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lunedì 19 giugno 2017

Fottere a tutti i costi

Mi capita ancora è. Per quale ragione dovrei rivelare al mondo tutto quello che c'è da sapere sulla gestione di pratiche che conosco? Scritto sempre con la più disarmante pacatezza.

La mia idea è un po' sempre stata quella di fornire a chi subisce, strumenti per sapere riconoscere chi sa fare e come e decidere se la persona a cui si affidano è seria, se ci hanno un dialogo, se ci affrontano le cose con l'idea di incontrarsi comunque a mezzo e via così. Tutto quanto fa sana relazione ma anche sane pratiche e sicure per tutti insomma ma le basi non gli spiccioli. Le linee guida, non i dettagli. Il modo molto semplice di riconoscere un abuso o un incapace. Una presentazione di se stessi sopra le righe reali o per altro modo dire, una sopravvalutazione o infine, modi di vita narcisisti più o meno spiccati.

Detto questo, l'assenza di "amore" nelle cose che si fanno e si vivono E' UN ATTEGGIAMENTO NARCISISTA. Amore vero è sopratutto rispetto per gli altri e darsi senza limite non sono nel corpo se non molto al di sopra di ogni "sano" eccesso che inevitabilmente si vive nel SM.
Avete dei problemi a comprendere il perché di tale atteggiamento? Non faccio corsi, non voglio creare cloni di me o una schiera di MDF che si spacciano per quello che non sono. Ce ne sono già abbastanza così quindi che se ne vadano violentemente a fanculo, loro ed i relativi harem.
In secondo luogo ma sempre sullo stesso piano, mi risulta altrettanto scomodo dover pensare a situazioni del tipo: vedo e scopo con mastrobirillo, mi faccio consigliare da MDS e intanto chiacchiero con altri tre o quattro. Beh, si chiama opportunismo da queste parti. Non sono Ayzad che da tempo fa il consulente.  Rivolgetevi pure a lui con serenità che credo sappia per certi lati, più di me però credo che non sia gratuito. Credo, ma non so e non vorrei dire sfondoni che già ne dico per i cazzi miei.
Se vi scegliete un partner, lo prendete in toto. Buoni aspetti, brutti aspetti e con l@i risolvete ed evolvete la cosa. Io non ci entro e non ci voglio entrare. Il giorno che cambierò idea magari, farò come il collega. Metterò magari un link per richiedere consulenza o assistenza.
Fino a quel momento siete liber@ di andarvi a cercare il/la solit@ MDF di turno che pur di fare quattro chiacchiere con la sciroccata di turno, è dispost@ a tutto. 
Per quel che mi riguarda le persone si prendono in toto, con il loro pregi o i loro difetti e se siamo "coppia" si cresce assieme oppure si cerca qualcun altr@ con cui condividere queste prerogative.
Io non chiedo innamoramenti vari, chiedo lealtà, rispetto e sincerità. Questa è la base ma le cose VANNO FATTE con amore per semplice ovvietà legata alla situazione.
Se vi serve di godere e basta e poi ognun per se e dio per tutti, qui non c'è posto è sufficientemente chiaro? Potere essere la più fica del mondo e presentarvi nude e disposte a tutto. Prima vi dico no, poi vi accompagno altrettanto gentilmente all'uscio ma se non capite rischiate di "passare dalla finestra (anche chiusa), senza altra possibilità". Ok, è il solito modo di dire che nessun@ dalla finestra ci passa davvero ma è il quanto.
Seguito a dire e a confermare che se il mio atteggiamento non fosse questo, dovrei dare dei numeri con delle liste di attesa lunghe dei mesi. Non mi interessa (a quanti siamo?)!
Potete abbuffarvi di questa marmaglia in calore dove e come volete a piene mani. Se vi manca, vi fornisco anche il cesto per metterle dentro così mi portate via la spazzatura.
L'amore ribadisco è il sentimento che muove il mondo. L'amore per il proprio lavoro, l'amore per una persona, per quello che si fa. L'amore per un'animale, per i figli o per la o le persone con cui si va a letto. L'amore per scienza o l'amore per le materie umanistiche. L'amore per SM alla fine ma che è fatto di persone non di atti. L'amore per quello che mi riguarda racchiude quelle tre parole magiche: rispetto, lealtà, sincerità. Tutto il resto è quasi il nulla o un gesto sporcato dalla semplice lussuria. Significa che le persone si fanno dominare dalle proprie pulsioni e non sono padroni della propria mente ed anche questo è contrario ad ogni sano principio Zen. Insomma che uno riceva più "sentimento" in quello che fa da un gatto piuttosto che da una roba dall'aspetto umano, mi pare molto ma molto ma molto riduttivo.
Non ho altro da dire. Buona settimana a tutti. Namasté.

sabato 17 giugno 2017

Carpe diem

C'è un bellissimo frasi che indipendentemente da cosa credete, dovrebbe far riflettere un po' tutti. Da buddisti non abbiamo "leggi", non abbiamo imposizioni divine, non ci sono "regole" ferree ma solo precetti. Buone idee e buoni propositi da scegliere di seguire o meno secondo il proprio libero arbitrio. Tra tante, questa qua del Mahatma Ghandi, "la grande anima" ed è facile capirne il perché:

"Mantieni i tuoi pensieri positivi,
perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive,
perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi,
perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive,
perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi, 
perché i tuoi valori diventano il tuo destino."

Potrebbe ridursi il tutto quasi all'ultima frase proprio. Sono le cose in cui si crede che ci spingono a fare e a cercare quello che ci soddisfa. In modo molto limitato ed estrapolato dal contesto:


Quindi, cogli l'attimo. Prendi quello che passa così come viene se e ti soddisfa. Se e ti rende felice. Non c'è molto da dire in merito. Vale per ogni aspetto della vita che siate a mangiare una pizza o che stiate scegliendo qualcun@ con cui andare a letto.
La domanda da porsi in fondo è una sola in fondo: la persona con cui mi relaziono concorda con i miei bisogni? e li finisce. Non c'è altro. E' una semplice valutazione di dare ed avere sentita così.
"Come ti chiami? Dove abiti? Cosa fai? Che cosa ti piace a letto?" Bastano in fondo quattro semplici domande per rispondere al carpe diem e niente altro. Tutto il resto siete voi, il vostro pensiero e sentimento perché anche nel caso la spiegazione è molto semplice.



Se dentro non avete niente non ci potete mettere niente è chiaro, semplice e disarmante. Cosa vi rende vivi, solo due frustate, un collare, una situazione estrema di letto? Bene, voi siete nel caso rappresentanti della razza umana ma al livello più basso, quello dei narcisisti. Si da il caso che anche gli animali provino dei sentimenti alle volte molto profondi tali da far dare loro la vostra vita per loro.
Ci fu una volta che raccolsi un riccio per strada e lo portai in giardino. Un giorno arrivò nel pomeriggio ed era pieno di zecche. L'avevano mangiato vivo. Mi morì tra le mani senza potere fare niente ed io ricordo ancora quel musetto dolce che si spense li, chiedendo aiuto da chi l'aveva salvato qualche anno prima.
Venne a cercare me, proprio me è. Si lo capisco che non ve ne frega niente se siete dei fiorellini freschi e profumati dalla forma del gladiolo ma non sposta il punto di una virgola. Questo post è scritto per tutti gli altri che l'anima ce l'hanno e che la curano e la coltivano cercando e dando ricchezza e non il niente.
Dando il niente amici miei, trovate esattamente questo perché una persona "sana" pur con i tutti i suoi difetti del mondo, vi terrà lontani da se. Si, di sicuro c'è un po' di orgoglio e un po' d'ego pure qua. Un "Io non mi voglio mischiare con questi perché sono persone negative e anche dare loro amore, non lo capiranno mai perché sono semplicemente incapaci di provare qualcosa di diverso dalla fisicità e dall'interesse". E' drammatico ma è così.
Il narcisismo non è una malattia, è uno stile di vita. Sono i comportamenti per tanto che indicano chi siamo e per chi siamo, così ci comportiamo e siamo di nuovo al pensiero di Ghandi.
Perché voi possiate "guarire" dovete fare una scelta ed alzarvi per ritornare al film da quella sedia insieme a loro. Rimanere seduti con la schiena girata di fronte alla propria crescita e all'affrontare se stessi in cerca di migliorarsi, significa morire o già essere cenere.



