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sabato 27 maggio 2017

Al lupo, al lupo!

Sera. Non vi incazzate di nuovo anche perché non sopporto la politica del te l'avevo detto. Odio? Non lo posso usare perché sono incapace di odiare.
Però rimane il quanto anche perché è sfiancante ripetere le cose a chi non vuole o non può ascoltare.
Non fate sta cosa perché c'è il rischio di...
Adottate dei buoni metodi di rispetto per una persona o per il/la partner che avete accanto.
Fate il care per come vi pare per come vi sentite meglio ma fatelo.
Usate accortezza con quella pratica come il dolore e l'assuefazione.
Non fate troppo fisting perché poi il prolasso e ce n'è una lunga fila.
E' come la novella dell' "Al lupo! Al lupo!", tutti sbraitano e se ne fregano poi nel momento il cui il lupo arriva davvero sono cazzi vostri. Beh io sono il tipo che le cose ve le dico una, due, dieci volte ma nel momento che il lupo arriva davvero mi metto dalla parte di quest'ultimo e se si dimentica un pezzo, glielo metto da parte. Mi piace assistere alla scena, molto esaltante vedere come la legge dell'evoluzione fa sparire gli webeti.
Non v'è mica altro è. Niente di più e niente di meno. Mi fa pure ridere quelli che tornano dopo qualche anno con un: "Avevi ragione". Non le scrivo mica per avere ragione. C'è un ragionamento dietro, il mio. Metteteci il vostro se il mio è sbagliato ma argomentate il PERCHE' ed il COME siete arrivati al vostro. C'è una differenza sostanziali tra le opinioni e le cose. A me può piacere il gelato al pistacchio a voi alla panna. A qualcuno il gelato non piace e va bene così. VA BENE COSI'! Sai che coglioni avessimo tutti gli stessi gusti?
Queste sono le opinioni. Come fare il gelato invece cambia parecchio ed è la sostanza delle cose. Resta il fatto che tutti facciamo il gelato. Scritto come diceva il testo del corso di tedesco: "A prova di imbecille" e c'era scritto davvero!

domenica 21 maggio 2017

After care? No, always care!

Scritto con il cuore non con altro e dietro ad un articolo di Ayzad che un'amica ha postato sulla sua bacheca. Questo.
Leggendolo mi pare lontano anni luce da quando ADR andò ad intervistarlo a Milano quasi non sia più la stessa persona o per lo meno per come me l'avevano presentata. Ho letto e riletto quell'articolo diverse volte prima di scrivere che non voglio affrontarlo capendoci fischi per fiaschi visto che mi pareva di stare in posizioni talmente agli antipodi da non poterci avere una discussione. Adesso si presenta sul "mio terreno". Che strano ma per un attimo non voglio leggerci nessun interesse ma solo buon senso. L'opinione di un articolo può essere molto diversa a seconda del proprio stato d'animo o nella predisposizione che si ha a leggere un autore. Capita anche verso di me che la gente mi legga incazzato e invece sono tranquillo come una pasqua o che veda nelle mie esposizioni dei punti inderogabili e fissi. Impositivi. Non lo sono se non per me stesso. Così come io non debbo per forza accettare i vostri, nemmeno voi dovete accettare i miei. Come tutte le persone sane, credo si debba avere una base su cui fondare i propri ragionamenti e le proprie conclusioni ma per altrettanta saggezza, ogni base penso debba essere cambiate anche grazie all'esperienza acquisita. Io non sono quello di 10 anni fa e nemmeno quello di 2. Ogni crescita nasce dal confronto e non dallo scontro. Adoro quando mi espongono idee in aperto contrasto con le mia, perché se costruita su argomenti validi, diventa occasione di crescita.

Sarà perché ho visto talmente tante donne nude nella mia vita, sarà perché non lo so ma da un po' non riesco proprio più a concepire l'idea di vivere qualcosa semplicemente perché eccitante.

Stamane una molto più che amica scrive sulla sua bacheca: "E poi ti passa la voglia di farti spazio a forza nella vita degli altri, di cercare di costruire ponti o abbattere muri per cercare di raggiungere persone complicate che invece sono solo egocentriche ed anaffettive. Mi mancano quelle belle situazioni genuine, quasi sorprese, quei sorrisi che sappiano anche tenere a bada i miei lati peggiori senza per forza dovermi sopportare. Vorrei trovare porte aperte... senza dover continuamente bussare, dove entrare con dignità e trovarne altrettanta. Prima o poi i nodi vengono al pettine... ti strappano i capelli e spesso quelli troppo stretti in gola fanno piangere."

