domenica 27 maggio 2012

Pubblicazioni così per fare spettacolo

Stamattina mentre riordinavo il blog e le tags, controllavo qualche galleria fotografica che è andata a farsi friggere e rimesso su le foto, sono imbattuto sull'ennesimo post in un ennesimo blog di un altrettanto ennesimo master di cui si parla principalmente di cultura bdsm, libri, film, scritti e cose del genere. Ovviamente il blog è protetto dal copyright su cui si dichiara che non bisogna scopiazzare ma l'autore da quel poco che ho letto scopiazza di brutto e non cita fonti.
Oddio, da quel che scrivo alle volte sembra che stia qua a criticare il mondo e che le cose buone le faccia solo io. Naaaaaaaaaaaaaa. La prima cazzata è quando mi sveglio la mattina, la seconda è quando mi guardo allo specchio e la terza è quando decido di scrivere qui sopra e la quarta è quando sopravvivo alla giornata.

Il vero mio problema se così lo posso dire è che mi guardo intorno è vedo così tanta superficialità e leggerezza e vedo gente che tenta di approfondire argomenti che tanti esperti hanno durato fatica ad approfondire in una vita di studio serio.
Intanto il bdsm che facciamo noi deriva da una cultura giapponese, lontana nel tempo e la cultura non è solo scritti o immagini o dipinti o oggetti o architettura. La cultura nasce dal valore dei piccoli gesti della quotidianità ricoperti di una gran massa di più o meno grandi contraddizioni anche in serio conflitto tra di loro.
Per chi vuole approfondire la nascita dello western bondage, suggerisco di nuovo il sito ti Tokyo bound
dove è assolutamente necessario conoscere l'inglese.
Pur avendo approfondito la cultura giapponese per anni anche per me è stato difficile capire alcune cose, sentirle dentro e viverle forse nel modo in cui davvero esse stesse si esprimono per loro natura. Alle volte è come leggere più volte lo stesso libro ed ogni volta riuscire ad afferrare qualcosa di nuovo, di vedere mutare quello che si pensava prima ed raggiungere ogni volta il suo cuore profondo. Insomma non si finisce mai di imparare ed imparando si sbaglia.

D'altra parte n'è mica solo opera sua. L'altro giorno mi arriva una bella segnalazione di un "taccuino"  su cui una sedicente misstress "Cruddy" di soli vent'anni, aveva spudoratamente scopiazzato cosa sia il bdsm da questo blog, senza citarne la fonte ma semplicemente attribuendosene l'affinità intellettuale. M'importa un corno alla fine, lo senti vicino? Mi sta più che bene ma rispetta chi scrive di sana pianta, chi non cita il libro e la frase ad effetto ma secondo le sue esperienze, per quello che ha letto ha scritto qualcosa di unico, bello o brutto che sia.
A che mi serve di parlare sul blog della recensione del libro x se non per invitare qualcuno a comprarlo e leggerlo e poi discuterne? Ti pagano? O.o. Oppure uno lo fa solo per attrarre persone e scambiare opinioni su questo o quell'altro che alla fine di sostanza non c'è nulla.
Capire il bdsm significa capire il Giappone, il Giappone è evoluzione del buddismo tradizionale che è diventato shintoista ma che alle volte è un miscuglio del tutto e nessuno su questa terra è in grado si spiegartelo.




