il quanto. Per ora.

domenica 4 settembre 2016

Tra il dire ed il fare

撮鳥見鳥 fotolife
[野鳥][花&メジロ]
サクラの花粉にまみれたメジ
Più di 20 anni fa, riportai la pulzella a casa dopo qualche ora di "guerra". Erano le quattro e venti, e tre ore dopo pioveva talmente tanto da non vedere ad un metro. Le fogne cominciarono a saltare, Luca corse, le apri tutte, provò ad aprire anche le porte ma oramai era tardi. L'acqua arrivo e cominciò a sfondarle, a portar via roba e a distruggere tutto. Chi urlava, chi piangeva mentre tutto veniva portato via da un metro e quaranta di acqua melmosa. Il tutto grazie ai lavori intelligenti del nostro stato che aveva costruito le fogne a cazzo di cane. Poi nemmeno degnati di venire a vedere cosa fosse successo, nemmeno messo un cassonetto vicino a casa. Si, lo stato, le tasse. Alle volte penso di aver sbagliato nemico ma questa è un'altra storia.
La mattina dopo qualcuno si presentò qua, nonostante il lavoro, nonostante la fifa e lo sporco e non si stava in piedi e la fatica immane. Da due stanze, due sole stanze, portammo via più di quaranta carriole piene di melma. Qualcun altro si affacciò e disse: "Vi sono nel cuore" ma girò i tacchi e se tornò per la sua strada. Non chiese nemmeno se avessimo bisogno di un caffè, magari solo preparato. Se ne andò così e qualcun altro ancora, non si fece nemmeno vedere. 
Frasi di circostanza. Quel giorno mi fece capire il valore dell'amicizia, quella vera. Quella che non si ferma solo alle parole e alle buone intenzioni ma chi si da da fare senza che sia richiesto. All'amic* non si chiede, si fa a meno che ci sia qualcosa di interiore e non visibile che necessita di un dialogo per capire e aiutare. Eppure a tutti loro avevo sempre dato una mano. La macchina in panne, la porta che non si apre che ogni volta che qualcosa succede in paese e pure in rete quando si sa che Luca sa fare e allora non importa chiedere no? Basta dire: ho questo problema sapendo che Luca si rimboccherà le maniche perché l* considera amic*. Prima Luca, poi i pompieri, i cc e pure lo webmaster a seconda di quello che si necessita. Per l'amic* ci si sporca anche nella melma, anche per solo un abbraccio e chi rimane in piedi a guardare, non è un amic*, non è manco un'amante che prima deve essere amic*, poi il resto, forse.
Ecco, quando poi faccio pulizia il succo è questo qui. Chi amico dice di essere e chi non dice un cazzo ma dimostra con tutta la forza, di essere tale.
Fate come vi pare ma la fatica e il tempo non sono ripagabili da un amic* se non con la riconoscenza ed il sorriso e se qualcun* fa il furbo, e beh, a suo "rischio e pericolo". Nell'articolo di Andrea Scanzi dal "Il fatto quotidiano" si legge: "Se mi sputi sul divano di casa, io ti caccio...." ma ti caccio se sputi su di me, sui miei affetti, sulla mia famiglia, sul mio lavoro e sopratutto se sputi sulla mia dignità e limitrofi.
Ti caccio se ti metti a guardare la mia fatica ed il mio dolore e non fai un cazzo perché hai paura di sporcare le mani linde e profumate perché sarò rognoso, difficile, strano e tutto quello che volete ma su questa roba per la miseria ho più crediti che debiti nonostante che sbagli e di brutto alle volte.
Ti caccio senza tanti complimenti e te lo dico una volta, due e pure tre: "Se ti è rimasto inavvertitamente qualcosa attaccato alle mani, posalo, è meglio", poi non chiacchiero più. Faccio come adesso, sto zitto. Censura ma fuori dai coglioni per Dio e se non capite e beh, si vede che anche io ho dei lettori "webeti". Così non vi fate le solite seghe mentali, ci sono i post vecchi che spiegano e sono buddista ed uccido solo mosche e zanzare che per quello che mi riguarda ogni forma di vita è sacra, anche le più idiote. Non è un post mirato ma siccome qua pare far comune il ripetersi del solito atteggiamento, meglio mettere due puntine sulle i. Namastè.



mercoledì 31 agosto 2016

Censura

Gentilissimi followers. Intanto buon giorno e prendete nota del quanto. :)
Ecco!

Siccome scrivo i post in funzione di quello che mi capita davanti, oggi comincio così dato che l'articolo che mi è passato ieri davanti m'ha fatto saltare. Il pezzo è questo:
http://lapillolarossa15.altervista.org/la-casta-ci-riprova-col-bavaglio-ecco-la-furiosa-reazione-di-milena-gabanelli-cialtroni-e-incompetenti/
Egregi signori se così vi possiamo chiamare. Non serve a nulla, basterà censura-censura-censura-censura-censura-censura-censura-censura-censura-censura (col cazzo che ve lo dico), e n'avrete risolto la solita beata minchia. Google toglie i torrent dall'indicizzazione, nascono i siti di ricerca torrent. Il paese vieta la presenza di server peer-to-peer, i server si spostano e se non c'è più posto si crea censura.