Bando alle ciance,  non è che non si possa fare sesso o bdsm senza sentimenti al solo scopo di divertirsi. Si può fare di tutto per quello che appaga ognuno. C'è chi compra una scopata e chi una session e poi ciao. Deve bastare a chi lo fa per dio mica a me. Ognuno è diverso ed è giusto così. Siamo tutti diversi e va bene così ma il punto rimane sempre quello: "patti chiari, amicizia lunga" e che il vivere senza sentimenti e fare queste scelte di vita significa anche se non esserlo già, prendere la strada più veloce per diventare un narcisista patologico.
Poi vi arrabbiate perché ci sono i morti di figa e le morte di cazzo. Per forza. Poi mi incazzo pure io che sbatti in gente che pur di ottenere dicono e fanno di tutto. Perché signori e signore la vera differenza tra quelli senz'anima e quelli che ce l'hanno è tutta li. Non puoi chiedere e riceve fiducia e rispetto da chi dell'altr@ non ha nessuna considerazione. Che uno sia un semplice uomo e poi nelle vesti di master, slave, top, personal trainer, divulgatore, non c'è che una strada da poter seguire ed è quella della SANA coppia, con SANI rapporti anche se poi vive situazioni estreme. 
Così le regoline che leggono tutti su cosa sia il SSC, il bull whipp e come si usa. Il legare, la gente che si veste con il kimono per fare più scena, è tutta roba da conoscere si ma questo non è il SM. E' apparenza, tecnica e regoline per ricordarsi cosa fare. Sono anni che dico che il SM non esclude i normali rapporti di coppia se mai li amplia ma spesso troppa gente che fa orecchie da mercante o che mi viene addosso con frasi del tipo: "Che cazzo vuoi tu? Ti credi il portatore della verità?" Prendono le tue frasi, le estrapolano, le fanno diventare incomprensibili e ti accusano di non riuscire a spiegarti. Mettono in giro voci non vere, si inventano di tutto ed il contrario di tutto pur di evitare che si senta una campana "SANA", perché se poi la gente apre gli occhi, questi vengono automaticamente messi fuori gioco e loro sono il centro dell'universo. Non si può!

Il tempo è la chiave.
Se un@ vada a comprare una session, è bene che vi sia un' "anamnesi" di entrambi. Capire cosa si va a fare e come. Come si interpreta una certa pratica, dove, come, quando. Più conoscenza si ha, meglio viene. Dopo, sia dal punto di vista del cliente o del fornitore, un'after care rimane tanto più importante quanto più forte è stata la session. Ad ogni incontro se mai ve ne sarà uno, la conoscenza aumenterà così l'affiatamento.
Il tempo è importante anche per le normali coppie ma non necessariamente ogni volta che ci si vede, s fa qualcosa. Ogni volta è e rimane comunque conoscenza ma confermo il fatto che per i divulgatori, è sempre peggio. Noi siamo esposti qui. Pur ogni volta facendo una breve presentazione di me è facile leggere gli articoli per come la pensano i vari Ayzad, Mastro, Pinco pallino e Genoveffa. 
"Io ti appartengo? Ti prego dimmelo ancora! Mi piace tanto sentirtelo dire...
Potrà sembrare assurdo eppure l'idea di appartenerti mi rende "libera" mi sento libera di essere me! Non è facile da comprendere, questo mondo non è per tutti.
...
"Dammene ancora perché sono la tua troia!" forse non è per tutti, ma è per me che non volevo nemmeno provarci e adesso vorrei sentirmi ancora tua, al centro del tuo mondo! Mi manchi, mi mancano le tue mani che mi accarezzano con infinita dolcezza e un attimo dopo si imprimono ferocemente sul mio culo."

Ma è falsità. Sono cose dette per carpire fiducia, per mollare difese, per farti sentire tranquill@. Oggi il centro del tuo monto ha un altro significato perché lei o lui è solo quello che vuole, essere il centro tuo e dell'universo. Poi l'inferno.

