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lunedì 4 luglio 2011

Di che vi stupite?

Mi si dice oggi che ho dei lati "oscuri", cose che non sono rivelate  ma mi pare quasi scontato.
Perché dovrei mettere in piazza tutto quello che sono?
Ho imparato che ci sono diversi "tipi" di persone, classificati secondo la propria sensibilità. Sbagliato forse ma anche qui si vede il mio modo di pensare logico e un po' "scienziatesco", passatemi il termine.

  • I tipo. Quelli che pensano come le formiche e sono i più. Hanno una relazione diretta tra quello che toccano e quello che sentono. Meccanismi mentali semplici, più vicini a sistemi nervosi non evuluti piuttosto che a persone che pur avendo una massa cerebrale come quella degli altri, hanno sprecato le loro possibilità in video game, in culi, in linigerie, in belle tope o bei fighi. Nella bellezza del corpo, in borse, in auto, in scarpe, in calze e collant, in moto, in barche e via così. Scopano, non amano. Alle volte per fare i fighi dicono facciamo all'amore perché pensano che scopare sia una cosa bassa ma in effetti, nonostante le illusioni, scopano e basta. Questi li scarto subito. Non ve la prendete. Non mi capiscono. E' un dato assoluto e non contestabile. 
  • II tipo. Quelli che hanno vissuto un po' sempre come quelli del primo tipo ma che intravedono qualcosa d'oltre ed ogni tanto qualcuno se ne esce. Sono curiosi ma la curiosità non è supportata da una buona dose d'empatia. Entrano nalla tua vita, fanno un sacco di buoni discorsi che in genere sono pure accompagnati da buoni propositi ma poi è come dare in mano un cristallo di Boemia ad un bambino di 5 anni. dopo una decina di minuti, forse meno, è tutto sparpagliato a pezzi per le terre. Amano in meccanismi semplici. Alle volte riescono a vedere le stelle ma non ci arriveranno mai completamente.

  • III tipo. Quelli che non ascoltano ma sentono, quelli che non vedono ma percepiscono, quelli che riescono a vedere oltre tutto quello che la semplice materialità offre. sono rari, rarissimi ed è difficile incontrarli che si nascondo. sanno che se dentro la loro vita entra qualcuno del primo o del secondo tipo saranno guai. spesso "cedono" a qualche advance se proprio non significa abbassarsi del tutto. Alle volte, con quelli del II tipo, vengono pure ingannati che se ne trovano uno "bravo" e si maschera bene, si fa passare per quello che non è.

Ecco,  quindi di che vi stupite se tengo un sacco di cose per me? Per quale cazzo di ragione dovrei aprirmi al mondo se il mondo ha un solo scopo: farmi a pezzi per semplice curiosità?
E' meglio lasciare perdere se non vi sono segnali giusti e da quel che vedo ultimente già quelli del II tipo cominciano ad essere "merce" rara. Quelli del terzo sono praticamente estinti e quinti la relazione complicata me la vivo da me.

domenica 3 luglio 2011

I sassi nel cuore


I sassi nel cuore mi parlan di te,
Di un sogno rapito nel mare infinito.
Ogni cosa lontana, perduta ed inane.
Eppure sei qui, come un raggio di sole diretto nel cuore.

Lacrime rade traboccano sane,
Un pianto, un lamento, l'astruso tormento.
D'una mano ferita non del tutto guarita,
E anima grida di cupo pallore, profondo, immenso dolore.

Che fare per farlo cessare?
Il tempo non torna, il sole tramonta e rimango a pensare,
Qual scelta più saggia possa frenar la mia rabbia.
Del drago feroce, s'abbruna la voce.

Le ali piegate in segno di resa.
Rimembro il coraggio dei giorni gloriosi.
In scontri rissosi in faccia a tabù d'ogni sorta e virtù,
Ma così è la vita, e la cosa più vana e creder or'ora,

Che pregiudizio è parte del vizio.
Che uomo sapiente, a ragione s'arrende.
C' amore potente, prevale su gente.
Che barriere e confini, son piccoli crini.

L'uomo "divino", è gretto è piccino,
Non sente ragioni, e spacca a mattoni,
Ogni bel sentimento che da godimento.
Nulla da fare, è un avaro totale.

Di buona memoria ricorda la storia,
Dei due innamorati da Dante incontrati.
Che un giorno sereno, trovaron veleno,
E dettero pegno al diavolo regno.