Se non siete capaci di emozionarvi leggendo dei versi, guardano un film, ammirando anche un semplice tramonto o un'alba, una giornata di luce particolare, un fiore o il vostro animale di casa e capire e sentire cosa questo di possa dare dentro, siete solo qua per fare SM non per viverlo. Siete qua per prendere uno sculaccione, una frustata e tutto quello che vi pare ma niente potrà farvi mai sentire vivi. Finito l'interesse, cercherete un altro o un'altra situazione semplicemente perché siete incapaci di sentire qualcosa. Vi affidate a chi vi sta intorno per tentare di rubare quello che non è possibile rubare: i sentimenti.
E' una guerra persa in partenza e non importa quante battaglie vincerete perché la fine è sempre la stessa fintanto che non deciderete di cambiare atteggiamento.
Namasté e buon w.e..

mercoledì 14 giugno 2017

Pissing umiliazione? Ma quando mai!

Tutti gli animali in un certo qual modo marcano il loro territorio, il loro possesso. C'è chi come gli uccelli canta, chi come le antilopi hanno delle ghiandole poste sul muso che producono un fluido atto allo scopo, chi semplicemente lo pattuglia come alcuni pesci ma la maggior parte degli animali di piccola media e grossa taglia sopratutto tra i mammiferi, urina.

Gli uomini che fanno invece? Da un po di tempo visto che hanno praticamente dominato il mondo animale, si limitano a mettere cartelli, recinzioni, cancelli per avvisare gli altri uomini. E' chiaro che nessun animale li sa leggere e semplicemente vedono queste cose come un ostacolo nelle loro marce o nei loro territori.
Allora perché nel BDSM c'è chi ancora si ostina a dire che il pissing è una umiliazione? Nel linguaggio evoluto degli uomini forse ma è questione di sociologia e di filosofia. Rimane un gesto atavico di possesso. Se domani una società lo inquadrasse come parte della sessualità, nessuno potrebbe dire niente davvero pur avendo lo stesso significato animale ben preciso ed invariato nel tempo. E' come tutto il resto. Non che se se usi un frustino fai bdsm e così con questo. Non è che se si fa pissing si umilia qualcun@, semplicemente piace e li finisce.
Ci sono inoltre delle considerazioni oggettive da fare riguardo al pissing rispetto ad altri e più noti fluidi corporali tipo lo sperma. Al sapore è meno cremoso, appiccicoso e denso ovviamente. Ben preparato il pissing HA un buon sapore. Non necessariamente avviene o si può fare dopo un orgasmo che conclude un po' quello che si fa ma anzi in un prima e durante oltre che al dopo, accentuando di parecchio il livello di porcellaggine detto molto terra-terra senza metterci qualcosa di più di sentimentale o altro, così becco la maggior parte della gente che di quell'altro non sapranno sicuramente cosa farsene.




Allora perché gran parte delle persone seguita a vedere nel pissing un atto di umiliazione? Devo parlare per esperienza diretta in merito del tipo che per portare qualcuna in bagno alle volte devi trascinarcela e poi siccome le piace devi di nuovo trascinarla fuori. Lo sperma non ha un bel gusto anche per consistenza ed è più difficile da "buttar giù" c'è poco da fare.

Perché diavolo quando penso che chi scrive "umiliazione" non abbia letteralmente capito un cazzo in merito a questa cosa poi debba sentirmi rispondere cose del tipo che sono un "masterone" (chiaramente a presa di culo), mentre mi pare così evidente che si tratta della solita e gratuita ignoranza diffusa.
Nell'era informatica e della multimedialità informarsi è spesso gratis per lo meno le basi, perché diavolo non lo fanno? (e questa è la domanda consequenziale).
Misteri della fede e della cafonaggine (di verghiana memoria), che se a qualcun@ gli fai una flebo di cultura di base, va a finire che lo ricoverano come intossicazione culturale.



sabato 27 maggio 2017

Al lupo, al lupo!

Sera. Non vi incazzate di nuovo anche perché non sopporto la politica del te l'avevo detto. Odio? Non lo posso usare perché sono incapace di odiare.
Però rimane il quanto anche perché è sfiancante ripetere le cose a chi non vuole o non può ascoltare.
Non fate sta cosa perché c'è il rischio di...
Adottate dei buoni metodi di rispetto per una persona o per il/la partner che avete accanto.
Fate il care per come vi pare per come vi sentite meglio ma fatelo.
Usate accortezza con quella pratica come il dolore e l'assuefazione.
Non fate troppo fisting perché poi il prolasso e ce n'è una lunga fila.
E' come la novella dell' "Al lupo! Al lupo!", tutti sbraitano e se ne fregano poi nel momento il cui il lupo arriva davvero sono cazzi vostri. Beh io sono il tipo che le cose ve le dico una, due, dieci volte ma nel momento che il lupo arriva davvero mi metto dalla parte di quest'ultimo e se si dimentica un pezzo, glielo metto da parte. Mi piace assistere alla scena, molto esaltante vedere come la legge dell'evoluzione fa sparire gli webeti.
Non v'è mica altro è. Niente di più e niente di meno. Mi fa pure ridere quelli che tornano dopo qualche anno con un: "Avevi ragione". Non le scrivo mica per avere ragione. C'è un ragionamento dietro, il mio. Metteteci il vostro se il mio è sbagliato ma argomentate il PERCHE' ed il COME siete arrivati al vostro. C'è una differenza sostanziali tra le opinioni e le cose. A me può piacere il gelato al pistacchio a voi alla panna. A qualcuno il gelato non piace e va bene così. VA BENE COSI'! Sai che coglioni avessimo tutti gli stessi gusti?
Queste sono le opinioni. Come fare il gelato invece cambia parecchio ed è la sostanza delle cose. Resta il fatto che tutti facciamo il gelato. Scritto come diceva il testo del corso di tedesco: "A prova di imbecille" e c'era scritto davvero!

domenica 21 maggio 2017

After care? No, always care!

Scritto con il cuore non con altro e dietro ad un articolo di Ayzad che un'amica ha postato sulla sua bacheca. Questo.
Leggendolo mi pare lontano anni luce da quando ADR andò ad intervistarlo a Milano quasi non sia più la stessa persona o per lo meno per come me l'avevano presentata. Ho letto e riletto quell'articolo diverse volte prima di scrivere che non voglio affrontarlo capendoci fischi per fiaschi visto che mi pareva di stare in posizioni talmente agli antipodi da non poterci avere una discussione. Adesso si presenta sul "mio terreno". Che strano ma per un attimo non voglio leggerci nessun interesse ma solo buon senso. L'opinione di un articolo può essere molto diversa a seconda del proprio stato d'animo o nella predisposizione che si ha a leggere un autore. Capita anche verso di me che la gente mi legga incazzato e invece sono tranquillo come una pasqua o che veda nelle mie esposizioni dei punti inderogabili e fissi. Impositivi. Non lo sono se non per me stesso. Così come io non debbo per forza accettare i vostri, nemmeno voi dovete accettare i miei. Come tutte le persone sane, credo si debba avere una base su cui fondare i propri ragionamenti e le proprie conclusioni ma per altrettanta saggezza, ogni base penso debba essere cambiate anche grazie all'esperienza acquisita. Io non sono quello di 10 anni fa e nemmeno quello di 2. Ogni crescita nasce dal confronto e non dallo scontro. Adoro quando mi espongono idee in aperto contrasto con le mia, perché se costruita su argomenti validi, diventa occasione di crescita.

Sarà perché ho visto talmente tante donne nude nella mia vita, sarà perché non lo so ma da un po' non riesco proprio più a concepire l'idea di vivere qualcosa semplicemente perché eccitante.

Stamane una molto più che amica scrive sulla sua bacheca: "E poi ti passa la voglia di farti spazio a forza nella vita degli altri, di cercare di costruire ponti o abbattere muri per cercare di raggiungere persone complicate che invece sono solo egocentriche ed anaffettive. Mi mancano quelle belle situazioni genuine, quasi sorprese, quei sorrisi che sappiano anche tenere a bada i miei lati peggiori senza per forza dovermi sopportare. Vorrei trovare porte aperte... senza dover continuamente bussare, dove entrare con dignità e trovarne altrettanta. Prima o poi i nodi vengono al pettine... ti strappano i capelli e spesso quelli troppo stretti in gola fanno piangere."