Confucio
Nelle coppie normali, no, l'after care è e deve rimanere l' "always care", in ogni momento, in ogni attimo della propria vita. Io che non credo nel matrimonio, che non credo il dio, scrissi in un post cancellato che adoro la formula del matrimonio cristiano come atto di lealtà ma leggermente modificato e che a sto punto lo metterei quasi come un must alla formazione di ogni coppia SM : "Giuro di esserti leale sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita". Non è questione di equiparare un rapporto sessuale normale ad uno SM, è solo l'approccio mentale. Certo che un'after care maggiore è importante alla fine dell'incontro ma è parte del dialogo, del piacere di vivere e di viversi e di rispettarsi fino in fondo senza compromessi.

Non importa se le storie finiscono, non importa se poi ci si separa e si va nel letto di un altr@, anche questo è l'always care.
Mi piace pensare in senso figurato ad un titolo di un famoso film: "Congiunzione di due lune". Da astrofilo credo che le persone non debbano vivere di luce riflessa ma illuminarsi a vicenda, come due stelle che in un sistema binario si attraggono in un vortice di sentimento e di piacere fino a fondersi. Visto che ci sono, se qualcuno arriverà al 2022, guardando su  nel cielo, potrà vedere il fenomeno ad occhio nudo tanto sarà luminoso  La coppia KIC 9832227 si unirà nel cielo per creare una nana rossa
C'è un'ultima cosa di cui parla Ayzad nel suo articolo, la disfonia della donna dopo i rapporti sessuali. Non mi è mai capitato di vedere donne tristi. Sorprese, esterfatte, alle volte quasi in semi shock di piaceri ed emozioni intense quindi non posso rispondere a quella parte per lo meno per come Ayzad l'ha scritta. Sono più favorevole invece alla risposta che si trova nell'A.I.S.P.A. (Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata), che per lo meno mi da una spiegazione più autorevole e anche più realistica alla mia (personale), esperienza. "Indipendentemente da tutti i fattori elencati sopra, nel sesso si è nudi, non solo fisicamente, davanti all’altro e davanti a sé stessi e ci si mostra per quello che si è lasciando andare la parte più vera e istintiva di noi. E a questo punto mi viene da pensare che, a volte, la lacrime che arrivano dopo essersi uniti, magari, sono solamente di liberazione." Federica Casnici

venerdì 19 maggio 2017

BDSM o SM cosa diavolo è?!


Cos'è che definisce il sadomasochismo e chi lo mette in pratica nella sua vita? In parole semplici, cosa definisce una persona come sadomasochista oggi? Basta essere iscritto ad un sito a tema per cui è sufficiente far parte della cerchia forse? Mettere in atto qualche pratica nella vita di tutti i giorni forse? Forse da un lato, basta imporre le proprie idee al prossimo e dall'altro subirle per essere classificati come sadomasochisti? Insomma qual'è davvero il limite per cui "siamo" o no nella cerchia, nel gruppo, o nei malati di queste che alle volte vengono definite deviazioni o ancora parafile?
Ci hanno provato in tanti senza riuscirci quindi non ho nessuna pretesa di farlo io ma rimane il fatto che per essere qualcosa o qualcuno una definizione ci deve essere altrimenti chiunque potrà uscirsene con un ma anche no e non arrivare mai ad una seppur ipotetica e discutibile definizione.


Quindi mi fermo un attimo e vado a cercare (per la 500ma volta), alcune definizioni scientifiche di quello che sia davvero il sadomasochismo. Ne posto alcuni visto che a quanto pare, la maggior parte della gente sa solo criticare quanto scrivo ma non porta nessun contributo valido alla definizione del quanto.
Ovviamente li cerco in sito autorevoli altrimenti poi l'ultim@ coglion@ si metterà a criticare anche questo dimostrando che associati al SM c'è una buona parte di narcisismo estremo in cui ognuno di loro ha ragione perché tutto il mondo gira intorno alle loro idee. Personali, senza nessun fondamento. Hanno ragione a prescindere come tutti i narcisisti.