La rete è piena di porcate ed è vero ma è anche piena di lerci porci di ogni sesso ed età e questi vanno smascherati se si vuole rendere pulito il mondo. Non importa che abbiano contravvenuto la legge ma anche la morale e l'etica della reciprocità con cui si regolano i rapporti tra le persone e le diverse società in modo costruttivo e rispettoso. In fondo cosa è un politico se non spesso solo un bugiardo patologico? Li vediamo continuamente in tv e li leggiamo sui giornali mentre falsificano bilanci, raccontano delle balle talmente grosse e ripetute che questo paese va a  "puttane" grazie  loro. Vero, noi li abbiamo votati ma si può sempre cambiare. Per quello che mi riguarda, vale per tutti. Dal più piccolo uomo al più importante. Verità, regole di comportamento rispettose di tutti. Io stesso ho scritto un sacco di cose in merito anche in modo troppo veloce e pure incazzato ma rimane valido quello che ha messo la collaboratrice sul blog.
Magari dico stronzate visto che non ho seguito molto la cosa ma mi viene in mente la storia del Berlusconi. Io non so se ci fossero state minorenni, se lo sapeva davvero, se e a quale titolo girassero soldi e se in tutto questo fossero davvero considerati reati. Alle volte il confine è molto labile e bastano solo dei punti di vista diversi. Sta di fatto che mentre il paese va a fottemberg, è poco morale stare a casina propria a fare festini di tutti i tipi pur riaffermando che nella propria dimora uno fa quel che gli pare. E' anche vero che se questa roba protetta dalla privacy non fosse venuta fuori, nessuno avrebbe saputo niente. Per incastrare il Berlusca si, per fermare il sociopatico no? Cos'è che mi sono perso perché in questo caso è un mio limite. Non ci arrivo e non mi torna perché stato, gliela ricompri tu l'anima e l'equilibrio a chi a subito gli effetti di questi comportamenti? Curioso di vedere come si fa. Non contenti hanno pure tolto il reato di plagio. Evviva l'onestà.


E non è la legge del taglione ma solo l'unico possibile modo per far capire a questo tipo di persone cosa fanno. Farglielo provare sulla loro pelle. Ovviamente il "bavaglio", qualsiasi bavaglio è sempre fatto per nascondere la verità. Quando papà raccontava del regime fascista, diceva che su un giornale, non ricordo quale, c'era Churcill che mangiava  a morsi un uomo di colore. Una caricatura ovviamente. Tutti credevano che stavano andando a fare la guerra alla Gran Bretagna per liberare sta gente da un'oppressione imperialista e siccome non c'erano altre campane, questo era l'andazzo. L'unico possibile. 
Non importa mentire, basta dire mezze verità e di nuovo, continuo a pensare che tutto quello che si censura o si nasconde, sia un pericolo per le persone "sane", per gli atti "sani", perché sto mondo in fondo sia migliore. Semmai sono piuttosto alcuni giudizi sugli atti che sono da "censurare" o monitorare.
Così come il nr che vi ho messo per sms solidale, nessuno  o quasi vi ha detto che i fondi raccolti serviranno non per aiutare direttamente i terremotati ma per dare soldi ulteriori allo stato per la ricostruzione degli edifici pubblici e finita li. Come l'ho saputo? Cercando. Nessuno aveva detto questo. Tutti riportavano aiuto ai terremotati ma che genere di aiuto, no.

Tanti ma tanti anni fa, organizzammo una raccolta fondi per la lotta contro il cancro. La prima a Firenze credo o poco ci manca. Finito il quanto, l'anno dopo venne riorganizzata ma rompemmo le balle per sapere dove fossero stati spesi quei soldi e così scoprimmo che chi si occupava della raccolta e del finanziamento delle strutture di ricerca, altro non erano altro che dei truffatori ed intervennero le autorità con gli arresti del caso.
Così per natura non mi fido. Se "lavoro" a fianco di qualcuno o per qualcuno, salvo tutto il materiale proprio per non svegliarmi con un' "accusa" di complicità e per il resto, di nuovo censura. Inoltre certifica il mio lavoro, chi sono e quello che ho fatto. Mi piacciono i sogni tranquilli e seguito a pensarla come Fiorello e vi posto il video.

Ecco, mi pare il quanto.


sabato 27 agosto 2016

Ma questi hotel è?

da www.ilcorriere.it
Cerco di stare in silenzio ma siccome vedo passare questa cosa continuamente degli immigrati e degli hotel, vorrei chiarire qualche cosetta visto che proprio qualcuno non ci arriva.

Quando si perde una persona cara è importante averla vicina. Nelle nostre case ci sono i ricordi  e la vita di tutti i giorni.
Prendere una persona o una famiglia e spostarla a qualche decina di km per metterla in hotel è ancora di più sbagliato.
E' importantissimo che chi è terremotato possa stare vicino a dove ha vissuto e dove intende ricostruire  a meno di scelte personali contrarie. E' oltremodo importante invece che la ricostruzione sia rapida ed efficace con lo scopo di garantire sicurezza per eventuali eventi futuri anche se le abitazioni verranno riedificate con lo stesso aspetto, volume e disposizione interna, identica a prima del sisma. Per esperienza quando si finisce di demolire si trovano o si ritrovano oggetti cari nella memoria e nel cuore.