Bando alle ciance,  non è che non si possa fare sesso o bdsm senza sentimenti al solo scopo di divertirsi. Si può fare di tutto per quello che appaga ognuno. C'è chi compra una scopata e chi una session e poi ciao. Deve bastare a chi lo fa per dio mica a me. Ognuno è diverso ed è giusto così. Siamo tutti diversi e va bene così ma il punto rimane sempre quello: "patti chiari, amicizia lunga" e che il vivere senza sentimenti e fare queste scelte di vita significa anche se non esserlo già, prendere la strada più veloce per diventare un narcisista patologico.
Poi vi arrabbiate perché ci sono i morti di figa e le morte di cazzo. Per forza. Poi mi incazzo pure io che sbatti in gente che pur di ottenere dicono e fanno di tutto. Perché signori e signore la vera differenza tra quelli senz'anima e quelli che ce l'hanno è tutta li. Non puoi chiedere e riceve fiducia e rispetto da chi dell'altr@ non ha nessuna considerazione. Che uno sia un semplice uomo e poi nelle vesti di master, slave, top, personal trainer, divulgatore, non c'è che una strada da poter seguire ed è quella della SANA coppia, con SANI rapporti anche se poi vive situazioni estreme. 
Così le regoline che leggono tutti su cosa sia il SSC, il bull whipp e come si usa. Il legare, la gente che si veste con il kimono per fare più scena, è tutta roba da conoscere si ma questo non è il SM. E' apparenza, tecnica e regoline per ricordarsi cosa fare. Sono anni che dico che il SM non esclude i normali rapporti di coppia se mai li amplia ma spesso troppa gente che fa orecchie da mercante o che mi viene addosso con frasi del tipo: "Che cazzo vuoi tu? Ti credi il portatore della verità?" Prendono le tue frasi, le estrapolano, le fanno diventare incomprensibili e ti accusano di non riuscire a spiegarti. Mettono in giro voci non vere, si inventano di tutto ed il contrario di tutto pur di evitare che si senta una campana "SANA", perché se poi la gente apre gli occhi, questi vengono automaticamente messi fuori gioco e loro sono il centro dell'universo. Non si può!

Il tempo è la chiave.
Se un@ vada a comprare una session, è bene che vi sia un' "anamnesi" di entrambi. Capire cosa si va a fare e come. Come si interpreta una certa pratica, dove, come, quando. Più conoscenza si ha, meglio viene. Dopo, sia dal punto di vista del cliente o del fornitore, un'after care rimane tanto più importante quanto più forte è stata la session. Ad ogni incontro se mai ve ne sarà uno, la conoscenza aumenterà così l'affiatamento.
Il tempo è importante anche per le normali coppie ma non necessariamente ogni volta che ci si vede, s fa qualcosa. Ogni volta è e rimane comunque conoscenza ma confermo il fatto che per i divulgatori, è sempre peggio. Noi siamo esposti qui. Pur ogni volta facendo una breve presentazione di me è facile leggere gli articoli per come la pensano i vari Ayzad, Mastro, Pinco pallino e Genoveffa. 
"Io ti appartengo? Ti prego dimmelo ancora! Mi piace tanto sentirtelo dire...
Potrà sembrare assurdo eppure l'idea di appartenerti mi rende "libera" mi sento libera di essere me! Non è facile da comprendere, questo mondo non è per tutti.
...
"Dammene ancora perché sono la tua troia!" forse non è per tutti, ma è per me che non volevo nemmeno provarci e adesso vorrei sentirmi ancora tua, al centro del tuo mondo! Mi manchi, mi mancano le tue mani che mi accarezzano con infinita dolcezza e un attimo dopo si imprimono ferocemente sul mio culo."

Ma è falsità. Sono cose dette per carpire fiducia, per mollare difese, per farti sentire tranquill@. Oggi il centro del tuo monto ha un altro significato perché lei o lui è solo quello che vuole, essere il centro tuo e dell'universo. Poi l'inferno.

Confucio
Nelle coppie normali, no, l'after care è e deve rimanere l' "always care", in ogni momento, in ogni attimo della propria vita. Io che non credo nel matrimonio, che non credo il dio, scrissi in un post cancellato che adoro la formula del matrimonio cristiano come atto di lealtà ma leggermente modificato e che a sto punto lo metterei quasi come un must alla formazione di ogni coppia SM : "Giuro di esserti leale sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita". Non è questione di equiparare un rapporto sessuale normale ad uno SM, è solo l'approccio mentale. Certo che un'after care maggiore è importante alla fine dell'incontro ma è parte del dialogo, del piacere di vivere e di viversi e di rispettarsi fino in fondo senza compromessi.

Non importa se le storie finiscono, non importa se poi ci si separa e si va nel letto di un altr@, anche questo è l'always care.
Mi piace pensare in senso figurato ad un titolo di un famoso film: "Congiunzione di due lune". Da astrofilo credo che le persone non debbano vivere di luce riflessa ma illuminarsi a vicenda, come due stelle che in un sistema binario si attraggono in un vortice di sentimento e di piacere fino a fondersi. Visto che ci sono, se qualcuno arriverà al 2022, guardando su  nel cielo, potrà vedere il fenomeno ad occhio nudo tanto sarà luminoso  La coppia KIC 9832227 si unirà nel cielo per creare una nana rossa
C'è un'ultima cosa di cui parla Ayzad nel suo articolo, la disfonia della donna dopo i rapporti sessuali. Non mi è mai capitato di vedere donne tristi. Sorprese, esterfatte, alle volte quasi in semi shock di piaceri ed emozioni intense quindi non posso rispondere a quella parte per lo meno per come Ayzad l'ha scritta. Sono più favorevole invece alla risposta che si trova nell'A.I.S.P.A. (Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata), che per lo meno mi da una spiegazione più autorevole e anche più realistica alla mia (personale), esperienza. "Indipendentemente da tutti i fattori elencati sopra, nel sesso si è nudi, non solo fisicamente, davanti all’altro e davanti a sé stessi e ci si mostra per quello che si è lasciando andare la parte più vera e istintiva di noi. E a questo punto mi viene da pensare che, a volte, la lacrime che arrivano dopo essersi uniti, magari, sono solamente di liberazione." Federica Casnici

venerdì 19 maggio 2017

BDSM o SM cosa diavolo è?!


Cos'è che definisce il sadomasochismo e chi lo mette in pratica nella sua vita? In parole semplici, cosa definisce una persona come sadomasochista oggi? Basta essere iscritto ad un sito a tema per cui è sufficiente far parte della cerchia forse? Mettere in atto qualche pratica nella vita di tutti i giorni forse? Forse da un lato, basta imporre le proprie idee al prossimo e dall'altro subirle per essere classificati come sadomasochisti? Insomma qual'è davvero il limite per cui "siamo" o no nella cerchia, nel gruppo, o nei malati di queste che alle volte vengono definite deviazioni o ancora parafile?
Ci hanno provato in tanti senza riuscirci quindi non ho nessuna pretesa di farlo io ma rimane il fatto che per essere qualcosa o qualcuno una definizione ci deve essere altrimenti chiunque potrà uscirsene con un ma anche no e non arrivare mai ad una seppur ipotetica e discutibile definizione.


Quindi mi fermo un attimo e vado a cercare (per la 500ma volta), alcune definizioni scientifiche di quello che sia davvero il sadomasochismo. Ne posto alcuni visto che a quanto pare, la maggior parte della gente sa solo criticare quanto scrivo ma non porta nessun contributo valido alla definizione del quanto.
Ovviamente li cerco in sito autorevoli altrimenti poi l'ultim@ coglion@ si metterà a criticare anche questo dimostrando che associati al SM c'è una buona parte di narcisismo estremo in cui ognuno di loro ha ragione perché tutto il mondo gira intorno alle loro idee. Personali, senza nessun fondamento. Hanno ragione a prescindere come tutti i narcisisti.