All'interno di questi links potete di sicuro andare ad approfondire la cosa attraverso una ricerca multimediale degli argomenti e degli studi fatti dagli autori che si sono succeduti fino ad oggi. Ci sono comunque due dati assoluti: il primo che il sadismo storico di De Sade, non è lo stesso che viene messo in pratica oggi. Il secondo è che le visioni della sessuologia moderna hanno permesso a tanti di essere più elastici e che innegabilmente non tutto è parafilia e/o deviazioni.
Nell'articolo precedente ho già messo il link alle 120 giornate di sodoma, inutile che mi ripeta. Andatevelo a leggere. Se credete che a fare quelle cose sia tutto normale o beh, allora prima di venire rinchiusi e/o giustiziati (dipende dallo stato in cui vivete), proseguite così. Questi a quanto pare l'hanno proprio messo in pratica.
Sia nel Sadismo di De Sade, sia in quello messo in pratica da i due a Roma. c'è un denominatore comune. Sadismo e narcisismo, vanno spesso a braccetto ed anzi, sono spesso l'uno figlio dell'altro in un crescendo di egocentrismo associato alla gratificazione personale per cui le persone intorno a loro sono solo mezzi per appagare i propri piaceri e la propria curiosità. Un'altro innegabile aspetto è la ricerca alte dosi ormonali di adrenalina e questo spesso supera il piacere sessuale più convenzionale.
Non c'è un piacere sessualmente diretto tra una tortura e la pratica sessuale. Vengono ricercate situazioni estreme di estrema adrenalina.
Qualche anno fa, nel tentativo di mettere un limite al lecito, fu introdotta la definizione di SSC: Sano, Sicuro e Consensuale. Per quel che mi riguarda il consensuale non basta come ho già scritto ma rimane un limite comune decisamente accettabile.
Entrando in un sito a tema, nella fattispecie fetlife, ed intavolando una discussione seria mi trovo davanti le stesse identiche problematiche riscontrate in passato in altrettanti siti tipo manettematte (che non esiste più), legami, appartenenza tanti altri. Il problema non è nei siti di per se ma in chi li frequenta. Dopo le ultime mie esperienze adesso ci entro con un altro spirito e facendo attenzione ai dettagli. Insomma, con le antenne dritte alla ricerca dei comportamenti che definiscono atteggiamenti psicopatologici sado-narcisisti. Ribadisco che non sono un medico. Che quello che scrivo è una semplice opinione personale e che non ha nessuna valenza scientifica.
Gli atteggiamenti sono spesso ripetitivi fino alla noia. Le persone cambiano, i modi di fare restano e rimangono confinati in un certo ambiente. Quando ti confronti con medici esperti o persone con qualifiche alte il discorso cambia. Il dialogo è un dialogo e l'occasione un modo di scambiare esperienze ed opinioni nel rispetto reciproco.
Le linee guida di tali atteggiamenti sono ben descritte qui:
https://narcisismopatologico.wordpress.com/2016/02/03/le-8-tattiche-strategiche-usate-da-np-e-psicopatici-per-il-controllo-nelle-conversazioni/
Sarà un caso? Non credo. Avrò sfortuna? Non credo. Una volta è un caso, due volte è un caso, poi no, non lo è più. C'è penso, un luogo dove è più facile che un certo tipo di persone si possano tranquillamente ritrovare cosi come si ritrovano altri gruppi di interesse più o meno normale. Il narcisismo ed il sadismo sono spesso cose di quotidianità ma rimangono atteggiamenti o situazioni sporadiche piuttosto che come devianza comune. Insomma, non siamo tutti malati è che alle volte eccediamo in un senso o nell'altro. Capita, siamo tutti umani.
Il problema è sempre il come non il chi. Come definisce cosa si fa, la quantità di energia che ci si mette, il modo in cui si affrontano e si vivono le cose. La capacità di relazionarsi con i propri partners, amici e conoscenti. Tolgo gli amati perché "loro" non sono in grado di amare null'altro che non se stessi. Loro non sbagliano mai.