Pertanto mi rizzittisco ed invito tutti a donare quanto volete e potete a chi è rimasto veramente senza niente o poco più.
Ricordatevene oggi che è fresca ma fatelo anche tra qualche mese quando il freddo sarà pungente e loro non avranno un posto caldo e sicuro dove stare. Ricordatevi di chiedere anche attraverso i social network, a che punto siamo perché e soprattutto in caso di ritardo, cercheranno di farvi dimenticare. Buon w.e. a tutti.

venerdì 26 agosto 2016

Dolore


Qualcuno si è accorto cosa è successo si?
Di come in un attimo tutto ti crolli addosso anche nel vero senso della parola e in pochi minuti, ore o giorni, le persone con cui hai vissuto la vita, quelle che ami nel bene e nel male, in un batter di ciglia non ci siano più?
Pochi secondi e brrrrrrrrrrrrruuuummmm..., la terra trema. Ancora ci sono i segni qui di quelle scosse che pur essendo tante ma in fondo leggere, i suoi danni li hanno fatti. Senti un rumore lontano sembra un camion ma poi arriva da sotto e tutto comincia  a vibrare, a ballare e cadere e ti domandi se sia la volta buona. Quando arrivano di notte, non faresti a tempo a renderti conto cosa stia succedendo e se va male, ti trovi tutta la casa addosso. Le onde a bassa frequenza ti entrano dentro e tu vibri con il tutto come si avessero fatto sedere su un subwoofer da 40.000 watt. Bello vero? :)
Nel frattempo tuo papà sta male e tu passi dagli ospedali al non dormire. Lista lunga troppo per non annoiare. Poi tutt'ad un tratto un altro patatrac e invece di arrivare al controllo tra un mese e mezzo, ti dicono che oramai è andata. Così "preghi" o meglio auguri al tuo caro che non la tiri per le lunghe perché sta male ma talmente male da non capire perché non ci debba essere dignità anche nella morte per la vostra cultura. Così le persone soffrono per niente di dolori assurdi, senza senso, fino a morirne.
Finisce tutto e tu vorresti scappare da qualche parte ma non esiste una parte precisa, non è un luogo del tipo montagna o mare o una visita ad una città interna. E' un posto dover poter sopire il dolore e dargli pace e poter chiudere gli occhi, quasi come se tornassi bambino e sentissi ancora tra i capelli le mani dolcissime di tua madre che ti protegge. No, non è lei, sei grande e quei capelli li hai accarezzati tu per lenire il suo di dolore. Ti hanno dato la vita in tutti i sensi, è tuo obbligo morale ricambiare ed esserci.
Però per te non c'è più quel posto. Chi diceva di amarti, di starti vicino a qualunque costo era lerci* dentro e tutto era falso. Così, tanto per gradire e per unire l'utile al dilettevole il buco non è solo morale, non trovi dentro di te un vuoto che non si colma ma ti mancano anche le cose tua che inavvertitamente gli sono rimaste appiccicate alle mani.
Non c'è modo di spiegarlo anche se ci provo e non avrei mai scritto questo pezzo se non fosse successo quello che è successo ad Amatrice. Che bel nome e non solo per la pastasciutta. AMATRICE, colei che ama.

Ecco, magari adesso tutti farete il messaggio solidale in preda alla reazione emotiva ed è giusto così. Ricordatevi di loro tra tre, quattro o cinque mesi in cui magari saranno nelle tende al freddo. Spero di no ma la ricostruzione è comunque lenta, c'è poco da fare. Ebbene, mi auguro che questo giro le case le ricostruiscano com'erano, dov'erano ma con i criteri moderni e che possano tutti tornarci e riprendere la propria vita. Non si dimenticano i dolori così. Non c'è modo che per un'altra vita, ho vivo il ricordo dei container e gli amici del Friuli.

giovedì 25 agosto 2016

Piattole

Ecco, ieri dopo i drammatici fatti di Amatrice e di tutta la zona, una "piattola" nascosta è stata "beccata" e fatta "fuori" dalle "amicizie".
Con tutti i morti e la drammaticità della situazione, quest* se ne sta tranquillamente in ferie e mi sembra giusto però a postare sfondoni su gatti e animali, uno al secondo. Per l'amor di dio, ognuno fa quello che gli pare del proprio tempo e vita ma quando gli dici di rallentare che sta riempiendo le bacheche con idiozie assurde quando un po' tutti vorremmo avere notizie su quello che è successo anche per solo dare una mano rilanciando un post, quell* ti risponde con una frase del genere: "Sono in ferie, penso per me di quello che è successo non me ne importa niente", allora il discorso cambia. Eppure gliel'hanno detto che uno strizzacervelli gli farebbe bene e che anzi, ne avrebbe proprio bisogno sul serio e non come modo di dire. Eppure non ci vanno. Meglio le ferie. Anche questa l'avevo già detta ma sembrano barzellette e non lo sono purtroppo. Così c'è una "piattola" in meno e va bene così.
Son quelli che quando tocca a loro, pretendono aiuto, d'essere ascoltati in qualsiasi situazione si trovino e degli altri non gli può fregar di meno. Spiacente, è il genere di cose che non voglio più intorno e se mi trovassi davanti ad una scelta drastica di aiutare l*i o un altr* nella stessa situazione, sceglierei l'altr* come in un triage. Lo so, non ero così ma la vita ti cambia. In fondo c'è una logica: perché esistono cose così? Si potrebbe rispondere per capire cosa giusto e cosa sbagliato ma poi lo sbagliato che mostrano è talmente lercio che poi la puzza non va via.

venerdì 19 agosto 2016

L'ultimo samurai, la vera storia.

