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giovedì 30 giugno 2011

L'empatia, la comprensione, il legame giusto e quello sbagliato parte II

Ho trovato questa domanda sulle chiavi di ricerca del blog: "come spiegare in parole semplici l'empatia". Avevo già fatto un post in merito all'empatia ma rileggendolo forse necessita di un approfondimento.


Prendo pari, pari quest'articolo abbastanza chiaro da questo link.

Empatia
Intuizione del mondo interiore
L’empatia è la focalizzazione sul mondo interiore dell’interlocutore, è la capacità di intuire cosa si agiti in lui, come si senta in una situazione e cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente. L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l'interlocutore, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.


Per questo si dice anche "mettersi nei panni altrui" e di sentirne addosso le conseguenze. Questo è un meccanismo emotivo, sentimentale e non meccanico. Senza un adeguato "sviluppo" della propria sfera emotiva ogni gesto, ogni attimo di un rapporto è affine a se stesso. Scopo, godo, non mi frega d'altro purché IO stia bene. Con l'empatia il discorso si ribalta: cosa prova la mia compagna mentre le faccio questo? Faccio bene? Faccio male, posso fare meglio?

E' chiaro che in un rapporto chi è privo d'empatia difficilmente troverà ragioni e/o motivazioni di crescita interiore prima ed assieme al partner dopo. Si tratta di un rapporto basato su quello che è "Egoismo puro". Non mi frega niente di te, mi frega solo di me. All'altro capo invece c'è una spiccata dose di altruismo. Vero, ogni sentimento, ogni pregio al suo estremo diventa comunque un difetto e non bisogna scordarlo mai.


Comprensione empatica e intellettuale
Differenze
La comprensione intellettuale si concentra sui fatti, indaga come stiano realmente le cose e ricostruisce l’esatta dinamica dell’accaduto. La comprensione empatica è più sottile e complessa di quella intellettuale e richiede una sensibilità molto fine e rara per essere attuata.



Esempio pratico: prende fuoco un capannone attrezzato a magazzino. Ci sarà un indagine tecnica che magari attribuisce ad un piromane che ha volontariamente dato fuoco al tutto e ne stabilirà come e con cosa ha appiccato il fuoco e magari anche le modalità d'espansione. La comprensione empatica ne stabilisce invece le ragioni emotive senza per altro immedesimarsi in lui. 


Componenti dell'empatia
Trasparenza, comprensione empatica e accettazione incondizionata
La trasparenza è l’accordo tra i sentimenti manifestati e quelli realmente provati. Se l’interlocutore percepisce trasparenza, si apre con fiducia, altrimenti si chiude difensivamente.  Trasparenza non significa rivelare impulsivamente tutti i sentimenti, ma implica il non simulare un sentimento quando in realtà se ne prova un altro, perché l’interlocutore capterebbe la dissonanza (dissonanza, incongruenza, differenza).

In altre parole non dire ti amo senza che gli atti pratici non siano "coerenti" con questo sentimento. Quanti di noi non si sono sentiti dire sta parola senza che poi si sia scoperto che dietro c'era solo un interesse pratico, che ne so, portarvi a letto?

L’accettazione incondizionata consiste nell' astensione da valutazioni, da approvazioni o disapprovazioni e da correzioni. La comprensione empatica implica la sospensione dei giudizi morali suoi sentimenti riferiti dall'interlocutore: l’ascoltatore non ne misura la conformità alle norme, né indica il modo giusto di comportarsi, né illustra la situazione oggettivamente per indurre l’altro a rendersi conto di non averla affrontata con la dovuta maturità. L’ascolto empatico non impone una direttiva, ma pone l’altro nella condizione di esplorarsi per trovare la sua verità.

Questa parte è decisamente più tecnica. Se volessi sentire le ragioni del piromane di cui sopra, dovrei per forza astenermi da giudizi preconcetti altrimenti più che ascoltarlo gli tirerei uno sganassone. E' chiaro che se mi pongo davanti a te come "studioso", quest'atteggiamento è d'obbligo ma se invece mi pongo a te come amico, alla fine dell'ascolto cercherò di farti ragionare su quello che esponi, sui tuoi metri di valutazione e di "farti approcciare la cosa con la dovuta maturità". In altre parole, l'esatto contrario dell'accettazione incondizionata.

Devo per altro aggiungere un paio di cosette che altrimenti il mio comportamento con alcuni potrebbe risultare incomprensibile.
Divento una "belva" più di quanto non sono se mi si dice che ti amo e poi che non valgo un caffè assieme. Questo dimostra non solo che chi riferisce queste parole è completamente privo di empatia ma non sa manco cosa prova e cerca disperatamente di nascondere dietro a parole i suoi "poveri" sentimenti o sentimenti che in effetti non ci sono.
Divento una "belva" se vedo persone che fanno a gara a dimostrare chi è più master o slave riunendosi in gruppi di amicizie semplicemente per interessi e si limita a dare descrizioni superficiali di se semplicemente per appartenere a quel gruppo di persone. Tutto questo dimostra solo l'assenza di empatia ma la necessità interiore di appartenere ad un gruppo, di volere stare in compagnia e  purtroppo, pure anche un malcelato ed estremo bisogno di non provare una solitudine che traspare inequivocabilmente da tutti i pori. E' l'approccio sbagliato ci cerca comprensione dove in effetti non c'è. C'è solo apparenza.
Divento pure una "belva" quando qualcuno si erge a maestro di pratiche astratte che invece dovrebbero essere centrate e mirate al/la propria compagna o compagno proprio perché ogni cosa che si fa deve prima superare l'accettazione e l'apprezzamento sentimentale del nostro partner che è unico ed irriproducibile su scala universale.
Per tutto il resto c'è il dialogo ed il piacere di stare assieme anche perché in altro modo, c'è rispetto, sincerità ed appunto empatia reciproca. Le scatoline vuote vanno direttamente nel cestino della spazzatura.

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