Fatto questo contorno necessario, torno alla domanda iniziale. Cos'è che definisce un sadomasochista? Dove comincia quel limite fa saltare in modo definitivo la normalità all'appartenenza ad un un gruppo di persone?
Secondo il ICD-10 2009, F65.5  -  Sado-masochismo 

Preferenza per attività sessuali che comportano il procurare dolore, umiliazione o schiavitù. Se il soggetto preferisce assumere il ruolo di ricevente di tali stimolazioni si parla di masochismo; se è l'inverso si parla di sadismo. Spesso un soggetto ottiene eccitamento sessuale da entrambe le attività. 
Per chi avesse la coda di paglia e seguiti a non capire di cosa si tratta, precedenti gli articoli: 
1 - I contratti bdsm ed alcune regole di convivenza lunedì 28 febbraio 2011

L'uso del contratto non è sempre necessario ma è inderogabile il riconoscimento del "ruolo" (non inteso come apparenza), nel rapporto del top e del bottom. Il o la top hanno il "potere" di rendere l' "ordine" vincolante. Nel gioco di ruolo no. La pronuncia della safeword in genere succede o quando chi controlla esagera per una situazione sfuggita di mano o per il superamento di limiti non discussi prima dell'incontro. Le safe word hanno spesso il potere di interrompere un rapporto. Molti lo legano alle tre pronunce giornaliere o consecutive perché indicano un affiatamento ed un intesa che non c'è. Qualcuno, all'interno del rapporto si sente insicuro, non protetto o per lo meno non adatto a quella situazione. In mancanza della pronuncia di una safe o della mancata attenzione alle esigenze del bottom, chi controlla dovrebbe rendersi conto o di cambiare sistema o di cessare una relazione che di fatto è abusiva.

Come ho più volte ripetuto quasi in ogni coppia normale ci sono delle relazioni top/bottom e come afferma anche l'organizzazione mondiale della sanità, anche atti di sadomasochismo più o meno coscienti. (Fedoroff 2008, p. 639: "There are several obvious differences between these criteria and those of the DSM-IV-TR. First, the conditions of sexual sadism and sexual masochism are combined. Second, there is an indication that elements of sadomasochism may be present in so-called normal sexual life. Third, there is an explicit differentiation between sexually motivated sadomasochistic acts and those motivated by cruelty or anger in a sexual context.")
"... Terzo, c'è una differenza palese tra il sadomasochismo motivato dal sesso e quello motivato dalla crudeltà o rabbia in un contesto sessuale."

Forse è questa la ragione per cui molti genialoidi americani stanno buttando di tutto nel BDSM purché vi sia un/a top ed un/a bottom. SBAGLIATO. E' la struttura stessa della relazione che è diversa e pure lo scopo che non è voce del verbo scopare o completare fantasie sessuali.
C'è pure altro. Pur essendo consenzienti c'è, per ovvie ragioni una spinta a dare e ricevere dolore, sia per ragioni intrinseche nel gioco (stimolare la produzione di endorfine), sia legate all'atto stesso. Per dare dolore bisogna "staccarsi" un attimo dall'amare quella persona. Diventa parecchio ma parecchio difficile "frustare" un/a partner così. E' e rimane un conflitto interiore perché se non è così, più di qualcosa non funziona nell'animo, nella coscienza e nella moralità di chi mette in atto. Significa "solo" appagare il proprio desiderio infliggere dolore e come spesso vedo, la deriva narcisista è molto marcata nei frequentatori dei siti a tema. Ogni possibile narcisista frequentatore farà come come hanno fatto con me e come fanno con tutti. Vi convinceranno lentamente che il loro modo è quello giusto e che dovete credergli.
Infine c'è da dire che essendo umano, tutto quello che qui ho scritto, potrebbe pure essere frutto di una mia follia o convinzione che comunque non è mai da escludere ma allora perché quando discuto ed espongo poi trovo corrispondenze e spiegazioni? Il loro modo è ripetitivo, quasi annoiante, talmente boriosi e pieni di se da non rendersi conto che stando con le antenne ritte, sono sgamabili facilmente e inevitabilmente. Cucinati come una rana in uno dei tanti blog e siti che seguo si dice (ma di cui è il solo che ho la possibilità e l'autorizzazione a coinvolgere qui), questo tentano di fare ma  un disco rotto. Sono tutti uguali, fatti in serie da uno stampo sbagliato, semplicemente disumano ed il SANO SM è o dovrebbe essere più che umano ma un'occasione imperdibile di crescere assieme.


domenica 14 maggio 2017

Perché a molti deve essere spiegata pure l'acqua calda ma non reggono il confronto?