"Il vuoto nella cultura orientale - 1
Il taoismo, per il quale il vuoto è costitutivo dell’universo quanto il pieno (l’esempio classico è quello del vaso, che non si può pensare se non come cavità vuota circondata da materia utile a trattenere l’acqua), e lo zen, che esperisce il vuoto tramite “pratiche” rituali, mettono in evidenza ciò che è assente ma presiede a quel carattere, quell'essenza, universale che va sotto il nome di “impermanenza”. Il vuoto orientale è reale, concreto; ma in Occidente mancano le parole per configurare il suo operare, la sua luminosa in-essenza produttiva, di cui è possibile avere un’esperienza positiva attraverso le forme d’arte orientali che, invece di “rappresentare” un oggetto, “presentano” il vuoto tra le cose, ciò che le individua e distingue." http://www.meditare.net/vuoto

Potrei dire che entro quello spazio vuoto ci sta la nostra anima ma sarebbe comunque riduttivo. Potrei dire più spazio e quindi più possibilità di espansione della nostra anima in quello stesso spazio ma sarebbe di nuovo riduttivo. Dove sta l'armonia, e l'essenza di ogni cosa e di ogni vita che la crea e la sensibilità per afferrarla? Non c'è. 

"Vuoto e meditazione
Il vuoto non è un'entità negativa, quindi da non confondere con l'inesistenza. Si tratta solo di una semplice assenza, di uno spazio autonomo, affrancato, apparentemente incoerente. E' come una cavità ricolma di nulla, ma pronta e disponibile ad accogliere come ad elargire, a ricevere quanto a donare. Quando i pensieri si diradano o il loro flusso rallenta sopraggiunge una pausa, una discontinuità e un'ordine a cui non siamo abituati e che viene interpretato come vuoto. Possiamo dirlo silenzio? Sarebbe meglio indicarlo come distanza dal consueto frastuono che permette di percepire ... l'armonia dell'inaudibile. Basta predisporsi, essere più attenti, pazientare, ascoltare ... 

Invece di imparare a vuotarvi la testa, in genere ve la riempite di libri, di commenti, di idee vostre, di opinioni consolidate dove ragione sta spesso dalla vostra parte. Giusto. Ma se si parla di zen, no! Mollate i libri, mollate i preconcetti, mollate le vostre sicurezze, mollate le giuste incertezze piene di dubbi o nessuno riuscirà mai davvero a riempire una tazza già colma. E' più semplice così come fate voi? Di sicuro lo è ma non è zen, non è cultura giapponese e alla fine sono solo corde e sesso sciatto. Invece di sedervi, di pazientare di crescere di imparare perché fuggite se state bene? Non funziona manco nella visione occidentale il tutto ed il subito: "l'erba voglio non esiste manco nel giardino del Re".
Altra cosa è voglio una sensazione forte, subito emotiva e quel che succede succede. L'ho appena scritto su fb: salite su un aereo, buttate fuori prima il paracadute poi vi lanciate voi. se riuscite ad afferrarlo, indossarlo e ad aprirlo in tempo avrete il vostro rush emotivo. L'effetto sui sentimenti e sulle relazioni è lo stesso, se ti va bene è una volta, per il resto sono solo SPLAT!

E' la classica domanda da 10.000.000 di euri. Che cercate nella vita, la pura bellezza estasiante in grado di colpirvi immediatamente e stimolare subito le sensazioni o l'essere insignificante e brutto che riesca a farvi star bene a letto e fuori dal letto?

Ad ogni giusta e personale aspirazione, il suo ovvio percorso. Nella prima ci sono gli orari, sei impegnato o meno,  il peso, il colore dei capelli, quante volte ti radi, che profumo metti, che abbigliamento indossi e via così. Nella seconda c'è solo l' "io e te" senza falsità. Guarda caso il sesso, il bdsm è l'unica cosa che non si può fare nella vita fingendo se non poche rare volte.

Buona domenica.

2 commenti:

  1. Hai proprio ragione,viverlo bene si, ma la vedo una cosa piuttosto difficile quella di trovare la persona giusta... da affidarsi.
    Ti auguro una belissima settimana.Beso

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    1. Molto difficile ma quelle poche, rare volte che ci si arriva l'emozione ti toglie il respiro. Non per niente c'è un diamante al centro del drago ;).
      Non mi stancherò mai di dirlo: "il fiore perfetto è una cosa rara...". Encantado Luna, Beso. :)

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