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venerdì 26 agosto 2016

Dolore


Qualcuno si è accorto cosa è successo si?
Di come in un attimo tutto ti crolli addosso anche nel vero senso della parola e in pochi minuti, ore o giorni, le persone con cui hai vissuto la vita, quelle che ami nel bene e nel male, in un batter di ciglia non ci siano più?
Pochi secondi e brrrrrrrrrrrrruuuummmm..., la terra trema. Ancora ci sono i segni qui di quelle scosse che pur essendo tante ma in fondo leggere, i suoi danni li hanno fatti. Senti un rumore lontano sembra un camion ma poi arriva da sotto e tutto comincia  a vibrare, a ballare e cadere e ti domandi se sia la volta buona. Quando arrivano di notte, non faresti a tempo a renderti conto cosa stia succedendo e se va male, ti trovi tutta la casa addosso. Le onde a bassa frequenza ti entrano dentro e tu vibri con il tutto come si avessero fatto sedere su un subwoofer da 40.000 watt. Bello vero? :)
Nel frattempo tuo papà sta male e tu passi dagli ospedali al non dormire. Lista lunga troppo per non annoiare. Poi tutt'ad un tratto un altro patatrac e invece di arrivare al controllo tra un mese e mezzo, ti dicono che oramai è andata. Così "preghi" o meglio auguri al tuo caro che non la tiri per le lunghe perché sta male ma talmente male da non capire perché non ci debba essere dignità anche nella morte per la vostra cultura. Così le persone soffrono per niente di dolori assurdi, senza senso, fino a morirne.
Finisce tutto e tu vorresti scappare da qualche parte ma non esiste una parte precisa, non è un luogo del tipo montagna o mare o una visita ad una città interna. E' un posto dover poter sopire il dolore e dargli pace e poter chiudere gli occhi, quasi come se tornassi bambino e sentissi ancora tra i capelli le mani dolcissime di tua madre che ti protegge. No, non è lei, sei grande e quei capelli li hai accarezzati tu per lenire il suo di dolore. Ti hanno dato la vita in tutti i sensi, è tuo obbligo morale ricambiare ed esserci.
Però per te non c'è più quel posto. Chi diceva di amarti, di starti vicino a qualunque costo era lerci* dentro e tutto era falso. Così, tanto per gradire e per unire l'utile al dilettevole il buco non è solo morale, non trovi dentro di te un vuoto che non si colma ma ti mancano anche le cose tua che inavvertitamente gli sono rimaste appiccicate alle mani.
Non c'è modo di spiegarlo anche se ci provo e non avrei mai scritto questo pezzo se non fosse successo quello che è successo ad Amatrice. Che bel nome e non solo per la pastasciutta. AMATRICE, colei che ama.

Ecco, magari adesso tutti farete il messaggio solidale in preda alla reazione emotiva ed è giusto così. Ricordatevi di loro tra tre, quattro o cinque mesi in cui magari saranno nelle tende al freddo. Spero di no ma la ricostruzione è comunque lenta, c'è poco da fare. Ebbene, mi auguro che questo giro le case le ricostruiscano com'erano, dov'erano ma con i criteri moderni e che possano tutti tornarci e riprendere la propria vita. Non si dimenticano i dolori così. Non c'è modo che per un'altra vita, ho vivo il ricordo dei container e gli amici del Friuli.

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