MDS


E questa è  la musica giusta da "SENTIRE", non ascoltare.

giovedì 30 giugno 2011

L'empatia, la comprensione, il legame giusto e quello sbagliato parte II

Ho trovato questa domanda sulle chiavi di ricerca del blog: "come spiegare in parole semplici l'empatia". Avevo già fatto un post in merito all'empatia ma rileggendolo forse necessita di un approfondimento.


Prendo pari, pari quest'articolo abbastanza chiaro da questo link.

Empatia
Intuizione del mondo interiore
L’empatia è la focalizzazione sul mondo interiore dell’interlocutore, è la capacità di intuire cosa si agiti in lui, come si senta in una situazione e cosa realmente provi al di là di quello che esprime verbalmente. L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l'interlocutore, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.


Per questo si dice anche "mettersi nei panni altrui" e di sentirne addosso le conseguenze. Questo è un meccanismo emotivo, sentimentale e non meccanico. Senza un adeguato "sviluppo" della propria sfera emotiva ogni gesto, ogni attimo di un rapporto è affine a se stesso. Scopo, godo, non mi frega d'altro purché IO stia bene. Con l'empatia il discorso si ribalta: cosa prova la mia compagna mentre le faccio questo? Faccio bene? Faccio male, posso fare meglio?

E' chiaro che in un rapporto chi è privo d'empatia difficilmente troverà ragioni e/o motivazioni di crescita interiore prima ed assieme al partner dopo. Si tratta di un rapporto basato su quello che è "Egoismo puro". Non mi frega niente di te, mi frega solo di me. All'altro capo invece c'è una spiccata dose di altruismo. Vero, ogni sentimento, ogni pregio al suo estremo diventa comunque un difetto e non bisogna scordarlo mai.


Comprensione empatica e intellettuale
Differenze
La comprensione intellettuale si concentra sui fatti, indaga come stiano realmente le cose e ricostruisce l’esatta dinamica dell’accaduto. La comprensione empatica è più sottile e complessa di quella intellettuale e richiede una sensibilità molto fine e rara per essere attuata.



Esempio pratico: prende fuoco un capannone attrezzato a magazzino. Ci sarà un indagine tecnica che magari attribuisce ad un piromane che ha volontariamente dato fuoco al tutto e ne stabilirà come e con cosa ha appiccato il fuoco e magari anche le modalità d'espansione. La comprensione empatica ne stabilisce invece le ragioni emotive senza per altro immedesimarsi in lui. 


Componenti dell'empatia
Trasparenza, comprensione empatica e accettazione incondizionata
La trasparenza è l’accordo tra i sentimenti manifestati e quelli realmente provati. Se l’interlocutore percepisce trasparenza, si apre con fiducia, altrimenti si chiude difensivamente.  Trasparenza non significa rivelare impulsivamente tutti i sentimenti, ma implica il non simulare un sentimento quando in realtà se ne prova un altro, perché l’interlocutore capterebbe la dissonanza (dissonanza, incongruenza, differenza).

In altre parole non dire ti amo senza che gli atti pratici non siano "coerenti" con questo sentimento. Quanti di noi non si sono sentiti dire sta parola senza che poi si sia scoperto che dietro c'era solo un interesse pratico, che ne so, portarvi a letto?

L’accettazione incondizionata consiste nell' astensione da valutazioni, da approvazioni o disapprovazioni e da correzioni. La comprensione empatica implica la sospensione dei giudizi morali suoi sentimenti riferiti dall'interlocutore: l’ascoltatore non ne misura la conformità alle norme, né indica il modo giusto di comportarsi, né illustra la situazione oggettivamente per indurre l’altro a rendersi conto di non averla affrontata con la dovuta maturità. L’ascolto empatico non impone una direttiva, ma pone l’altro nella condizione di esplorarsi per trovare la sua verità.

Questa parte è decisamente più tecnica. Se volessi sentire le ragioni del piromane di cui sopra, dovrei per forza astenermi da giudizi preconcetti altrimenti più che ascoltarlo gli tirerei uno sganassone. E' chiaro che se mi pongo davanti a te come "studioso", quest'atteggiamento è d'obbligo ma se invece mi pongo a te come amico, alla fine dell'ascolto cercherò di farti ragionare su quello che esponi, sui tuoi metri di valutazione e di "farti approcciare la cosa con la dovuta maturità". In altre parole, l'esatto contrario dell'accettazione incondizionata.