Non ho voglia né tempo di scrivere anche se ho molti pensieri da mettere a fuoco e molti altri da tenere per me. Così oggi metto un video che ne ho messi tanti romanticizzati. Questa invece è la storia vera che qualcuno si è impegnato a mettere in un video.

giovedì 11 agosto 2016

Le aspettative


In quante lingue vi
deve essere tradotto
prima che sia capito? :)
Piaciuto il post di ieri vero? Si vede. :)
Adesso il saluto va. Quante volte mi son seduto dalla parte del sensei? MAI.

Non mi è mai importato. Dall'altra parte magari c'erano tanti Dan da salutare di tutte le età. Magari c'era pure uno più giovane di  me o un settantenne. Non importa. Magari e spesso è pure successo, il supertitolato non reggeva che pochi secondi nel kumite e di nuovo non importa. Io mi siedo dove ho da imparare e ho sempre da imparare. Sensei, non è per me. Date il saluto al Dojo, alla disciplina a quello che posso passare, allo spirito, alla volontà, al desiderio di vincere la paura e di vincere per se stessi, per sentirsi migliori, per dormire nel letto in pace ed in armonia. No, nessuna rivalsa ma se ti comporti a cazzo allora anche i colpi in allenamento sono "seri". Dovrebbero essere per principio ma in quel caso lo sono per "giustizia". Un concetto strano fuori della filosofia orientale ma sta cosa la spiego più avanti va.

"Se vuoi sentirti ricco, inizia a contare tutte le cose belle che hai e che il denaro non potrà mai comprare."

Storia vera.
Un giorno c'erano delle cinture marroni che dovevano fare l'esame di nera. Così il maestro e non vi dico chi, gli fece fare un attacco simultaneo quattro contro uno. Rimasero in piedi circa 40" poi finita. Nell'incontro il maestro colpì uno dei ragazzi in modo forte e gli fece male. Un'altro dei maestri invece, vide quel colpo ed esclamò: "Bravo!" senza considerare il dolore di quello a terra. Nessuna parola, salutammo il dojo ed i maestri a fine lezione ma quando arrivammo ad uscire senza aprir bocca o fare un cenno, il primo tirò al secondo un oshiro-geri in piena faccia e lo sdraiò per terra. Sangue dal naso e quant'altro fa un male cane. Psss, l'avete visto vero? Non è come in tv che gli attori prendono i colpi e non cadono. Uno e si và giù. Non importa se tirato con tecniche di sfondamento per uccidere che si impara ma non si fanno (COMPRIS? ) o  semplicemente per colpire il bersaglio esterno, più blando. Alle volte si spezzano le ossa, si aprono ferite e si va giù davvero senza manco capire cosa cazzo ti abbia colpito e senza farlo apposta. Il bersaglio si sposta e bam, il patatrack. Lui non disse niente. Nessuno disse niente. "Impara la lezione." Voi l'avete imparata? :)
Oddio, "magari qualche testa di cazzo di mia conoscenza" sarebbe andato dai cc e l'avrebbe pure denunciato. In fondo non era un colpo in combattimento. Cosa avreste risolto? Avreste avuto un rimborso no so. Avreste mai poi calcato i piedi in un dojo? Naaaaa ;) Il vostro nome e cognome sarebbe girato per ogni dojo di tutta Italia? Seeeeeeee ma qui mi fermo perché poi non voglio dire cose che per il mondo forse son reati o che potrebbero essere lette in modo distorto.

"Se una farfalla batte le ali a Pechino, a New York si scatena una tempesta."

Per imparare dovete liberare la mente, per imparare dovete vedere e sentire e giudicare. Ebbene, cosa è il giudizio? Sono anni che sento dire frasi assurde del tipo: "Io non giudico". Ebbene, giudizio secondo Treccani è questo ma per farla breve userò quella di google: "La capacità individuale di valutare o definire." Vi alzate la mattina e giudicate cosa sia meglio per voi. Quindi andate in bagno, vi lavate i denti e vi fate una doccia, oppure fate prima colazione che poi uscite con i denti puliti. Rimanete a letto con la vostra partner e ci date dentro perché giudicate che la voglia di far sesso sia maggiore di fare altro. Proprio terra-terra. Ognuno di noi giudica ogni momento. Se il caffè sia basso o alto, troppo caldo o dolce, come preferite gli spaghetti e come  vi piace che vi venga tirato un pompino.