Premessa. Ultimamente leggo parecchi articoli senza né capo, né coda. Pare quasi impossibile che si debba per forza ribadire dei concetti che dovrebbero essere chiari per chiunque o quasi abbia un minimo di istruzione o che comunque abbia la capacità di riuscire nella vita a fare 2+2. 
Indipendentemente da come lo si fa e con chi, il principio di base dovrebbe essere credo, sapere cosa si fa e perché ribadendo il fatto che ognuno ha la libertà ed il diritto di vivere la vita come più l@ appaga.
1) Non vi è nessun ruolo, né top, né bottom, né slave, né daddy, né kitten, né quello che vi pare. La differenza tra il gioco di ruolo e "ESSERE" è la stessa differenza che c'è tra l'apparenza  e la sostanza. "L'abito non fa il monaco" vi dice niente? Né De Sade, né Von Masoch hanno mai interpretato un ruolo. Erano chi erano, punto. Possiamo parlare per giorni se non anni su cosa sia giusto o deviante in questo "essere se stessi" ma li ci si arriva solo con l'educazione e la morale.
2) Non è possibile mettere sullo stesso piano un rapporto Master/slave e dom/bottom e tutte le sue sfumature. Master padrone ma è prima di tutto maestro. Per indicare "capo" incondizionato, gli americani/inglesi usano i termini "boss" e "chief". Un maestro "insegna" qualcosa e non è formale. Non siamo sotto le armi ubbidire e basta e anche li c'è da discuterne. La domanda che molti dovrebbero porsi è il cosa non altro.
3) Il principio base del SM da Sado, Alfonse Donatien DE SADE (Sadico), e Masochista (Von Masoch), partono da due diverse filosofie di vita agli antipodi. Spero che chiunque si definisca sadico e master e dom, per lo meno abbia ben chiara quale sia la FILOSOFIA ed i "buchi" (situazioni oggi non accettabili), che questa rappresenta. Altrettanto vale per Herr Masoch che cominciò proprio dalle umiliazioni VERBALI il suo percorso di sottomissione per poi passare alla fisicità. Senza FILOSOFIA qua nessuno ha niente da insegnare e da imparare a meno che non si tratti di qualche situazione prettamente legata al sesso estremo. Per chi soffre di incapacità informatica oltre a quella di riuscire a pensare e che in genere è consequenziale alla seconda, si legga QUA le "120 giornate di sodoma" e se ha ancora dei dubbi su cosa sia lecito o meno pensare e fare e beh. Come ho già detto ad una rompicoglioni, ite a farvi ricoverare che uno bravo non basta.
4) Gioco ed appartenenza. L'unico "gioco" qua accettabile è quello di ruolo o perché sia chiaro il concetto che è il "gioco" il modo migliore per sviluppare empatia e mettere le basi di un LEGAME e quindi di APPARTENENZA che è e rimane sempre RECIPROCA.
5) Poi c'è la libertà di fare e dire quello che ognuno desidera, sente o crede come un vecchio amico scomparso in tenera età e che un giorno disse ad una pulzella: "Vuoi venire a vedere la mia BMW nuova"? E lei accettò, uscirono dalla discoteca e all'auto esclamò: "Ma questa è una 500"! Così lui le rispose: "Io la chiamo come mi pare". :)
Parlando di SSC ecco un bel video che mi è arrivato per whatsapp e che dovrebbe farvi riflettere perché davvero spesso mi domando cos'è che non capite? E' davvero possibile che non capiate e non siate in grado di distinguere cosa non funziona e che il consensuale non basta?


Ve ne sono altri di articoli in merito è, su "Donnamoderna" c'è questo corredato da un video mentre l'altro è stato rimosso da utube. Insomma, vi fate un sacco di seghe mentali per andare su fetlife quando volendo, potete avere la benedizione di Dio.