Devo per altro aggiungere un paio di cosette che altrimenti il mio comportamento con alcuni potrebbe risultare incomprensibile.
Divento una "belva" più di quanto non sono se mi si dice che ti amo e poi che non valgo un caffè assieme. Questo dimostra non solo che chi riferisce queste parole è completamente privo di empatia ma non sa manco cosa prova e cerca disperatamente di nascondere dietro a parole i suoi "poveri" sentimenti o sentimenti che in effetti non ci sono.
Divento una "belva" se vedo persone che fanno a gara a dimostrare chi è più master o slave riunendosi in gruppi di amicizie semplicemente per interessi e si limita a dare descrizioni superficiali di se semplicemente per appartenere a quel gruppo di persone. Tutto questo dimostra solo l'assenza di empatia ma la necessità interiore di appartenere ad un gruppo, di volere stare in compagnia e  purtroppo, pure anche un malcelato ed estremo bisogno di non provare una solitudine che traspare inequivocabilmente da tutti i pori. E' l'approccio sbagliato ci cerca comprensione dove in effetti non c'è. C'è solo apparenza.
Divento pure una "belva" quando qualcuno si erge a maestro di pratiche astratte che invece dovrebbero essere centrate e mirate al/la propria compagna o compagno proprio perché ogni cosa che si fa deve prima superare l'accettazione e l'apprezzamento sentimentale del nostro partner che è unico ed irriproducibile su scala universale.
Per tutto il resto c'è il dialogo ed il piacere di stare assieme anche perché in altro modo, c'è rispetto, sincerità ed appunto empatia reciproca. Le scatoline vuote vanno direttamente nel cestino della spazzatura.

lunedì 27 giugno 2011

Ryu 流 - il Drago. Leggende e mitologia Giapponese.


Il Drago (Ryu )
Il drago celeste,
disegno giapponese
I Quattro Re Dragoni
Presente sia nella mitologia giapponese che in quella cinese.
4 draghi che governano i 4 mari.
Il Dragone celeste, il Dragone Spirituale, il Dragone della Terra e il Dragone dei tesori nascosti.

I Quattro Guardiani Celesti
Ssu Ling (China) o Shitenno (Japan)
Secondo la mitologia cinese, i quattro punti cardinali sono protetti da uno dei quattro Ssu Ling (simile allo Shitenno giapponese). Il Dragone conosciuto come il guardiano dell'Est è identificato con la stagione della primavera, il colore Blu, l'elemento Acqua e l'energia maschile Yang. Il guardiano del Sud, Ho-oo (Fenice), è nemico del dragone, e si dice che mangi i draghi. In effetti la Fenice è nemico di tutti i Naga (termine che copre tutti i tipi di creature serpentiforma) inclusi serpenti e draghi. Sia il Dragone dell'Est che l'Ho-oo (Sud) rappresentano lo YANG, ma sono spesso rappresentati come nemici, poiché il Drago rappresenta l'acqua mentre la Fenice il Fuoco. A volte sono anche rappresentati come compagni. Il Drago è il Maschio controparte della Fenice Femmina ed insieme simbolizzano i conflitti e le meraviglie matrimoniali.
Tipologie di dragoni
Nella mitologia giapponese vi sono quattro tipologie di dragoni. I dragoni celesti fanno la guardia alle dimore degli dei; i dragoni spirituali sono responsabili di portare la pioggia e le nuvole, causando alluvioni; i dragoni della terra ripuliscono i fiumi e scavano i fondali degli oceani; i dragoni guardiani di tesori, la quarta categoria, proteggono gli oggetti preziosi. I dragoni giapponesi, diversamente da quelli di altre regioni asiatiche, sono rappresentati con tre artigli. Nella mitologia Giapponese, più un drago viaggia lontano dal Giappone più artigli ottiene



Un'altra leggenda…
Nell'antico Giappone, una perla pegno d'amore fu smarrita in un tratto di mare controllato da un drago; il responsabile della sua perdita si rifugiò in un paese isolato, dove una giovane pescatrice strappò a costo della vita, la perla dal regno del drago per dimostrargli il suo amore.