Ieri sera ero in disaccordo con un'amica di Fb che stimo molto e che seguo anche qui su blogger sul fatto di non aver aspettative da nessuno. Seguita a non tornarmi chissà. Vi schiantate con l'auto e rimanete feriti. Non vi aspettate che nessuno vi soccorra? :) Dai forse è meglio che si fermino e vi riprendano con il cell e poi mettano tutto su youtube senza far niente. Ecco, il principio è talmente pacchiano e che qualcuno ancora non capisce è che è dovere aiutare, e siccome qualcuno non la intende, la legge lo scrive. Se trovi qualcuno in difficoltà, ti fermi e l'aiuti o ti apro come una cozza: omissione di soccorso. Vedi un incendio? Ti fermi, chiami se puoi aiuto ma ti fermi e cerchi di spengerlo. Se ti va a fuoco la casa ti aspetti che i pompieri arrivino e che cerchino di fare lo stesso, ci sono apposta. Se ho una relazione che sia vera, mi aspetto che nei momenti di difficoltà la mia partner stia accanto a me e mi sostenga e mi aiuti anche per un solo bicchiere d'acqua e non sparisca dicendo che ha fatto un errore di valutazione. Me l'aspetto perché so che è mio dovere esserci quando è lei in difficoltà. Magari non faccio niente, magari l'accarezzo, magari faccio un lavoro per lei, magari che diavolo ne so, sparo due cazzate per farle spuntare un sorriso. Dai forza, continuate a dire di non avere aspettative. Voi non vi aspettate che l'altr* vi ascolti, non vi aspettate che ne so, che se tornate a casa tardi magari una semplice pizza l'abbia ordinata o che abbia rifatto il letto. Non vi aspettate di essere per lo meno considerati come l'altr* considera se stess*. Beh  queste "aspettative" sono la base di una sana relazione e fanno ai cozzi con le pretese che sono l'esatto estremo di queste. Non vorrei essere cattivo con quello che ho da scrivere davvero ma credo che se avete perso questi standards qualche rotella nel cuore e nella testa ha bisogno di una seria revisionata. Ognuno ha il diritto di aspettarsi tutto ciò, di parlarne prima di cosa ci si aspetta da una relazione anche di letto e di rispettare l'altr* nella sua integrità nonché se stessi. Il non farlo significa non avere fiducia e credere in chi si ha accanto. Non esserci o tradire gli impegni è da persona povera e disonesta anche se nessuna legge vi sosterrà in campo sentimentale. Cambiare idea è qualcosa di diverso dal "tradire" aspettative ed impegni per dio. Non ci sono vie di mezzo. Non ce ne possono essere infilatevelo nella testa. O una relazione è sana o non lo è. Questo è uno dei pochi casi in cui non accetto repliche perché davvero non ce ne sono.

"Non sforzarti di essere una persona di successo, quanto piuttosto di essere una persona di valore". 

Il benessere è vero che è fatto di interiorità, lo stare bene con se stessi, il trovare se vuoi armonia ed equilibrio. A letto i fluidi, spesso un problema. L'avrebbero risolto da sole? No. Alle volte per superare un problema interiore ti ci vuole un medico. Psicologo o medico generico. Magari dei farmaci e non ti aspetti se ci vai di ricevere aiuto? :) La condivisione di chi siamo al momento che ci incontriamo è la base per capirsi e forse per cancellare il problema dei fluidi, la paura di fare sesso a tre, di essere legata di squirtare come un uomo quando vieni e la lista è lunghissima. Da soli? :) Prego, mettiti davanti ad uno specchio e toccati e frustati. Questo è il "da soli!" Da soli non si hanno obblighi se non verso se stessi, quando siamo in due il primo obbligo è verso l'altr*. Poi si condivide ma solo poi e senza prescindere.

"Ogni errore è un passo che ti avvicina al tuo obiettivo. L'unico comportamento che può penalizzarti e decidere di non agire per paura di sbagliare."

Una miss forse non si aspetta che il suo "schiavo" ubbidisca? Date troppe cose per scontato senza pensare davvero a cosa sono. Oddio, magari quello schiavo si ribella perché gli piace essere punito e costretto ad ubbidire ma questo è parte del gioco.
Già. C'è chi lo chiama session, chi incontro, io seguito a chiamarlo gioco e non tanto perché è dispregiativo ma perché è il gioco il mezzo migliore per sviluppare empatia con la partner e vice-versa. Se non imparate niente qui, non siete niente. Se non rispettate le persone con cui dividete il letto e la felicità, mi spiace, non siete niente perché rendete l'altr* ancora niente. Ricordate, non c'è niente meno di niente.