6) Una teoria appena tradotta e pubblicata sul sito L'arte di salvarsi e che vi invito di andare a leggerlo tutto e da cui estrapolo alcuni passi:
"Freud osservava che il desiderio infantile per eccellenza, quello di crescere e diventare grande, era assente nei soggetti perversi ... e aggiunge che in questa categoria di bambini persiste la voglia di giocare, ipotizzando un modo di sfuggire all’ineluttabile crescita e al conseguente abbandono della posizione infantile.
...
La festa sadiana è caratterizzata precisamente dal miscuglio: in lei si riuniscono indiscriminatamente religiosi e laici, nobili e plebei, giovani e vecchi, parenti stretti, animali, ecc.. Si provano elaborate rappresentazioni teatrali con il compito di infrangere la maggior quantità di tabù, leggi, precetti e pregiudizi possibili.
...
Freud rileva chiaramente di non essere un caso se alcuni dei feticci più comuni abbiano a che fare con l’intimo o le scarpe femminili. Questo perché lo sguardo del bimbo curioso segue un percorso che va dal basso verso l’alto, cioè, dai piedi fino ai genitali femminili.
...
https://www.facebook.com/psicologia.applicata/
L’estetica come incessante ricerca del bello è, diciamo sempre, un tratto molto caratteristico nei soggetti perversi e alcuni di loro hanno una considerevole dipendenza dagli esseri e dagli oggetti belli, i quali sembrano funzionare come una rassicurazione nei confronti dell’angoscia. Tuttavia, qui ci interessa una determinata angoscia: l’universale angoscia fronte al destino ineludibile che aspetta a tutti noi, ossia, la morte. L’angoscia verso la morte spesso si presenta dissimulata nel timore di invecchiare e, di conseguenza, perdere la freschezza, la galanteria e l’avvenenza della gioventù. Questo timore esagerato della morte e della decrepitudine sono accentuati in questi soggetti perché, come abbiamo visto in Don Juan Tenorio, i soggetti perversi – ammettiamo provvisoriamente che i libertini siano perversi- vivono nel continuo terrore di essere puniti con la morte per i loro crimini reali e immaginari, poiché la morte per loro sarebbe anche la realizzazione dell’altro destino che a tutti ci aspetta, quello della castrazione.
...
Nei soggetti perversi riscontriamo, come abbiamo visto, l’arresto e il retrocesso per quanto riguarda la castrazione, mentre il libertino sembra aver sostituito la madre per la serie equivalente a  “tutte le donne” oppure a “tutti i piaceri”, il che segna una forte identificazione con un padre primordiale, perché possessore di uno sciame di donne. Il Grande Scopatore, L’Uno Incomparabile, Il Padrone, ecc. sono tutte raffigurazioni del ruolo che molti perversi immaginano di giocare e che contiene la radice del sentimento di superiorità e di sufficienza che usano per vantarsi.
...
Il bello per un perverso è, quindi, l’opposto del castrato e, per essere ancora più precisi, essendo il contrario del castrato, il bello è colui che meglio serve a mascherare o dissimulare, nato per produrre fascino. Non è un caso se la parola “fascino” proviene dal latino fascinum, membro virile. Quindi, in qualche modo, ciò che rapisce e incanta il perverso deve possedere un pene."

https://www.facebook.com/psicologia.applicata/
Dal mio personale punto di vista l'incapacità di recepire delle cose ovvie per un adulto per cui c'è sesso e sesso, sentimento e sentimento, rapporto e rapporto, vedo e leggo in molti soggetti che bazzicano siti a tema, una totale mancanza di questa cognizione. Non è mai colpa loro. Loro sono adulti, cresciuti. Loro sono quello che sono. Si comportano alcuni come bimb@minchia o come webeti all'ennesima potenza ma non lo vedono e non lo ammettono e l'assunto sopra riportato fa semplicemente acqua da tutte le parti. Loro non si interessano da dove derivi la parola fascino a meno che "tu" non glielo chieda e fingano di essere informati magari andando a cercarne il significato nel momento stesso in cui poni loro la domanda. Fascino è semplicemente qualcosa che ammalia e che attrae dell'altra persona. Non importa cosa ma deve farlo. Non si pongono il problema perché il problema semplicemente non c'è. Prediligono persone con le loro stesse ridotte qualità intellettive in cui conta semplicemente l'appagamento dell'istinto e del desiderio immediato. Non possono essere scoperti nella loro basilare istintività che per dio ci deve essere ma semplicemente è ridotta al tutto e non c'è niente altro che questo. Pulsioni accompagnate costantemente da un abnorme egocentrismo per il quale il confronto non esiste ma è accompagnato ad una costante denigrazione dell'altr@ tentando di ridurl@ all'inutilità.
Questo "mondo" si è arricchito di questi soggetti attraverso la proliferazione dei siti a tema in cui si stimola fortemente l'egocentrismo, la forte spinta a mettersi in mostra attraverso foto, racconti, feste, raduni e tutto quanto si possa immaginare. Entrare in un sito oggi significa spesso sottoporsi ad un totale lavaggio del cervello.