E ancora un'altra...
Sempre in Giappone, una fanciulla, Tokoyo, sfidò l'usanza di dare in pasto le giovani ad un drago del mare ed, insieme ad un samurai, lo sconfisse. Un adattamento nipponico della leggenda di san Giorgio e il drago

Da dove ha origine il nome giapponese del Drago? (Ryu)
Il Palazzo dei Re dei Draghi (Ryugu) si dice che sia situato in fondo al mare, vicino alle Isole Ryukyu (Okinawa). Esso è abitato da Ryujin (il nome giapponese del Re Dragone). Il Palazzo è anche conosciuto come "La terra sempreverde" nel libro del Professor Chamberlain, egli fa riferimento ad una poesia del Man-yo-shu in cui si legge che le arance vennero portate in Giappone dalla "Terra sempreverde" che si trova a Sud.Nel palazzo sono custodite le Gemme della marea (quella dell’Alta Marea e quella della Bassa Marea). Sul lato settentrionale del palazzo si trova la Sala dell’Inverno, dove cade incessantemente la neve. Sul lato orientale c’è la Sala della Primavera, in cui le farfalle si posano su fiori di ciliegio, mentre cinguettano gli usignoli. Sul lato meridionale del palazzo si trova la Sala dell’Estate, in cui cantano i grilli durante la sera calda. Infine, sul lato occidentale c’è la Sala dell’Autunno, dove gli aceri avvampano di vivaci colori.
Ci sono tante storie che riguardano questo mitico palazzo, costruito in corallo rosso e bianco, guardato da draghi e pieno di tesori. I Pesci e le altre creature marine servono Ryujin come vassalli e le tartarughe marine sono utilizzate come messaggeri. Per un essere umano un giorno in questo palazzo equivale a 100 anni sulla terra.

Meglio ricordare la storia di Urashima Tarou.
Urashima era un pescatore che un giorno catturò una grande tartaruga nella sua rete. Questa tartaruga parlava e disse lui che aveva migliaia di anni. A questo punto Urashima liberò la tartaruga che in effetti era Otohime la figlia del re dragone. La principessa invitò il giovane uomo alla corte del padre dove si trasformò in una bellissima ragazza che lo sposò. Dopo tre giorni Urashima sentì un forte desiderio di rivedere i suoi genitori. Ma quando tornò sulla terra scopri che erano passati 300 anni. A questo punto Urashima cercò di tornare dalla moglie ma, non conosceva il modo per ritornare al palazzo. La moglie, come pegno d'amore gli aveva dato una scatola magica (Tamate Bako) ma gli aveva detto anche di non aprirla mai. Tuttavia pensando che all'interno della scatola avesse trovato il modo di tornare al palazzo del Dragone la apri ed immediatamente perse la sua gioventù crollando a terra morto. Urashima è venerato ancora oggi.

Ci sono tantissime leggende che parlano dei Draghi giapponesi, fra queste:

La storia dei gioielli e dell'imperatrice Jingo
Molti secoli fa l’imperatrice Jingo pianificò l’invasione della Corea. Pregò Ryujin presso il tempio a lui dedicato e qui ricevette i “magici gioielli delle maree”.
Ora era tutto pronto: la flotta giapponese partì alla volta della Corea. Avvistate in lontananza le vele giapponesi, dalla Corea salparono tutte le navi per difendere il proprio territorio. Quando i coreani furono abbastanza vicini, Jingo buttò in mare il “gioiello della bassa marea” così che tutte le navi coreane si insabbiarono e i coreani saltarono su quello che era il fondo del mare per un assalto via terra, ma in quel momento l’imperatrice gettò il “gioiello dell’alta marea” che prontamente arrivò e spazzò via tutto l’esercito nemico. Come se non bastasse l’onda di alta marea trasportò l’intera flotta verso il porto coreano e quindi verso la vittoria. Si narra che molti anni più tardi Ryujin presentasse personalmente i “gioielli delle maree”, posti su una bellissima conchiglia rosa, al figlio dell’imperatrice, Ojin.

La storia del Drago Ryujiin.



I dragoni e la famiglia imperiale
Secondo un mito la famiglia imperiale giapponese discende da un dragone. Il “Racconto di Hori” narra la storia del primo imperatore giapponese. Il cacciatore Hori sposò Toyotama, la figlia del re dragone. Essi vissero insieme sul fondo del mare per tre anni, finchè la nostalgia di Hori per il “mondo superiore” lo portò a lasciare la moglie. Toyotama partorì un maschio ed egli ebbe poi a sua volta quattro figli. Il minore dei nipoti di Hori, Jinmu Tenno, divenne il primo imperatore umano del Giappone. L’imperatore Hirohito sosteneva di discendere da Toyotama.