All'interno di questi links potete di sicuro andare ad approfondire la cosa attraverso una ricerca multimediale degli argomenti e degli studi fatti dagli autori che si sono succeduti fino ad oggi. Ci sono comunque due dati assoluti: il primo che il sadismo storico di De Sade, non è lo stesso che viene messo in pratica oggi. Il secondo è che le visioni della sessuologia moderna hanno permesso a tanti di essere più elastici e che innegabilmente non tutto è parafilia e/o deviazioni.
Nell'articolo precedente ho già messo il link alle 120 giornate di sodoma, inutile che mi ripeta. Andatevelo a leggere. Se credete che a fare quelle cose sia tutto normale o beh, allora prima di venire rinchiusi e/o giustiziati (dipende dallo stato in cui vivete), proseguite così. Questi a quanto pare l'hanno proprio messo in pratica.
Sia nel Sadismo di De Sade, sia in quello messo in pratica da i due a Roma. c'è un denominatore comune. Sadismo e narcisismo, vanno spesso a braccetto ed anzi, sono spesso l'uno figlio dell'altro in un crescendo di egocentrismo associato alla gratificazione personale per cui le persone intorno a loro sono solo mezzi per appagare i propri piaceri e la propria curiosità. Un'altro innegabile aspetto è la ricerca alte dosi ormonali di adrenalina e questo spesso supera il piacere sessuale più convenzionale.
Non c'è un piacere sessualmente diretto tra una tortura e la pratica sessuale. Vengono ricercate situazioni estreme di estrema adrenalina.
Qualche anno fa, nel tentativo di mettere un limite al lecito, fu introdotta la definizione di SSC: Sano, Sicuro e Consensuale. Per quel che mi riguarda il consensuale non basta come ho già scritto ma rimane un limite comune decisamente accettabile.
Entrando in un sito a tema, nella fattispecie fetlife, ed intavolando una discussione seria mi trovo davanti le stesse identiche problematiche riscontrate in passato in altrettanti siti tipo manettematte (che non esiste più), legami, appartenenza tanti altri. Il problema non è nei siti di per se ma in chi li frequenta. Dopo le ultime mie esperienze adesso ci entro con un altro spirito e facendo attenzione ai dettagli. Insomma, con le antenne dritte alla ricerca dei comportamenti che definiscono atteggiamenti psicopatologici sado-narcisisti. Ribadisco che non sono un medico. Che quello che scrivo è una semplice opinione personale e che non ha nessuna valenza scientifica.
Gli atteggiamenti sono spesso ripetitivi fino alla noia. Le persone cambiano, i modi di fare restano e rimangono confinati in un certo ambiente. Quando ti confronti con medici esperti o persone con qualifiche alte il discorso cambia. Il dialogo è un dialogo e l'occasione un modo di scambiare esperienze ed opinioni nel rispetto reciproco.
Le linee guida di tali atteggiamenti sono ben descritte qui:
https://narcisismopatologico.wordpress.com/2016/02/03/le-8-tattiche-strategiche-usate-da-np-e-psicopatici-per-il-controllo-nelle-conversazioni/
Sarà un caso? Non credo. Avrò sfortuna? Non credo. Una volta è un caso, due volte è un caso, poi no, non lo è più. C'è penso, un luogo dove è più facile che un certo tipo di persone si possano tranquillamente ritrovare cosi come si ritrovano altri gruppi di interesse più o meno normale. Il narcisismo ed il sadismo sono spesso cose di quotidianità ma rimangono atteggiamenti o situazioni sporadiche piuttosto che come devianza comune. Insomma, non siamo tutti malati è che alle volte eccediamo in un senso o nell'altro. Capita, siamo tutti umani.
Il problema è sempre il come non il chi. Come definisce cosa si fa, la quantità di energia che ci si mette, il modo in cui si affrontano e si vivono le cose. La capacità di relazionarsi con i propri partners, amici e conoscenti. Tolgo gli amati perché "loro" non sono in grado di amare null'altro che non se stessi. Loro non sbagliano mai.

Fatto questo contorno necessario, torno alla domanda iniziale. Cos'è che definisce un sadomasochista? Dove comincia quel limite fa saltare in modo definitivo la normalità all'appartenenza ad un un gruppo di persone?
Secondo il ICD-10 2009, F65.5  -  Sado-masochismo 

Preferenza per attività sessuali che comportano il procurare dolore, umiliazione o schiavitù. Se il soggetto preferisce assumere il ruolo di ricevente di tali stimolazioni si parla di masochismo; se è l'inverso si parla di sadismo. Spesso un soggetto ottiene eccitamento sessuale da entrambe le attività. 
Per chi avesse la coda di paglia e seguiti a non capire di cosa si tratta, precedenti gli articoli: 
1 - I contratti bdsm ed alcune regole di convivenza lunedì 28 febbraio 2011

L'uso del contratto non è sempre necessario ma è inderogabile il riconoscimento del "ruolo" (non inteso come apparenza), nel rapporto del top e del bottom. Il o la top hanno il "potere" di rendere l' "ordine" vincolante. Nel gioco di ruolo no. La pronuncia della safeword in genere succede o quando chi controlla esagera per una situazione sfuggita di mano o per il superamento di limiti non discussi prima dell'incontro. Le safe word hanno spesso il potere di interrompere un rapporto. Molti lo legano alle tre pronunce giornaliere o consecutive perché indicano un affiatamento ed un intesa che non c'è. Qualcuno, all'interno del rapporto si sente insicuro, non protetto o per lo meno non adatto a quella situazione. In mancanza della pronuncia di una safe o della mancata attenzione alle esigenze del bottom, chi controlla dovrebbe rendersi conto o di cambiare sistema o di cessare una relazione che di fatto è abusiva.

Come ho più volte ripetuto quasi in ogni coppia normale ci sono delle relazioni top/bottom e come afferma anche l'organizzazione mondiale della sanità, anche atti di sadomasochismo più o meno coscienti. (Fedoroff 2008, p. 639: "There are several obvious differences between these criteria and those of the DSM-IV-TR. First, the conditions of sexual sadism and sexual masochism are combined. Second, there is an indication that elements of sadomasochism may be present in so-called normal sexual life. Third, there is an explicit differentiation between sexually motivated sadomasochistic acts and those motivated by cruelty or anger in a sexual context.")
"... Terzo, c'è una differenza palese tra il sadomasochismo motivato dal sesso e quello motivato dalla crudeltà o rabbia in un contesto sessuale."

Forse è questa la ragione per cui molti genialoidi americani stanno buttando di tutto nel BDSM purché vi sia un/a top ed un/a bottom. SBAGLIATO. E' la struttura stessa della relazione che è diversa e pure lo scopo che non è voce del verbo scopare o completare fantasie sessuali.
C'è pure altro. Pur essendo consenzienti c'è, per ovvie ragioni una spinta a dare e ricevere dolore, sia per ragioni intrinseche nel gioco (stimolare la produzione di endorfine), sia legate all'atto stesso. Per dare dolore bisogna "staccarsi" un attimo dall'amare quella persona. Diventa parecchio ma parecchio difficile "frustare" un/a partner così. E' e rimane un conflitto interiore perché se non è così, più di qualcosa non funziona nell'animo, nella coscienza e nella moralità di chi mette in atto. Significa "solo" appagare il proprio desiderio infliggere dolore e come spesso vedo, la deriva narcisista è molto marcata nei frequentatori dei siti a tema. Ogni possibile narcisista frequentatore farà come come hanno fatto con me e come fanno con tutti. Vi convinceranno lentamente che il loro modo è quello giusto e che dovete credergli.
Infine c'è da dire che essendo umano, tutto quello che qui ho scritto, potrebbe pure essere frutto di una mia follia o convinzione che comunque non è mai da escludere ma allora perché quando discuto ed espongo poi trovo corrispondenze e spiegazioni? Il loro modo è ripetitivo, quasi annoiante, talmente boriosi e pieni di se da non rendersi conto che stando con le antenne ritte, sono sgamabili facilmente e inevitabilmente. Cucinati come una rana in uno dei tanti blog e siti che seguo si dice (ma di cui è il solo che ho la possibilità e l'autorizzazione a coinvolgere qui), questo tentano di fare ma  un disco rotto. Sono tutti uguali, fatti in serie da uno stampo sbagliato, semplicemente disumano ed il SANO SM è o dovrebbe essere più che umano ma un'occasione imperdibile di crescere assieme.


domenica 14 maggio 2017

Perché a molti deve essere spiegata pure l'acqua calda ma non reggono il confronto?