"Anche quando credi di non avere nulla, c'è sempre qualcun altro che ha meno di te. Datti da fare per aiutarlo."
Tutto in fondo si basa sul giudizio e sulle aspettative alla fine. Andate a letto con la tipa di turno e vi tira un pompino penoso o a parti contrarie, la leccate da farle passare la voglia di stare a cosce aperte. Il caso più pacchiano che è legato alla diversa fisiologia tra uomini e donne è il sesso tradizionale. Ogni donna si aspetta che la scopiate come piace a lei per avere il piacere che cerca. Se voi uomini scopate per voi stessi, dopo qualche minuto siete venuti e lei non sarà quasi manco a mezzo. Ripetetemi adesso che non avete aspettative che mi rotolo per terra. Dal vostro partner anche se siete dei cosi senza sentimento, vi aspettate per lo meno di essere soddisfatti. Voi siete li per soddisfarvi l'un l'altra punto
Una relazione semmai non deve essere un obbligo. Nessuno deve imporre qualcosa per la vita manco in una relazione SM ma se "TU" ti impegni in piena libertà di coscienza, in grado di capire quello che dici e pensi, allora per dio, "TU" mantieni. Chiunque deve. Si, ci sono stati dei casi clamorosi in cui dal "Ti amo", dal: "Non ci perderemo mai", dal: "Comunque vada rimarremo sempre amici," siamo passati all': "E'? Mai pronunciate quelle parole, hai capito male," mentre davanti a te c'è un mare di posta e di messaggi e di momenti vissuti assieme che dicono altro. Se mi chiama tizia qua e mi dice: "Luca, sono in un casino, vorrei parlarti," a meno che non stia con l'acqua alla gola parto subito, ovunque questa sia oppure mi libero e parto e non subito anche se sono 30 anni che non la vedo e vi garantisco che se capita al contrario sarà lo stesso meno che con certe indefinibili cose incontrate qui che a chiamarle persone è un'offesa al genere umano.
Il Dojokun che questa è la "Via".
L'amore o una relazione sono il nostro Dojo,
 la nostra Via o parte di una più grande.
Leggere prego con un click

C'è a chi è rimasto in mano degli oggetti da SM che si sono scordati di rendere (ohhhhhhhh chissà perché, e a chi altro. La "collaboratrice" qua ne sa qualcosa). Strano no? Sempre per tornare al karate uno comprò i pesi e li donò all'associazione. Poi smise e si riprese i pesi. Ma non erano donati? O si va alle "botte" o per vie legali. Era un tipo strano. Una volta perché si sentì perso mi tirò uno sgozzino che quasi mi troncò la gola. Andò bene e dico davvero. Appena più forte e non la raccontavo.  Pensate che questo "signore" abbia mai rimesso piede in un dojo? ;) Lo sanno anche i sassi ma questi fanno finta di non parlare. Li per lo meno potevi "dare". Fa venire la strizza al culo e parecchio dover andare a fare un allenamento con qualcuno a cui hai fatto una porcata. Invece di darti un pugno alla figura semplicemente presentato, te lo rifila serio oppure non ti fa stare in piedi per più di 3 secondi. E' un po' come entrare in una lavatrice ed è pure una buona scuola. Nel Judo era pure peggio. Sembravi un cartone animato. Sbam, sbam, ghhhhhhhh, sbam, sbam e arrivavi a casa che sul collo e sui piedi ti sudava sangue invece di acqua salata e ti faceva male tutto dal primo capello all'ultima unghia dei piedi solo perché magari avevi detto: "Ma". Non vuoi lezioni? Non venire. Non vuoi imparare, stai a casa. Nessuno ti obbliga, la porta è aperta le condizioni chiare: "Rispetto, lealtà, sincerità". Così dopo tanti post cancellati, riscrivo anche questa. Mai colpito nessuno? No. Mai rotto qualcosa a qualcuno? No. Ti è successo di menare uno di brutto? Si. A 15 anni ed era una situazione davvero "Forte". Per tutto il resto ho sempre avuto "paura". Reagisco d'istinto e quello mi dice di colpire nei posti giusti e se è troppo forte, non ti rialzi. Così piuttosto che di avere qualcuno sulla coscienza evito. A tutti i costi, evito ma rimango del mio parere e mi da noia pur non elevandomi a nessun titolo sentire dall'ultim* arrivat*: "Tu sei vecchio". Non importa che età ho, non importa manco quella che hai tu. Sono li per ascoltare, sei li per ascoltare ed invece sono solo li per avere ragione. A prescindere. Non importa quali porcate fanno, non importa cosa dicono, non importa proprio niente. Hanno solo ragione e guai se gli fai ombra.

"Sii vulnerabile. Consenti a te stesso di essere aperto, sensibile e autentico. Lascia che le emozioni fluiscano, piangi e ridi liberamente, senza filtri."


mercoledì 10 agosto 2016

Me, un po' di storia e un po' di via.

Premessa. Questo post è scritto in modo molto pacato senza rabbia o rancori o altro. Leggere con il tono giusto è molto importante.

