martedì 18 ottobre 2011

Shibari, kinbaku l'uso delle corde per unire anime.

Ieri c'è stato il legARTI e un'amica che c'è andata mi riporta una frase di chi, Stefano La Forgia? Premetto che non è intenzione di far polemica o di contestare ma non ho potuto fare a meno di pensarci se queste sono le parole:
"il suono della corda che si scioglie.
La corda che cade sul corpo.
La vicinanza, il contatto, il respiro, gli odori,
infine il controllo della persona.
E' come suonare delle note: dipende dall'intenzione di chi suona."
Ecco lo spunto. Non mi pare di aver mai affrontato l'immobilizzazione ed il bondage in generale quindi ci provo.

E' vero, tutto dipende dal suonatore, dal nawashi, da colui che lega, l'effetto che si vuole ottenere.
Quindi per quali possibili ragioni si lega o si immobilizza? Ragioni pratiche per come qui sono state argomentate ma poi dirò che che c'è molto altro e che manca il presupposto fondamentale. Sarà un discorso lungo e spero vogliate leggerlo.

Si lega per bellezza. Lo scopo di questa costruzione non è solo la sensibilità ma è anche esaltare la bellezza di un corpo con un bel legare. All'atto pratico, una serie di queste legature non avrebbero altrimenti alcun senso. Lo dice anche l'articolo da cui proviene questa foto. Chiamatelo pure come vi pare, è bello di per se quand'è fatto bene.


Si lega per costringere in una posizione. Tipico giapponese. Non c'era tempo, sempre di corsa, quindi lego: "adesso parli con me e se non vuoi me vorrà dire che godi così e non ti sciolgo fintanto che non ne puoi più". Questo è un possibile intento nel merito e si può legare anche senza stimolare. Oddio, avrei da ridire sui passanti tra le cosce, qui sono più una mutandina piuttosto che degli stimolatori ma questo è il quanto.




Si lega per dare una sensazione di impotenza. Di non si poter difendere, di non poter in alcun modo tentare una benché minima reazione. Praticamente sei nelle mani del nawashi. All'interno di queste "mani" ci può stare di tutto. Dalla semplice discussione alla "tortura" (per i masok), al piacere puro, all'esposizione. Insomma, per tutto quanto fa "gioco" lecito.





Infine si lega per costringere qualcuno in una posizione inusuale in cui il corpo non trova i suoi naturali "appigli" durante l'eccitazione ed il susseguente orgasmo. Fate attenzione quando siete con il vostro partner e state ehm... beh su dai, scopando. I muscoli si irrigidiscono, cercano appigli, ci si abbraccia al partner, si stringe anche forte, alle volte si morde, si succhia, ci si aggrappa quasi come un gatto poi... poi si viene. Ecco, adesso state fluttuando. Le gambe non si addrizzano, non ci sono appigli, siete appese o costrette a non poter fare tutti quei gesti che naturalmente ed istintivamente vengono. Il piacere alla fine sarà triplicato. Dove sta la violenza in questo se non si usano comportamenti a rischio? Non c'è.


Ecco, queste per me e lo ripeto, per me, magari come al solito sbagliando, sono le quattro condizioni primarie per cui si "infagotta" qualcuno. Insomma mi resta più semplice seguire un ordine per poi procedere.

Ora, tutto questo, odori, suoni, sensazioni a pelle, idea di costruzione hanno un senso diverso rispetto a chi magari incontrato in un club o semplicemente per reciproca attrazione si mettono a giocare e per chi invece ha costruito un rapporto che va oltre la parte istintiva.
Nella prima ci sono solo quello che ha detto Stefano, la parte più eccitante e sfiziosa, nella seconda c'è qualcosa che rende un rapporto completo. Il coinvolgimento interiore e sentimentale.

Insomma si può trovare piacere solo dalle corde e limitatamente, non importa con chi, oppure si può scegliere di andare oltre e buttarsi dentro con tutti noi stessi. Per lasciarsi legare e giocare davvero in modo totale e non solo estremo o spinto, c'è qualcosa che anche inconsapevolmente devi accettare. Il fidarsi. Si, già detto, lo so ma è il quanto. Fidarsi, dipendere totalmente dal volere di qualcun altro, qualcuno che non può e non deve però abusare di te. Qualcuno che  ti faccia sentire sicura e protetta anche quando si spinge oltre, qualcuno a cui donare totalmente il tuo piacere più profondo, i tuoi desideri più perversi, le tue paure, le tue vergone, le tue gioie. Qualcuno insomma che di te e di quello che sei ne faccia l' "uso" migliore perché tu donna possa trovare la realizzazione di te senza taboo o timori. Nel bdsm questa è la libertà. Ecco perché ho parlato di puzzole, di lombrichi e di superficialità. Il tuo master, la tua slave, la tua donna in un rapporto bdsm alla pari è custode in reciprocità di sentimenti e di segreti che nessun altro rapporto al mondo vi porterà a rivelare ancora. Siamo custodi speciali in un particolare legame e non so come altro descriverlo. Bisogna provarlo.
Istintivamente ogni individuo si difende. Dentro di noi le paure sono tali proprio perché ci terrorizzano. Se le riveliamo siamo nudim, indifesi dove i dolori e le gioie sono le più grandi. Siamo prima nudi nell'anima poi nudi nel fisico, l'uno davanti all'altra. Chi volesse usare tutto questo per comodo, poer puro sadismo o egoismo, sarebbe facile e non saremmo in grado di difenderci. Senza un legame costruito nel rispetto non c'è strada. Una frustata potrà eccitare una volta, due, cento, poi arrivi ad un certo punto e dici: "ma che cazzo ci faccio qui?". Cerchi prima un altro corpo, poi ancora un altro. Provi a metterne due assieme ed è sempre lo stesso. Che cazzo ci faccio qui? Come ne esco? 

Cerchi nuove vie fintanto che non ti accorgi che l'unico modo che c'è è solo quello di metterti in gioco e non una sola parte. Cerchi di perderti, di mollare la testa anche se sei dom ma anche di non dare tutto di te alla persona sbagliata, ma all'incastro perfetto in cui 1+1=1. Tentativi. Spesso finiscono male ma cos'altro fare? Ricominciare a passare nel letto di una alle 10 di mattina e alle 16 essere in un altro? Già dato. Non va.

Quindi vi invito a provare per un attimo a chiudere gli occhi rilassandovi e non pensate a niente. Poi, come se qualcuno vi togliesse il pavimento di sotto i piedi, di cadere e cadere e cadere e cadere, ed in un attimo capire che non vi sfracellerete al suolo che il suolo non c'è.
Guardate in alto ed in basso e c'è cielo, c'è ancora cielo e si può volare se il partner vi rispetta. In un attimo la vostra vita è diventata quella di un uccello e che potete volare dove volete in luoghi mai visti n'è conosciuti fin'ora se non dalle parole di un pazzo Mastrodesade o di qualche racconto sentito di sfuggita da qualche parte.
In fondo è solo grazie a chi vi completa che questo accade.  E' questa la qualità del legame che intendo. Fortunato chi l'ha vissuto. Poveraccio chi per presunzione mentale, diffidenza, incapacità o non volontà di ragionamento e di sensibilità non ci arriverà mai. 

Si la congiunzione di due lune potrebbe accendere una stella
 
MDS

1 commento:

  1. dovresti dirmi di dove sei altrimenti potrei suggerirti persone o circoli troppo lontani da te.

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