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Il drago d'oro - Bellezza, gentilezza, salute.

Il Drago giallo - Il centro della terra

Il Drago rosso: il temporale, il sud, l'estate,
 la terra, il fuoco, la buona fortuna

Black Dragon -  Il temporale del nord, l'inverno,
 la vendetta, ansietà.

Il Drago bianco - Lutto, fallimento, morte.

Il drago verde e blu - Primavera, 
buona fortuna, buona salute.


Curiosità
I pompieri giapponesi del periodo Edo si tatuavano disegni di draghi per ottenere una doppia protezione: per esorcizzare il pericolo del fuoco e il dolore cui si sottoponevano rappresentava un sacrificio offerto agli spiriti malevoli del fuoco per accattivarsi la loro benevolenza. Questa convinzione appare chiaramente nelle loro cerimonie: dopo aver appiccato il fuoco ad una corda, la agitano in aria verso il cielo allo scopo di "provocare" l'acqua - elemento opposto al fuoco - e in questo modo di attirarla. Poichè tutte le divinità nella mitologia giapponese hanno una componente benevola e una malevola - che non sono in cottraposizione, ma che operano separatamente ognuna per la sua strada - e la parte benevola è quella più forte, l'uomo deve agire in modo che essa sia libera di manifestarsi, neutralizzando quella malevola. Dati questi presupposti, il "drago delle nuvole" Unryu, che si tatuano i pompieri, risponde all'esigenza di ottenere la protezione del drago (l'acqua) e della sua forza positiva da contrapporre a quella negativa del fuoco (forza distruttiva) sommata ala potere degli dei dei campi e delle montagne (rappresentati dalle nuvole) attirando le loro forze positive che portano la pioggia (buona) alle coltivazioni e il fuoco (buono) che le purifica dagli insetti infestanti. 

Poteri
In base al mito, i dragoni giapponesi hanno il potere di assumere forma umana, potendo così interagire con gli esseri mortali. Alcuni imperatori giapponesi affermavano di avere dragoni tra i loro antenati. Pur essendo saggi e benevoli, i dragoni spesso restano indifferenti alle questioni umane, ma si dedicano alle grandi questioni dell’Universo. Nondimeno, essi sono in grado di portare buona fortuna agli umani che li soddisfano, in particolare i pescatori, a cui assicurano bel tempo e una ricca pesca. I dragoni hanno anche il potere di portare la pioggia, aiutare i contadini e assicurare un buon raccolto.

NB: anche questo è un "bricolage". Non si trovano molte storie di cultura e mitologia giapponese in italiano e neppure in inglese purtroppo.

domenica 26 giugno 2011

Il significato dei Tattoo in Giappone

Fiori di Ciliegio (Sakura ): Rappresentano la vita stessa.
 
 
La bellezza del fiore di ciliegio, per i giapponesi, sta nella forza che ha per sopravvivere in condizioni climatiche difficili, eppure allo stesso tempo è un fiore estremamente fragile e la sua fioritura dura pochi giorni.
 Questa, secondo il punto di vista giapponese, è una rappresentazione di come la vita dovrebbe essere: credono che ogni giorno debba essere vissuto al massimo e che la consapevolezza della morte, invece di incuterci paura e sopraffarci, debba invece invogliarci a cogliere ogni momento della nostra vita e viverlo appieno.
Ma indica anche potere e bellezza: nel momento in cui l'uomo diviene consapevole della caducità della sua esistenza, riuscirà ad averne il controllo per riuscire a viverla al meglio, crecare quindi con le sue  azioni di renderla perfetta, virtuosa, bellissima, trealasciando le mere paure e e le false virtù.

 -Carpa (Koi ): Il tatuaggio della carpa è sicuramente uno dei più favoriti in Giappone.
Il mito che lega questo pesce in modo così forte all'arte del tatuaggio racconta che la carpa riuscì a nuotare controccorrente fino ad arrivare alla "porta del cielo" e qui fu trasformata in drago e, volando via, iniziò una nuova vita.
Questo disegno simboleggia la fortuna, il potere, l'ambizione e l'individualità.
Quindi se si è alla ricerca di un tatuaggio che simboleggia la lotta tra l'essere umano contro le avversità della vita, questo tatuaggio è sicuramente perfetto.Ma non solo.
E' un tatuaggio che significa anche perseveranza, impegno nella vita in tutto ciò che facciamo.