Premessa. Ultimamente leggo parecchi articoli senza né capo, né coda. Pare quasi impossibile che si debba per forza ribadire dei concetti che dovrebbero essere chiari per chiunque o quasi abbia un minimo di istruzione o che comunque abbia la capacità di riuscire nella vita a fare 2+2. 
Indipendentemente da come lo si fa e con chi, il principio di base dovrebbe essere credo, sapere cosa si fa e perché ribadendo il fatto che ognuno ha la libertà ed il diritto di vivere la vita come più l@ appaga.
1) Non vi è nessun ruolo, né top, né bottom, né slave, né daddy, né kitten, né quello che vi pare. La differenza tra il gioco di ruolo e "ESSERE" è la stessa differenza che c'è tra l'apparenza  e la sostanza. "L'abito non fa il monaco" vi dice niente? Né De Sade, né Von Masoch hanno mai interpretato un ruolo. Erano chi erano, punto. Possiamo parlare per giorni se non anni su cosa sia giusto o deviante in questo "essere se stessi" ma li ci si arriva solo con l'educazione e la morale.
2) Non è possibile mettere sullo stesso piano un rapporto Master/slave e dom/bottom e tutte le sue sfumature. Master padrone ma è prima di tutto maestro. Per indicare "capo" incondizionato, gli americani/inglesi usano i termini "boss" e "chief". Un maestro "insegna" qualcosa e non è formale. Non siamo sotto le armi ubbidire e basta e anche li c'è da discuterne. La domanda che molti dovrebbero porsi è il cosa non altro.
3) Il principio base del SM da Sado, Alfonse Donatien DE SADE (Sadico), e Masochista (Von Masoch), partono da due diverse filosofie di vita agli antipodi. Spero che chiunque si definisca sadico e master e dom, per lo meno abbia ben chiara quale sia la FILOSOFIA ed i "buchi" (situazioni oggi non accettabili), che questa rappresenta. Altrettanto vale per Herr Masoch che cominciò proprio dalle umiliazioni VERBALI il suo percorso di sottomissione per poi passare alla fisicità. Senza FILOSOFIA qua nessuno ha niente da insegnare e da imparare a meno che non si tratti di qualche situazione prettamente legata al sesso estremo. Per chi soffre di incapacità informatica oltre a quella di riuscire a pensare e che in genere è consequenziale alla seconda, si legga QUA le "120 giornate di sodoma" e se ha ancora dei dubbi su cosa sia lecito o meno pensare e fare e beh. Come ho già detto ad una rompicoglioni, ite a farvi ricoverare che uno bravo non basta.
4) Gioco ed appartenenza. L'unico "gioco" qua accettabile è quello di ruolo o perché sia chiaro il concetto che è il "gioco" il modo migliore per sviluppare empatia e mettere le basi di un LEGAME e quindi di APPARTENENZA che è e rimane sempre RECIPROCA.
5) Poi c'è la libertà di fare e dire quello che ognuno desidera, sente o crede come un vecchio amico scomparso in tenera età e che un giorno disse ad una pulzella: "Vuoi venire a vedere la mia BMW nuova"? E lei accettò, uscirono dalla discoteca e all'auto esclamò: "Ma questa è una 500"! Così lui le rispose: "Io la chiamo come mi pare". :)
Parlando di SSC ecco un bel video che mi è arrivato per whatsapp e che dovrebbe farvi riflettere perché davvero spesso mi domando cos'è che non capite? E' davvero possibile che non capiate e non siate in grado di distinguere cosa non funziona e che il consensuale non basta?


Ve ne sono altri di articoli in merito è, su "Donnamoderna" c'è questo corredato da un video mentre l'altro è stato rimosso da utube. Insomma, vi fate un sacco di seghe mentali per andare su fetlife quando volendo, potete avere la benedizione di Dio.

6) Una teoria appena tradotta e pubblicata sul sito L'arte di salvarsi e che vi invito di andare a leggerlo tutto e da cui estrapolo alcuni passi:
"Freud osservava che il desiderio infantile per eccellenza, quello di crescere e diventare grande, era assente nei soggetti perversi ... e aggiunge che in questa categoria di bambini persiste la voglia di giocare, ipotizzando un modo di sfuggire all’ineluttabile crescita e al conseguente abbandono della posizione infantile.
...
La festa sadiana è caratterizzata precisamente dal miscuglio: in lei si riuniscono indiscriminatamente religiosi e laici, nobili e plebei, giovani e vecchi, parenti stretti, animali, ecc.. Si provano elaborate rappresentazioni teatrali con il compito di infrangere la maggior quantità di tabù, leggi, precetti e pregiudizi possibili.
...
Freud rileva chiaramente di non essere un caso se alcuni dei feticci più comuni abbiano a che fare con l’intimo o le scarpe femminili. Questo perché lo sguardo del bimbo curioso segue un percorso che va dal basso verso l’alto, cioè, dai piedi fino ai genitali femminili.
...
https://www.facebook.com/psicologia.applicata/
L’estetica come incessante ricerca del bello è, diciamo sempre, un tratto molto caratteristico nei soggetti perversi e alcuni di loro hanno una considerevole dipendenza dagli esseri e dagli oggetti belli, i quali sembrano funzionare come una rassicurazione nei confronti dell’angoscia. Tuttavia, qui ci interessa una determinata angoscia: l’universale angoscia fronte al destino ineludibile che aspetta a tutti noi, ossia, la morte. L’angoscia verso la morte spesso si presenta dissimulata nel timore di invecchiare e, di conseguenza, perdere la freschezza, la galanteria e l’avvenenza della gioventù. Questo timore esagerato della morte e della decrepitudine sono accentuati in questi soggetti perché, come abbiamo visto in Don Juan Tenorio, i soggetti perversi – ammettiamo provvisoriamente che i libertini siano perversi- vivono nel continuo terrore di essere puniti con la morte per i loro crimini reali e immaginari, poiché la morte per loro sarebbe anche la realizzazione dell’altro destino che a tutti ci aspetta, quello della castrazione.
...
Nei soggetti perversi riscontriamo, come abbiamo visto, l’arresto e il retrocesso per quanto riguarda la castrazione, mentre il libertino sembra aver sostituito la madre per la serie equivalente a  “tutte le donne” oppure a “tutti i piaceri”, il che segna una forte identificazione con un padre primordiale, perché possessore di uno sciame di donne. Il Grande Scopatore, L’Uno Incomparabile, Il Padrone, ecc. sono tutte raffigurazioni del ruolo che molti perversi immaginano di giocare e che contiene la radice del sentimento di superiorità e di sufficienza che usano per vantarsi.
...
Il bello per un perverso è, quindi, l’opposto del castrato e, per essere ancora più precisi, essendo il contrario del castrato, il bello è colui che meglio serve a mascherare o dissimulare, nato per produrre fascino. Non è un caso se la parola “fascino” proviene dal latino fascinum, membro virile. Quindi, in qualche modo, ciò che rapisce e incanta il perverso deve possedere un pene."

https://www.facebook.com/psicologia.applicata/
Dal mio personale punto di vista l'incapacità di recepire delle cose ovvie per un adulto per cui c'è sesso e sesso, sentimento e sentimento, rapporto e rapporto, vedo e leggo in molti soggetti che bazzicano siti a tema, una totale mancanza di questa cognizione. Non è mai colpa loro. Loro sono adulti, cresciuti. Loro sono quello che sono. Si comportano alcuni come bimb@minchia o come webeti all'ennesima potenza ma non lo vedono e non lo ammettono e l'assunto sopra riportato fa semplicemente acqua da tutte le parti. Loro non si interessano da dove derivi la parola fascino a meno che "tu" non glielo chieda e fingano di essere informati magari andando a cercarne il significato nel momento stesso in cui poni loro la domanda. Fascino è semplicemente qualcosa che ammalia e che attrae dell'altra persona. Non importa cosa ma deve farlo. Non si pongono il problema perché il problema semplicemente non c'è. Prediligono persone con le loro stesse ridotte qualità intellettive in cui conta semplicemente l'appagamento dell'istinto e del desiderio immediato. Non possono essere scoperti nella loro basilare istintività che per dio ci deve essere ma semplicemente è ridotta al tutto e non c'è niente altro che questo. Pulsioni accompagnate costantemente da un abnorme egocentrismo per il quale il confronto non esiste ma è accompagnato ad una costante denigrazione dell'altr@ tentando di ridurl@ all'inutilità.
Questo "mondo" si è arricchito di questi soggetti attraverso la proliferazione dei siti a tema in cui si stimola fortemente l'egocentrismo, la forte spinta a mettersi in mostra attraverso foto, racconti, feste, raduni e tutto quanto si possa immaginare. Entrare in un sito oggi significa spesso sottoporsi ad un totale lavaggio del cervello.

giovedì 27 aprile 2017

Per favore basta con le mattonate ed i novizi pieni di se


Gli insegnamenti sono molto importanti,
ma dobbiamo praticare un po’ ogni giorno:
 senza l’azione non si arriva ad alcun
 cambiamento." Thamthog Rinpoce
Nella vita bisogna crescere o fare di tutto per rimanere uguali ed ancorati alle proprie convinzioni?
Ebbene prendo un post di una pagina fb: "Slave to love" che rispetto visto che ognuno ci mette quello che ha come da sempre dico ma dal quale non sono d'accordo per nulla.