Conosco i miei limiti. Io non sono perfetto e lungi da me la lontana idea di poterlo anche lontanamente diventare. Ci provo ma è quasi un tentativo fallito in partenza. Sono abituato a scegliere in base a quello che so e questo è dovuto ad un sacco di letture e di verifiche sul campo. Se prendo una cantonata alle volte la difendo anche sbagliando, fintanto che non ci sbatto il muso e dico: "oh cazzo". Nei limiti del possibile chiedo le cose con un per favore e ringrazio per la cortesia anche sul luogo di lavoro.
Come ho più volte detto, ho fatto per una ventina d'anni arti marziali sopratutto kumite. Il che significa allenarsi per mesi per stare qualche minuto davanti a qualcuno che cerca con tutte le sue forze e la sua energia interiore, di buttarti giù e non farti rialzare. Ci vuole coraggio. Alcuni, anche molto bravi, semplicemente non ce l'hanno. Alle volte si perde un dente, alle volte ci si tronca qualche osso. Capita, è nel conto. Significa anche conoscere i propri limiti proprio perché nessuno è perfetto. E' difficile eccellere su tutto e sono rare persone possono. Significa nasconderli a chi ti vuole buttare giù ed utilizzare quello che sai fare per vincere sull'avversario. Questo è l'abc. Nascondere la fatica, nascondere il dolore di una frattura, il dolore di un colpo ricevuto magari al fegato o a una gamba. I polmoni che ti bruciano la paura che comunque tu hai nei confronti di chi magari sfrutta il tuo batter di ciglia per portare un colpo risolutivo nei tuoi confronti.
Smisi tanti anni fa per un incidente sul lavoro, serio. Quando guarii, qualcuno venne a cercarmi e mi disse queste parole: "Sai il braccio destro del grande capo, ha detto qualcosa su di te: "Luca smette? E' una grossa perdita per il karate italiano"". Non so se sia mai stato vero, non so manco cosa abbia mai davvero fatto in tutti quegli anni di così importante da far dire una frase del genere anche se i miei ragazzi mi chiamavano maestro. Ho fatto le mie cose, quelle ritenevo giuste e alle volte pure sbagliate, capita.
Mi hanno insegnato a salutare con rispetto i miei amici e i miei avversari, prima e dopo aversele date alla "morte". Luca è un curiosone e ha imparato a fare tante cose anche quelle che esulano dal mio diploma. Non so più fare le analisi chimiche qualitative e quantitative, ero bravissimo, dice e mi toccavano i campioni più rognosi. Qualcuno era veramente troppo.
Mi è rimasto il saper progettare una casa anche in modo particolare, un giardino, smontare un'auto e rimontarla, motore compreso. Di rimando so saldare ad elettrodo quasi qualsiasi cosa e lavorare il ferro battuto. Forgia, incudine e martello. Ho imparato a fare una gran parte dei lavori di idraulica e come elettricista. Ho imparato a muracchiare, a intonacare ed imbiancare. Sono un tecnico informatico per il mio settore molto bravo, so lavorare in vettoriale e pure fotoritocco e restauro di foto a livello professionale.
So, anzi sapevo disegnare bene e per un pò di tempo ho anche fatto comics. Poi quell'incidente mi ha impedito di tenere lapis e pennino a china in mano senza dolore ed è per quello che mi son dato al disegno digitale. Tenere in mano un mouse, non mi fa male. Ho fatto foto professionali ma poi l'impegno con il dopo, mi ha fatto mollare il resto. So cucire a mano e a macchina, anche sul lino ma la lista è ancora lunga e siccome non voglio star qua a dire, mi fermo qua. Dico solo che spesso mi hanno detto che ero un "tipo da sposare". Di rimando rispondo che non sono il tipo manco da portare a letto solo per questo. Se cercate qualcuno per fare i lavoretti di casa o per il lavoro, avete sbagliato buco. Cercate sull'elenco, anche digitale e chiamate l'esperto che più vi confà. Se cercate un uomo, allora sono disposto a discuterne. Il mio prezzo si chiama lealtà ed onestà. Al di fuori di questo niente esiste. Se mi mentite, vi mento. Se cercate di giocare con me e me ne accorgo, gioco con voi. E' molto semplice in fondo.
Non cerco nessuno come ho più volte detto. Il mio mondo è così particolare che è un po' fuori dagli schemi comuni. Sono abituato a camminare per strada con la tipa al guinzaglio senza vergogna né per chi sono, né per quello che mi piace. Come disse una volta mio cugino: "In casa nostra siamo sempre stati dei gran porcelli, solo che tu ci hai superati tutti," ridendosela di brutto.

In altri tempi ho difeso il sonno di molti e costa fatica. Tanta. Oggi penso non di aver sbagliato, no, ma di averlo fatto per persone che semplicemente non se lo meritano ed il merito per me è la parte fondamentale della vita associato ad una buona dose di "compassione buddista".
Perché ho scritto sto post?
Perché mi sono imbattuto con l'ennesima guru a cui basta un corso di legature per essere diventata maestra soprattutto se associato ad un titolo di studio. Nelle arti marziali quando ho cominciato non c'erano gli esami per passare. Nemmeno adesso ho un diploma, qualcosa che certifichi il mio livello. Non ho un palmares, non mi sono mai interessate le competizioni "sportive" dove i colpi si tiravano per farli vedere o quasi. Mi piaceva e mi piace la filosofia, la meditazione, lo studio delle tecniche di lotta e in quanti infiniti modi si possono elaborare. Il karate era mutevole come la mente. Si evolve ed impara da se stesso.
Era il maestro che ti valutava e ti diceva: "Metti la verde". Poi riunificammo gran parte delle federazioni e una fu predominante. Per ogni cintura c'era un esame. Il gran capo disse che prima della blu i ragazzi non avrebbero dovuto far kumite ma "mi opposi". Feci presente che nel judo il contatto fisico è sempre presente anche dalla cintura bianca (7° kyu), e che il "Randori", si fa tutti i giorni. Il rischio era quello di avere ragazzi che non avevano nessuna confidenza con il contatto, con la distanza e con un combattimento vero anche con la paura. Il risultato fu che venne ricambiato tutto e che i ragazzi avrebbero cominciato per gradi fin dall'inizio. Ebbene, per arrivare alla cintura marrone ci vogliono per lo meno 3-4 anni di frequenza. Questi dopo aver imparato per i cazzi loro, per aver fatto un corso, per aver scritto delle boiate da qualche parte, diventano i guru. Ebbene, non ci sto più.