-Maschera Hannya (
般若): E' uno dei tatuaggi più tradizionali in Giappone: molti tatuaggi giapponesi prendono spunto dai racconti e dalle leggende del teatro tradizionale kabuki, come nel caso di questo tatuaggio
Hannya è una maschera demoniaca che raffigura una donna che per un amore non corrisposto si è vendicata del suo "non amante" e si è lasciata così consumare dalla rabbia.
Ma questa maschera non ha un significato malevolo come superficialmente si può pensare, anzi, tutto il contrario.
Questo tipo di tatuaggio si dice che allontani gli spiriti maligni e che porti buona fortuna alle persone che li indossano sulla loro pelle

Il Drago (Ryu ) : Il drago è la creatura mitologica più conosciuta e scelta negli horimono. Si pensa sia di origine cinese, ma viene comunemente associato alla mitologia giapponese. Essi vivono negli oceani, fiumi o laghi, ma hanno il potere di volare e regolano le nuvole e le tempeste (il fiato del drago si trasforma in nuvole, dalle quali ne scaturisce pioggia o fuoco). Si suppone che i draghi siano una manifestazione degli dei per apparire agli umani.





Si dice che i draghi siano composti da parti di differenti animali della terra:

  1. Testa di cammello.
  2. Naso di cinghiale.
  3. Criniera di cavallo.
  4. Squame della carpa (117 squame in totale di cui 81 Yang Buono e 36 Yin Cattivo).
  5. Corna di cervo, occhi di coniglio (o di tigre).
  6. Orecchie di toro.
  7. Corpo di serpente.
  8. Naso di oni.
  9. Bocca e barbe di tigre.
  10. Baffi del gambero reale.
  11. Pancia di conchiglie (vongole).
  12. Artigli dell'aquila.
  13. Coda di fenice.
 Questi animali sono in parte animali 'positivi', in parte 'negativi', nel drago Ying e Yang si bilanciano. Il drago maschio è rappresentato con la bocca aperta, la femmina con la bocca chiusa.

Quando il drago ha meno di 100 anni, è nero ed è un drago che porta solo gli ordini dei suoi superiori.

Il drago blu svolge il compito di messaggero degli dei, insieme alla tartaruga, la fenice e la tigre bianca. Come tatuaggio dona protezione dalle malattie, disastri naturali, porta fortuna negli affari.

Il drago verde ha più di 100 anni e appare come buon auspicio, porta vento e pioggia. Inoltre mette le ali.

I draghi rossi, marroni e viola. Dopo 700 anni il drago diventa bianco e dopo viene considerato un dio. A 1000 anni diventa d'oro e chi indossa un tatuaggio con il drago d'oro è una persona che si suppone abbia il suo potere e raggiunga l'immortalità.

Si suppone che i draghi siano una manifestazione degli dei per apparire agli umani. Spesso è rappresentato con in mano una sfera, che simboleggia il tuono.


Il Drago Celestiale governa sotto le istruzioni dategli dagli dei.

Il Drago Spirituale gestisce la pioggia e le tempeste.

Il Drago della Terra determina i corsi dei fiumi.

Il Drago dei Tesori Nascosti è custode dei metalli e delle pietre preziose.


da http://www.tattoomenow.com
Il drago è una delle quattro creature leggendarie che governano i punti cardinali. Sud Uccello rosso (Fenice), Est Drago, Nord tartaruga, Ovest Tigre.

Il Drago è il guardiano dell'est, si associa alla primavera, all'elemento acqua e all'energia positiva maschile Yang. E' nemico della Fenice (hou ou) che si associa all'elemento fuoco.

Il drago, vive sia nell'aria che nell'acqua, la sua figura viene adottata come protezione dal fuoco.

La figura del drago è utilizzata come buon auspicio ed è il simbolo di equilibrio.

Solitamente le raffigurazioni del drago sono associate alle nuvole che vengono chiamate Ling Zhi per la loro forma che assomiglia appunto ad un fungo che ha questo nome, esse sono auspicio di eterna gioventù.