"Schiave schiavette schiavazze…….
Essere Schiava va ben oltre il solo nome, e va ben oltre il giocare ad esserlo. Io ritengo che per appartenere ad un Vero Padrone occorre essere libere da qualsiasi altro vincolo mentale, sessuale, matrimoniale e di convivenza, la VERA Schiava deve appartenere solo ed esclusivamente al proprio Master. Tante schiavazze sono impegnate e sposate e con la mera e ipocrita scusa che si sentono schiave si trovano un Padrone mentre a casa hanno il compagno o il marito ben cornificati. L'appartenenza totale c'è solo quando la Donna/Schiava si dona umilmente completamente ed ESCLUSIVAMENTE all'Uomo/Padrone di lei.  So bene che molte schiavazze insorgeranno contro questa mia affermazione…….ma è quello che penso. Amo la filosofia e le pratiche BDSM….e da quando ne ho preso coscienza ho deciso di rendermi libera, per potermi offrire interamente e completamente al mio Padrone."
Slave to Love

Punto primo, cos'è l'appartenenza? Si tratta per caso di un possesso fisico o di uno stato sentimentale? A parte i miei punti interrogativi dettati dal fatto che si tratta di sicurezze mutevoli che non sono ancorate ad una visione granitica delle cose, chiedono in fondo anche il vostro parere anche se non partecipate mai abbastanza, l'unica certezza che ho è che è SEMPRE l'amore che muove il mondo. L'amore è quello che da appagamento, l'amore che crea unione, intesa, lealtà, sincerità, rispetto. L'amore SANO e non quello egoistico accecato dalla voglia e dal desiderio perverso il cui unico scopo è quello di appagarsi e fregarsene di chi si ha intorno. Perverso, appunto: "dominato da una tendenza abituale od ostinata alla malvagità o alla crudeltà".
Qui non vi sono deviazioni né perversioni, è il piacere e la voglia di darsi e riceversi nei nostri istinti più primordiali ma anche senza perdere l'obiettivo che con noi c'è una PERSONA che ha le nostre stesse esigenze e che va rispettata e non strumentalizzata al proprio piacere e questa è la filosofia del BDSM.

L'amore non è matematica. Non conta. Non vi sono limiti all'amore. Questo è un sentimento e non ha una razionalità come tutti i sentimenti che si provano. Confondere l'unicità con l'appartenenza è una vera e propria follia. Ognuno di noi è unico a prescindere anche tra due gemelli monozigoti. Questa non è una convinzione ma una realtà oggettiva delle cose. Pur essendo geneticamente uguali, nessuno di loro avrà mai la stessa crescita interiore pur avendone le stesse potenzialità.
Padrone, schiava, marito, libertà, sono tutti aggettivi che nascono nella nostra testa. Non esistono "padroni". Non v'è da nessuna parte la dicitura padrone nel SM. Esistono i master, maestri e le slave intese come persone che eleggono il proprio maestro e con lui crescono. Lo fanno come scelta libera non da fogli o da situazioni di vita ma mentale. La schiavitù come già ripetuto in tanti post passati, non esiste, è stata abolita.
Prendere sta roba e portarla nelle proprie convinzioni non solo non è crescere ma è anche uccidere l'anima del SM e la sua stessa essenza. Per fare un paragone è come credere che fare sesso sia solo infilare il cazzo dentro la fica di un'altra e darci dentro fino a quando non si gode tutti e due magari anche con tante variazioni sul tema. Giochini di ruolo, giochini sessuali e tant'è che rimangono. I vari daddy, dom, kitty e la miriade si stronzate che ci sono state messe ultimamente sono solo parte del SM per tutti. Roba per allargare questo mondo e svalutarlo oltre ogni limite. I vari meeting, i pride, le convention. Ma andate a cagare buffoni e possibilmente tirate lo sciacquone quando siete dentro al cesso che facciamo un po di pulizia. Si, con questo mi reputo un pochino migliore di quello che leggo e vedo in giro. Senza nascondermi. Il SM deve, come ogni SANA esperienza di vita, cambiartela in meglio e non darti una ragione per decantare quanto ti credi già bravo/a o non serve a nulla, proprio a null'altro che a scopazzare appunto.
Per dirla in un altro modo forse che se si hanno due o tre figli se ne ama uno solo, il primo? Forse bisogna spengere un interruttore per accenderne un altro? Forse bisogna essere liberi fisicamente perché la testa si senta libera e su questo ci credo. Molti hanno bisogno di fogli per amare che se non è marito allora non si ama e se non è "padrone" etichettato e registrato, idem.

Per la cronaca: si può scopazzare con chiunque anche con il marito e la moglie e si può avere una doppia relazione senza cornificare nessuno. La terza via appunto: sei capace di dirgli che quello che tuo marito o moglie ti da non è quello che hai bisogno o che non ti completa abbastanza? Lui/lei sono in grado di accettare una doppia relazione o sono come te? Perché questo è il punto. L' "amore" narcisista voleva lo stesso. Diceva di volerglielo fare capire e poi? Dov'è questo poi? Dove cazzo sono finite tutte queste belle parole, promesse se non in un ennesimo cesso di falsità? Allora è più facile mandare a cagare l'uno per un altro e si va avanti così rendendo l'amore una cosa limitata ed egoistica e che crea sempre una delusione profonda e incolmabile in qualcuno/a. Buffoni potrei dire perché la sento così dentro fino in fondo ma quando si fanno queste scelte alla fine sono solo davvero delle schiavazze. Non importa che scopino con uno alla volta o con tre assieme o con i medesimi a turno. Rimangono "cose" che non valgono niente se non per il momento in cui tengono l'interruttore acceso ed in caso di black out, mandano tutto a puttane così come l'hanno creato che il problema non è la scopazzata è sempre il come. Torni dal marito raccontandogli le mezze verità che sono successe perché non ti "riempia di botte" o ti mandi a fanculo. Richiedi le foto e poi no, perché se poi le vede col cazzo che ti ripiglia, ti "impicca" accanto a Giuda (in modo figurato è! Ocio a quello che si capisce!).

Ecco, queste sono le schiavazze e non dipendono dal marito ma dal coraggio di essere se stessi in qualunque situazione. Già perché se si sapesse che "tu" sei la schiava di tizio, addio reputazione. Ma non eri tanto orgogliosa un giorno? Dov'è finita la "tua" personalità?

E ancora, tu che hai bisogno della "tua" unicità oggettiva, se domani il "tuo" master ti dice (con tutto quello che ci si può mettere per arrivarci), il prossimo giro ti "tocca":
Questo

O questo

O questo
o che tu impari questo

O ancora questo visto lui è bisex.
Tu che fai, ti rifiuti? Aspetta, forse lo metti prima tra i limiti invalicabili e se il tuo master domani cambia idea perché al contrario tuo, cresce o cambia gusti, lo mandi a fanculo. Guarda che l'omosessualità forzata per quello che ne so, è sempre stata un must ed anche questo l'ho già scritto. Adesso le miss usano lo strap, ai miei tempi avevano l' "amico" da chiamare. Sai succhiare un cazzo per un uomo non è lo stesso di uno strap. Gli tocca prendere atto per forza di essere per lo meno bisex e vale anche per una donna. C'era una volta cecco rivolta. No, era una coppia sm e di cui mi pare aver già parlato. Primi tempi di internet, il loro sito. La sua prova fu di fare sesso con 20 ragazzi. Oh, se c'eri tu avresti detto no? :) Mi immagino quanto master avresti avuto dopo. Aspetta, forse l'avresti fatto uno per volta intervallato da un fanculo così che per lo meno la testa dica che è finita con il precedente. Io te lo dico, sta roba è peggio di una barzelletta amica mia perché le barzellette si raccontano per fare ridere, queste sono drammatiche verità purtroppo.

Ecco dove sta l'assurdità e l'immobilismo, la negazione del SM sta proprio qui. Il pretendere di sapere tutto e di volerlo come piace già e basta e li fermarsi. Non c'è per forza nessuna evoluzione. Tutto finisce alla sola coscienza di se. Dimenticavo: pure Einstein era arrivato alla conclusione che la monogamia era un'invenzione umana. Un povero stupidello...
A me verrebbe un serio dubbio di chi è che non capisce un cazzo ma io sono io. :)
Per non infine dimenticare qualcosa, va da uno psicologo e domanda. Se ne trovi uno ateo e libero ti dirà le stesse cose. Se lo trovi condizionato dal cristianesimo ti darà ragione, se lo trovi musulmano probabilmente ti dirà che è giusto che un uomo abbia un harem e se lo trovi buddista (come me ma inteso come ginnastica per la mente), ti dirà: "ovunque vai, vacci con tutto il cuore" senza distinzioni di sesso, ceto, religione, razza o credenze. Vedi un po' tu quale voce scegliere. Namasté.

sabato 15 aprile 2017

Buona pasqua


Vorrei scrivere un sacco di cose ma non ne ho voglia. Quando arrivo alle feste, non solo aumenta il lavoro e quindi poco tempo ma torna spesso una strana, tragica, insostenibile malinconia nonostante tutto.
Dovrei rispondere ad un commento e non mi va. Vorrei essere cortese quando lo faccio e non sono dello spirito giusto. Mi sento svogliato leggo la stessa roba vuota ovunque, senza senso. Voi come vi comportereste se? Beh, fate finta di essere una coppia normale e vedete se vi viene in mente di fare le stesse cose.