Vengono qua, pretendono a loro tutto è dovuto. Scrivono e il rispetto non te lo danno manco a prescindere perché magari non sanno chi hanno davanti. Non importa. Ricco, grande, bravo o principiante, prima di buttarlo giù (o essere buttato giù), ho salutato e rispettato, prima e dopo. Se il karate italiano ai miei tempi è salito sulle vette del mondo e per dio, è anche grazie a me per quel poco che ho dato. Vi metto un filmato va, così avete un'idea di cosa sia il kumite. Lo era prima di me, è stato con me e lo sarà anche senza di me. Così vi fate pure un'ideuzza va :)
L'aggiungo adesso che l'ho rivisto per la 12ma volta. In questo filmato c'è un pluricampione mondiale compagno di squadra perché se non è lui, è il suo fratello gemello. :)


Quando cominciai Judo, prima del karate, il problema dell'arte in italia era che i judoka non riuscivano più a combattere con una frattura in corso. Il dolore insopportabile. Mi tirarono un tomoe-nage e la clavicola andò in pezzi. Faceva un male bestia ma fino a che non mi dettero il "mate", strinsi i denti. Fratture? A gogo. Ogni tre mesi faccio il bagno nel bostik ma quello fu un cambio. In un vecchio post cancellato scrissi di non mettere in dubbio la mia volontà. Ecco, questo il primo esempio. Non ho mai mollato  e probabilmente lo farò quando sarò morto. Dopo l'incidente mi dissero che si sarebbero voluti per lo meno sei mesi per ricominciare a muoversi. Dopo tre mesi avevo ripreso il 97% di mobilità. Come? "Lacrime e sangue", volontà.
Adesso quei vincitori sono diventati maestri e forse risale. Mi piace. Tanto. Mi piace che le persone abbiano una disciplina morale e che sappiano quello che fanno. Mi piace che arrivino i nuovi anche nello shibari, mi piace che imparino. Però c'è un limite. Con una cintura da judo io so come ammazzarti non solo come legarti. So dove non devi premere, so che è rischioso cazzo e che non bisogna scherzare. Non è che sono un omicida. Chiunque faccia arti marziali queste cose le sa. Anche Wieseman nei suoi scritti ha sempre sostenuto di andare a fare judo e di farlo bene prima di fare soffocamenti o altro. Anche questo era in un post cancellato perché non voglio che impariate o proviate leggendo qua cose che potrebbero costarvi caro, parecchio. Non mi piace nemmeno che il fai da te si elevi a maestro o faccia corsi. No. Mi spiace. Shirai è stato guardato male per i suoi scritti e la sua enciclopedia del karate perché traeva denaro da qualcosa che denaro non deve vedere. E' filosofia, è vita ed è via, "DO". Figuriamoci.

Vi racconto una storiella vera. Un giorno un maestro di cui non faccio nome, si trovò ad attraversare la strada in città mentre sopraggiungeva un tram. Il conducente dovette fermarsi e cominciò ad insultarlo. Chiese scusa che sovrappensiero non l'aveva visto. Nessuno si era fatto male in fondo. Solo che l'autista era incazzato nero. Scese e lo prese a botte. Il maestro si chiuse in difesa e non gli disse nemmeno cose del tipo : "Fermo che se rispondo poi"... semplicemente quando l'altro ebbe esaurito la rabbia ed il fiato gli disse: "Hai finito?" E se ne andò.
Ecco, avrebbe potuto rispondere e fargli pure parecchio male. Saper di poter fare non significa fare. So che se l'avesse incontrato sul tatami anche solo in allenamento, non avrebbe avuto "pietà" perché con noi non ne aveva. La forza o ogni azione deve essere per forza adeguata a chi si ha davanti.
Ah, quando facevamo una cazzata, una mancanza di attenzione o di rispetto, la meno grave erano 3 giri a coniglietto del dojo e alla più grave 10 flessioni, 10 pugni. 20 flessioni, 20 pugni e così fino a cento. Psss.. le flessioni su due nocche e per qualche maestro anche solo sui pollici. Così si paga la penitenza e ci si rafforza per le tecniche di rottura.
Non farò manco la lista dei maestri con cui ho imparato. Qualcuno meglio, qualcuno da lasciar perdere anche per questo. Nell'ambiente si sa chi è e chi non è. Chi è bravo per qualcosa, chi per insegnare una schiappa, chi la tdc e chi il santo. Però non si può scrivere perché si ama il mondo rose e fiori. Tutto bello e forse è pure giusto così. Tanto non cambia nulla, solo la formale apparenza. Scemo sono, scemo rimango. "Santa sei, santa rimani, zoccola pure" nel caso eventuale e in tono generalista.
Chi ci si riconosce ha la coda di paglia va. :)