Per l'accopiamento sfondo e fiori bisogna capire quale aspetto del drago interessa far uscire per studiare la combinazione giusta, anche perchè, i soggetti possono non avere un abbinamento floreale definito.
Il drago potrebbe essere contornato da fiamme e basta, da fulmini e basta... bisogna vedere cosa si sta citando(se si sta citando) quando si disegna il pezzo, se lo si vuole collegare all'esperienza pittorica della scuola "Kano", ad esempio, si rispecchieranno le regole classiche di quella scuola nel disegno, se poi voglio evocare un artista in particolare della suddetta scuola, si cercherà di disegnare un soggetto da lui pensato e farlo diventare un tattoo.

Le variabili sono migliaia all'interno delle "regole" . Per questo, lo studio del tatuaggio giapponese, richiede spesso l'impegno univoco da parte di chi lo vuole eseguire.


-Fiore di loto (Hasu ): è il loto. di molti colori diversi. E' simbolo di candore dell'anima ed è un simbolo mistico di grande stabilità vitale. In India è chiamato Renge. Ha fioritura estiva.

- Crisantemo (Kiku
): E' considerato, il simbolo del Giappone stesso. Va accostato a soggetti autunnali. Era il fiore della casa imperiale, il fiore delle spose, un simbolo di perfezione, bellezza e armonia.
Ne esistono di varie specie, da quelli commestibili a quelli arriciati, quelli che vedete di solito sono tipicamente stlizzati per i kimono. Quando avete dubbi, se ci sono in giro Momigi, le foglie di acero, i fiori sono quasi sempre crisantemi perchè fioriscono in autunno quando l'acero perde le sue foglie rosse.

-Fiori di pesco (Momo 
): la pesca è simbolo di longevità. Ha rami leggermente spinosi, le foglie sono di colore bruno e successivamente verde brillante. Fiorisce tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. I fiori sono di colore rosso-arancione e continua a sbocciare per un paio di mesi fino all'autunno quando produce piccoli frutti gialli o rossi.
-Peonie (BOTAN ): le peonie sono fiori primaverili e vanno accostati generalmente con sfondi di acqua e rocce. Simbolo di Magnificenza imperatoriale, di tranquillità e serenità.












-Acero (Momigi/Irohamomigi ): è l'acero, simbolo dell'autunno. Le foglie sono spesso rappresentate al di sopra di una cascata. Cadendo in autunno il miglior colore per rappresentarle è il marrone.
-Leone (Jishi ): Jishi (Shishi) si traduce come leone o leone-cane, e si riferisce ad un animale mitologico dai poteri soprannaturali. Protegge i templi e rappresenta uno spirito forte, protezione in generale.












 Hebi  ,
 serpente simbolo di coraggio 












Il Qilin o Kilin 麒麟 :animale mitico portafortuna. Il suo corpo è ricoperto di squame come il drago, il corpo di unicorno con zampe da cavallo; considerato come la terza creatura più potente.











http://www.menstattooideas.net
da http://www.spiritustattoo.com

Hō-ō 鳳凰 la fenice giapponese, molto simile alla fenice che si vede dalle nostre parti. In cina il suo nome è  Fèng Huáng, in cui il Feng è l'uccello maschile, solare, lo yang e lo Huang quello femminile, lunare.  E' uno dei quattro draghi celesti ed è posto a guardia delle costellazioni del sud. Rappresenta il fuoco, la giustizia, la fedeltà, l'obbedienza ed il sole.
In Cina è intensamente connessa al drago (maschio). Alle volte rappresentati come nemici, altre come amanti perfetti.
La fenice è stata introdotta in Giappone probabilmente tra il 6° ed il 7° secolo avanti cristo durante il periodo Asuka ed è diventata un motivo di decorazione nel periodo Nara attraverso alcuni cambiamenti decorativi.
Come composizione del corpo c'è n'è una ad hoc su wikipedia: "ha un piumaggio colorato, una testa con grandi occhi allungati e un becco a punta leggermente curvo. Ha in pratica il becco di un gallo, la "faccia" di rondine, la fronte di una gallina, il collo di un serpente, il petto di un'oca e il dorso di una tartaruga, le gambe di cervo e la coda di pesce." 

I colori, sempre da wikipedia-enciclopedia libera:
Rosso:  Saggezza.
Bianco: fedeltà
Nero: carità.
Giallo: onestà.
Blu: amicizia.




NB: questo post, più che di mia scrittura è un bricolage di diversi pezzi presi in rete che in alcuni siti trovavo incompleti e che spero così, possano meglio spiegare il significato dei disegni.

Fonti
wikipedia