Seguitano a mandarmi gli inviti a feste presso questo o quel locale dove non andrò mai. Con lo stesso principio, è come essere invitati ad un raduno di auto d'epoca ed andarci in mutande oppure senza. Con tutto il rispetto, che a tutti ci piacciano le macchine d'epoca è palese ma che debba mettere in piazza tutto me e/o lei per via delle macchine e beh, ce ne passa  e pure tanto!

Così penso a questa roba che ho trovato oggi e che beh, conoscevo. Lo specchio in fondo.


"La vita è un eco.
Quello che mandi,
ritorna. Ciò che tu
semini, poi raccogli.
Ciò che si dà, si ottiene.
Quello che si vede negli altri,
esiste in voi. Ricordate, la vita è un eco. Torna sempre indietro. Così dai bontà."




A cosa è servito dare bontà? A cosa è servito aver fatto credendo che ci sia posto per tutti senza per forza dare spintoni o gomitate in faccia al prossimo ma alla fine poi riceverle senza un preciso perché?
Che poi alla fine se riempi un vaso di emme, che cosa ci vuoi trovare in quello che ci hai messo? Emme!
Se la metti nei vasi altrui, poi la pigli indietro, se usano il tuo di vaso poi sei tu pieno di emme, che cosa vuoi e puoi dare se non quello?
Così domani è pasqua. Per voi cristiani è il simbolo, il giorno della rinascita verso un luogo migliore. Si, lo so. Per molti è una pappata a sgrifo e basta ma rimane il quanto. Magari è l'occasione per riflettere un po' come sia possibile un po' cambiare e far si che tra noi regni più pace che ingiustizia. Più armonia che abuso. Più serenità che abbandono. Più dialogo che silenzi.
Buona pasqua.

sabato 18 marzo 2017

Il ciliegio del sedicesimo giorno - Jiu-Roku-Zakura


Nel distretto di Wakegori, che appartiene alla provincia di Iyo, c’è un ciliegio famoso e antichissimo chiamato Jiu-roku-zakura, ovvero «ciliegio del sedicesimo giorno», perché fiorisce tutti gli anni il sedicesimo giorno del primo mese (secondo il vecchio calendario lunare), e quello soltanto. Il tempo della sua fioritura cade quindi nel Periodo del Grande Gelo, sebbene per regola naturale i ciliegi attendano la primavera prima di azzardarsi a fiorire. Il fatto è che nello Jiu-roku-zakura fiorisce una vita che non è − o almeno non lo era in origine − la sua. In quell’albero alberga lo spirito d’un uomo.

Era egli un samurai di Iyo e l’albero cresceva nel suo giardino e fioriva, insieme a tutti gli altri, verso la fine di marzo e i primi di aprile. Aveva giocato sotto quell’albero quando era bambino; i suoi genitori, i suoi nonni e i suoi antenati avevano appeso ai suoi rami in fiore, una stagione dopo l’altra, per più di cento anni, strisce di carta colorata che recavano scritte poesie di lode.

Lui stesso era diventato vecchissimo sopravvivendo ai suoi figli e non gli era rimasta altra creatura da amare che non fosse il ciliegio. Ma, ahimè, durante l’estate di un certo anno, l’albero si avvizzì e morì. Il vecchio se ne dolse oltre ogni dire. Invano cortesi vicini gli trovarono un altro ciliegio, giovane e vigoroso, e lo piantarono in giardino, con la speranza di recargli conforto. Li ringraziò di cuore e dette mostra di aver ritrovato la felicità. Ma in realtà aveva la morte nel cuore, perché così teneramente aveva amato il vecchio albero che nulla avrebbe potuto consolarlo.

Alla fine gli venne in mente una buona idea: si ricordò come si può salvare una albero morente. Era il sedicesimo giorno del primo mese. Si recò da solo in giardino e s’inchinò davanti all’albero avvizzito rivolgendogli le seguenti parole: «Ti scongiuro di fiorire ancora una volta… perché sto per morire al posto tuo». (È convinzione diffusa, infatti, che si possa immolare la propria vita per un’altra persona, o per qualsiasi essere creato, compreso un albero, purché si ottenga l’aiuto degli dèi; e questa trasmigrazione dell’esistenza è espressa dalle parole migawari ni tatsu-pronuncia migauarì ni tatsu: agire per sostituzione. Nota )

Allora il vecchio distese sotto l’albero un telo candido e vi depose alcuni cuscini, quindi vi s’inginocchiò e fece hara-kiri, alla maniera dei samurai. E il suo spirito trasmigrò nell’albero e lo fece fiorire in quel preciso istante.

E tutti gli anni continua a fiorire il sedicesimo giorno del primo mese, nella stagione delle nevi.

Quando :)

Quando mi hai chiesto questo:



Tu eri mia amica, e ti ho risposto così:


Il nirvana ed il sadomasochismo tra le relazioni umane.

Bon, è una vita che chiacchiero di buddismo, di relazioni buddiste, di teste di cazzo, di relazioni tossiche, di roba da buttare, di gente che si fa male, di robe che non ci dovrebbero essere e chi ne ha più ne metta e manca ancora il fine ultimo di tutto ciò che è il nirvana o qualcosa che per lo meno ci si avvicina.

Per conoscere qualcosa in più in merito alla visione classica del nirvana nel buddismo, vi metto un paio di links che potete leggere e che vi daranno una spiegazione "storica" di questo stato di elevazione e di cessazione del dolore. Il primo link è quello più "papabile", il secondo link, quello più complesso.
Rimango però un po' "scettico" su alcune visioni estreme come ho già detto più volte, anche nell'ultimo post. Intanto un concetto di base che dovrebbe essere chiaro a qualsiasi bambino istruito ma che in realtà non lo è per molti adulti immaturi. Ogni cosa, fatta senza una filosofia e quindi uno scopo più alto, è qualcosa di inutile e vuota. L'attrazione per una bella topa o per un  bell'uomo, sono e rimangono semplicemente istinti primordiali e li finiscono.

Intanto il sesso è istinto e tale rimane, quello che ci viene messo dentro è qualcosa che eleva l'uomo sopra ad un semplice meccanismo ormonale/riproduttivo alla ricerca del puro piacere fisico. Crediamo in un anima? Si. Se non lo facciamo anche il nome "animali" dovrebbe essere sbagliato. Premesso che sia realmente impossibile tagliare ogni possibile ragione del dolore o di sofferenza, il nirvana "accettabile" è togliere quanto più possibile di ciò dall'esistenza terrena. Noi non potremmo mai smettere di avere fame, di avere bisogno di sonno, di sentire il caldo ed il freddo, di volere bere o anche toccare in ogni senso possibile. La solitudine non è, dal mio punto di vista una soluzione ma solo una possibile fuga. Noi siamo costruiti geneticamente per stare assieme. Da soli, impazziamo e alle volte ci mettiamo a chiacchierare con cose inanimate tanto per far capire cosa porta. L'isolamento anche nelle prigioni, è una delle cose più truci che si possano fare a qualcuno. Non paga, manco se è volontario.
Il vero, possibile nirvana è quello che ho scritto ieri e che è ben rappresentato dal video. Riuscire a trovare l'armonia e la pace con tutto quello che ci circonda e quello che c'è. Non seminare dolore ma dare amore. Non rifiutare le persone, ma accettale fintanto che ti accettano. Impara dalle diversità e arricchisci la "tua" armonia con punti di vista e pensieri diversi, il confronto è ricchezza non scontro. Cercare soluzioni non creare problemi, se questi si manifestano e lo faranno, fare di tutto per risolverli. Tentare non serve se non a fare esperienza ma è il riuscire che ha uno scopo ed è l'obiettivo.
"Ovunque tu vai, vacci con tutto il cuore" scrisse Confucio e possibilmente tienilo aperto a quanto detto sopra altrimenti sarà un cuore chiuso, impositivo, e non ricettivo. L'empatia è li. Date meno importanza a manifestazioni "pubblice" in cui viene gratificato l'ego e non l'anima se non evitatele quasi totalmente.

C'è un principio buddista anche in questo caso che prendo espresso dal medesimo filosofo e che non funziona: "Rispetta te stesso e gli altri ti rispetteranno." Non è assolutamente vero. Gli altri ti rispetteranno se capiscono il valore e l'importanza del rispetto. Quelli che scelgono di non fare male come primo intento. Poi c'è la reazione al male ricevuto che è un'altra storia. Ribadisco di nuovo il concetto che non è possibile non agire di forza nei confronti di ogni estremista egocentrico che oggi raggruppiamo in psicologia, nelle varie sfumature del narcisismo patologico. Prova a spiegare ad una roccia cosa sia l'amore e se questa ti risponde, avrai trovato una soluzione diversa.
Insomma, il nirvana per il mio modesto modo di vedere c'è se negli altri c'è nirvana, in quelli che accettano e credono che sia possibile un modo di vivere migliore che causare problemi agli altri. Questa è la ragione per cui ne parlo. Non vi aspettate risultati subito. Ogni mente ha bisogno di tempo per assimilare, ragionarci su, capire e reagire. I migliori risultati vengono sempre con il tempo sopratutto nelle relazioni umane.


venerdì 17 marzo 2017

Urami? Naaaaaaaaaaaaa

"Un acquazzone impartisce i suoi insegnamenti. Se la pioggia vi sorprende a metà strada, e camminate più in fretta per trovare un riparo, nel passare sotto alle grondaie o nei punti scoperti vi bagnerete ugualmente. Se invece ammettete sin dall'inizio la possibilità di bagnarvi, non vi darete pena, pur bagnandovi lo stesso. La stessa disposizione d'animo, per analogia, vale in altre occasioni." Yamamoto Tsunetomo

Chiacchieravo stamani con il mio amico e esce fuori un cos'è, 恨み "urami",  rancore? Non siamo ai tempi di Yamamoto Tsunetomo, non siamo fanatici. lo spirito del guerriero è altro che quello descritto nel suo "Hagakure" ed il fanatismo tipico della società giapponese. C'è una ragione per cui non amo Nichiren ed il suo buddismo. Mi tengo fuori il sutra del loto ma tutto il resto o quasi, lo butto via. Il fanatismo è fuori dalla mia portata così come l'odio, il rancore, la gelosia, il bisogno di "possedere" qualcuno o qualcosa per sentirmi più uomo. Il bisogno di esporre trofei, il numero delle pulzelle che non sono cose. La qualità degli oggetti per giocare, il saper legare o l'andare ad una convention. Mi ci hanno invitato, ho sempre detto no.
Così nel mondo alla rovescia dove per ringraziare un tassista per avervi aperto la porta dell'auto, gli dite: "Spiacente" (per averlo fatto alzare a fare quel gesto), o non chiedete informazioni su dove sia un luogo perché si sentiranno in dovere di accompagnarvi infrangendo il loro regolamento, così qui rancore per cosa? Cattiverie subite forse? No. Per le cattiverie come ho più volte scritto, è sufficiente far poco, quasi niente se non ascoltare solo se stessi in quel momento. Per l'amore, quello vero ma nel senso più generalista del termine, bisogna far attenzione e pensare alle conseguenze.

"Nel mondo quelli che sono disposti a impartire un insegnamento sono molti; quelli che lo ricevono con piacere, invece, pochi; ancora meno, poi, quelli che adottano l'insegnamento ricevuto." Yamamoto Tsunetomo. Roba di quattro secoli fà è, e guardate quanto è così attuale.
Quando vi postai la targa dell'alluvione di Firenze chiedendovi cosa fosse, nessuno ha risposto. Cos'è, un ricordo? None, è un insegnamento. Qui è già arrivata. Qui potrà tornare con particolari condizioni. In altre di meno o di più ma qui è già arrivata. E' l'esperienza che si tramanda ma molti non ci pensano. Vedono i cartelli ed esclamano: "Oddio quanto era alta ma li si fermano". Immagazzinare le esperienze e condividerle è questo il messaggio, è questa la ragione di essere qui.

Dieci anni fa circa, ci crediate o no dall' "alto" della mia figura, andai ad una banca famosa a fare accordi per conti correnti e l'e-commerce. L'accordo lo feci eccome ma chi l'ha poi adottato? Nessuno. Anzi molti mi risposero chiedendo cosa fosse l'e-commerce e cosa servisse e molti continuarono con le loro attività senza "ascoltare". Cos'è l'e-commerce oggi chiedo a voi? Tutti lo sanno, molti lo utilizzano per tante cose. Eppure, lettera morta. Ne ho tanti e troppi di questi esempi che fanno esperienza e che dovrebbero far riflettere prima di pagarne il conto. Non c'è rabbia, non c'è niente altro che serenità in quello che scrivo ma anche tutta la forza e la profondità di quello che sento.
Però vorrei che capiste cosa succede. Quando qualcuno "ruba" il tuo tempo o i tuoi sentimenti falsificandoli, fa qualcosa che è difficile da spiegare. E' come il ladro che ti entra in casa e spacca tutto magari per portarti via un ciondolo che ti ha regalato nonna o che addirittura proviene dalla tua famiglia da più di tre generazioni. In quel ciondolo c'è lo "spirito" dei tuoi antenati, la forza di chi l'ha indossato. E' "quasi" un Kami come la Katana, la spada samurai. E' l'anima stessa di te e della e della tua famiglia. Non c'è prezzo che valga il corrispondente valore commerciale. Puoi riparare le porte che ti hanno sfondato, i mobili che ti hanno rotto. L'assicurazione può coprirti il valore commerciale di quello che ti hanno rubato ma NIENTE può renderti indietro il valore affettivo e morale che c'era dentro quel ciondolo.
Ebbene, quando "rubano" il tuo tempo o i tuoi sentimenti, fanno qualcosa di simile. Si fregano la tua essenza più profonda (sempre se ce l'hai è), e nessuno te la rende. Manca un pezzo di te. C'è un buco dentro incolmabile perché veramente non c'è modo di riempirlo. Puoi ignorarlo, puoi far finta di non sentirlo ma li rimane. Ecco, chi lo sente è perché in qualche modo ha la sua integrità che un@ stronz@ di qualsiasi sesso o età, ha volontariamente rotto per proprio comodo o interesse.
Difficile da capire? Questa è la spiegazione più semplice che riesco a dare parlando di zen e di "furti". C'è un bellissimo video che ho già postato sulla pagina e che rimetto qua, spiegandolo però.


L'avete visto si? :) Ecco, noi non siamo monaci "mal" guidati. Lui dovrebbe dare l'esempio e non lo fa. E' come le persone comuni. Arriva il cane, l'imprevisto, il fatto nuovo che ti entra in casa e nella vita e per levarselo dalle scatole lancia la palla fuori dal muro così il cane si spappolerà da qualche parte lungo la montagna. Poi ci ripensa e pure lui ruzzola, sapete, il Karma immediato e pentitosi, recupera il cane che pur apparentemente messo male, riprende la vita e ci dice che se ci pensi bene, c'è il modo per continuare la tua vita ma con la presenza nuova che non solo non fa danni ma da anche amore. Sincero, senza compromessi. Ecco. Questa è la lezione per tutti i superficiali o come si chiamano oggi, i narcisisti. Più spezzate, meno avete. Più non meditate, più perdete. Vi perdete il meglio che il "Tai Chi" da soli vale niente. E' arido e vuoto come mantenete nello stesso modo la vostra anima. E' a voi che spetta la scelta di cosa e CHI volete essere. Se aprire l'anima ed il cuore al mondo o se lasciarlo inutile per le vostre misere, personali cose. Infine e non ultimo: se buttate giù un cane poco male. Magari non torna ma se buttate di sotto la solita tigre, poi vi passa ;) .
"L'avidità, la rabbia e la stupidità vanno sempre insieme. Quando nel mondo accade qualcosa di male, se osserviamo con attenzione, vedremo che è in relazione con queste tre cose. Se guardiamo ciò che vi è di buono, ci accorgeremo che non manca di saggezza, umiltà e coraggio." Yamamoto Tsunetomo 
Riflettete su quanto ho già scritto in questo post. L'avidità di tenersi quello che si ha. La rabbia che distrugge tutto quello che a primo tiro, infastidisce e la stupidità di non fermarsi a capire e trovare una nuova armonia. :)

Namasté